Variante Omicron, le Zebre Rugby bloccate in Sudafrica: «Siamo in hotel, speriamo di tornare presto a casa»

Variante Omicron, le Zebre Rugby bloccate in Sudafrica: «Siamo in hotel, speriamo di tornare presto a casa»

Erano andati in Sudafrica per una doppia trasferta di campionato e lì sono stati sorpresi dalle restrizioni imposte per il diffondersi della variante. I giocatori e lo staff delle Zebre Rugby, la franchigia basata a Parma che gioca nello United Rugby Championship, campionato del quale fanno parte anche squadre sudafricane, gallesi, irlandesi e scozzesi, sono da un paio di giorni bloccati in albergo a Città del Capo, in attesa di capire come poter rientrare in Italia. 

«Per ora sta andando bene, siamo in un albergo molto bello a Cape Town, una città che vive normalmente questa situazione: qui i contagi sono pochissimi», dice all'Adnkronos Michele Dalai, presidente delle Zebre. «Siamo in bolla tra di noi e stiamo bene, ma speriamo che qualcuno cortesemente ci riporti a casa. Per carità, il blocco è legittimo, non lo contesterei mai. Ma è meglio andare via, più restiamo qui più può succedere. Dalla Farnesina dovrebbero arrivare notizie speriamo positive tra oggi e domani». 

La mini-tournée di due settimane

Le Zebre sono partite mercoledì per il Sudafrica dove era prevista una doppia trasferta, una mini-tournée di due settimane: avrebbero dovuto infatti giocare sabato a Città del Capo contro gli Stormers e il 3 dicembre a Durban contro gli Sharks. Nel pomeriggio il comitato organizzatore del torneo ha annullato le partite, come pure quelle delle altre squadre gallesi e irlandesi che si trovano in questi giorni in Sudafrica per il campionato nel quale le Zebre rappresentano l'Italia insieme al Benetton di Treviso.

Per le Zebre, quindi, non è rimasto altro da fare che chiudersi in albergo, in attesa di capire cosa fare. Le vicende del Covid hanno spesso incrociato, nell'ultimo anno e mezzo quella della squadra parmigiana: simbolo di questa vicenda è stato il flanker, che gioca anche nella nazionale, Maxime Mbandà che quando l'attività fu sospesa in occasione del primo lockdown, si impegnò come volontario per il trasporto dei malati in un'associazione di volontariato di Parma, una delle città più colpite dalla prima ondata della pandemia. 


Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Novembre 2021, 14:36
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