Pietro Mennea, quella Freccia nell'oro oggi compie 40 anni
di Marco Lobasso

Pietro Mennea, quella Freccia nell'oro oggi compie 40 anni

Quanto durano 20 secondi e 19 centesimi? Almeno 40 anni e forse molto di più. Oggi, nel 1980, Pietro Mennea vinceva la sua medaglia d’oro olimpica ai Giochi di Mosca nei 200 metri. Quelle Olimpiadi quasi alla fine (sarebbero terminate il 2 agosto), boicottate dagli americani per la guerra fredda, ma ben sicure rispetto a Monaco 72, quando lo sprinter di Barletta conquistò il bronzo a 20 anni, prima di annotare sul suo diario i fatti di Settembre nero, dell’eccidio degli atleti israeliani. Quelle note sono diventate uno splendido libro postumo, edito da Colonnese (Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata) e uscito proprio in questo mese.
A Mosca, il 28 luglio del 1980 è tutto tranquillo, in Italia no perché a fine giugno c’era stata la strage di Ustica e il 2 agosto stava per esplodere la bomba alla stazione ferroviaria di Bologna. Eppure, quell’Italia disperata e spaventata, nella turbolenta coda degli anni di piombo, si accomodò davanti alla tv, ascoltando la mitica voce di Rosi alla Rai, e tifò Mennea, la Freccia del Sud, disperatamente, proprio come lui allora, alla ricerca della vittoria.
Tutti hanno visto, tutti ricordano, tutti ripetono a memoria quel 20”19, primo, davanti al britannico Wells superato negli ultimi metri, alla fine di una rimonta incredibile, meravigliosa. E disperata, appunto, come gli italiani in quello scorcio di 1980.
«Sono stati gli anni migliori di Pietro, da Monaco a Mosca», ricorda Manuela Olivieri Mennea, diventata la moglie dell’azzurro dopo che aveva appeso le scarpette al chiodo, che ha voluto fortemente il libro postumo di Pietro su Monaco 72 e che ha un sogno che poi è quello di noi tutti: un vero grande, immenso museo dedicato alla Freccia del Sud.
«Il Golden Gala di Roma allo Stadio dei Marmi dedicato a Mennea quest’anno varrà come il nostro campionato mondiale», annuncia il presidente della Federatletica, Alfio Giomi. In un anno così disgraziato, non averlo annullato e averlo riprogrammato il 17 settembre è già un successo. Sarà un mese tutto per Pietro, perché il 12 settembre si celebra il “Mennea Day”. Oggi, quel giorno di 40 anni fa, la Freccia del Sud mirò all’oro, lo centrò e noi siamo ancora qui a godercelo.
Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Luglio 2020, 08:59
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