Il campione olimpico Tamberi: «Tokyo da impazzire, ma ora voglio il Mondiale che mi manca»
di Enrico Sarzanini

Il campione olimpico Tamberi: «Tokyo da impazzire, ma ora voglio il Mondiale che mi manca»

Sereno, sorridente ma soprattutto carico. Gianmarco Tamberi, dopo lo storico oro conquistato nel salto in alto ai Giochi di Tokyo, e dopo la recente vittoria in Diamond League, che lo ha proiettato in cima alla classifica mondiale, ha ancora tanta fame di successo.

La stagione è ormai conclusa. A questo punto pensare a vincere ancora significa per Tamberi programmare già il prossimo anno agonistico.

«So di valere di più di quello che ho fatto a Tokyo. Con questa leggerezza che continuo ad avere, penso di potermi divertire sempre di più in gara. Sogno la medaglia d'oro al Mondiale del 2022, un obiettivo che mi martella già nella testa, è l'unica gara che mi manca. Voglio vincerla, è il mio prossimo grande obiettivo».

 

Occasione per rinnovare le sue ambizioni è stata l'inaugurazione della palestra McFit Laurentina a Roma di cui Tamberi è tesimonial.

«Qualsiasi cosa riusciamo a fare noi italiani ora riesce bene. Spero che queste riaperture abbinate ai successi di noi atleti azzurri possano essere il miglior augurio per il futuro. Oggi è un grandissimo segnale di speranza. Bisogna tenere duro, come ho fatto io, saper soffrire e poi prendersi le proprie soddisfazioni».

 

 

Poi Tamberi torna sui successi ottenuti in questo anno da incorniciare dopo le sofferenze per il grave infortunio al tendine d'Achille del 2016, prima dei Giochi di Rio.

«La vittoria in Diamond League non era mai riuscita finora a un italiano ed è stato bellissimo; e' stata la ciliegina sulla torta chiamata Tokyo. Davvero una stagione coi fiocchi. Il gesso che mi porto dietro? Non lo butto, mi ricorda da dove sono partito. È stato veramente un percorso difficilissimo e pieno di difficoltà».

Quel gesso ormai famosissimo racconta l'odissea di Tamberi, le sofferenze, la paura di non farcela.

«Sì. è vero. Avevo paura inizialmente di aver perso le motivazioni, ma quelle ce le hai dentro, per fortuna. Non credo di essere ancora in credito con la sorte, dopo quel mio infortunio del 2016 che mi costò i Giochi. Non penso che esistano fortuna e sfortuna: ognuno deve costruirsi il successo con le proprie forze».

Il saltatore in alto azzurro più forte di sempre perde il sorriso solo quando si parla di doping.

«Chi si dopa deve essere allontanato dallo sport in maniera drastica, niente altro da aggiungere sul tema».

Tamberi era già un atleta popolare in pedana e sui social; poi, il boom dopo l'oro olimpico. E da quel momento tanti personaggi celebri dello sport e dello spettacolo hanno iniziato a seguirlo sui social. Se lo aspettava?

«Usain Bolt, Alex Del Piero, Valentino Rossi in particolare. Vale per me è un idolo sportivo speciale, sono onorato di averlo conosciuto e di avergli stretto la mano. Mi ha colpito tantissimo anche Javier Zanetti, una persona splendida».

Tamberi ha vinto l'oro nell'atletica, in una Nazionale che forse è stata la più forte di sempre. Più sorpreso o più orgoglioso?

«E' stato un onore essere con campioni come Jakob, la Palmisano e Tortu in quei momenti magici dell'estate giapponese. Ma la cosa più bella è che oggi le persone, al di la' della foto e gli autografi di rito, si avvicinano alla mia vicenda con attenzione particolare. E' questa la cosa che più mi inorgoglisce».

 

 

 

 

Adesso, l'attesa cerimonia al Quirinale per la riconsegna al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Tricolore dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020 da parte della delegazione azzurra.

«Sarà una grandissima emozione e un onore essere presente . Sono ancora più contento di farlo con gli atleti paralimpici; abbiamo disputato tutti un'Olimpiade straordinaria e ritrovarci tutti insieme sarà una festa speciale».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Settembre 2021, 22:17
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