Un film su Irma Testa al Festival di Roma
di Marco Lobasso

Un film su Irma Testa al Festival di Roma

L’hanno seguita, intervistata, raccontata per due lunghi anni, mentre lei si allenava, vinceva, diventava una giovane donna e la prima italiana nella boxe alle Olimpiadi, a Rio 2016. Lei è Irma Testa, oggi 19 anni, già campionessa del mondo junior nei 52 kg e venerdì all’Auditorium Parco della Musica di Roma (ore 20,30) si presenta un docufilm dedicato a lei, la Butterfly, la farfalla, il suo bellissimo soprannome da atleta per come colpisce forte ma con grazia ed eleganza le avversarie. 
«Non mi abituerò mai alla notorietà, un po’ mi pesa. Ma per questo film hanno lavorato tanto e bene, sono felice che l’hanno fatto». Dalla sua Torre Annunziata, dal quartiere brutto e difficile della Provolera, alle vittorie nel pugilato, in Italia, in Europa e nel mondo: nella storia di Irma Testa (Fiamme Oro, allenata dallo staff di Lucio Zurlo) c’è tutto, rivalsa, voglia di vincere, sofferenza, talento, dolcezza, femminilità. Manca solo la medaglia olimpica, però. «Ma a Rio avevo solo 18 anni e ho fatto quarti di finale contro l’atleta che ha poi vinto l’oro. Io tra due anni, a Tokyo 2020 voglio vincere perché ho tutto il tempo e sarò pronta. E solo dopo aver vinto potrò lasciare la boxe». 
La Farfalla non molla anche se forse il pugilato le sta un po’ stretto. «Da piccola volevo diventare una schermitrice, poi quando ho provato con la boxe i miei tecnici hanno intravisto il talento. Nei miei colpi da Farfalla c’è però molto della scherma e questo mi piace».
Venerdì la presentazione del docufilm firmato da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, poi ancora allenamenti prima della partenza per i Mondiali di Nuova Delhi dal 15 al 24 novembre. I pugni della Farfalla vogliono ancora far male.

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