Giulia Ghiretti, una campionessa di vita: «Nuoto e mi sento libera»

Giulia Ghiretti, una campionessa di vita: «Nuoto e mi sento libera»

di Luca Uccello

Mai abbassare la testa. Mai sentirsi a disagio. Mai smettere di sorridere. E Giulia Ghiretti non lo fa proprio mai. Un sorriso contagioso, che ti fa stare bene e forse nemmeno in imbarazzo. Perché quella carrozzina che ormai fa parte della sua vita da quel maledetto incidente in pedana nel 2010 non c’è, non si vede. La sua forza è tanta e la trasmette a tutti, anche a chi non la conosce. L'incontro con Giulia nello show-room di Le Coq-Sportif a Milano, lungo i navigli è un viaggio bellissimo in un mondo che pochi conoscono, se non ci capiti.

Giulia Ghiretti è una ragazza di 28 anni, una di quelle che ha studiato, che non ha mai mollato niente perché quando si comincia una cosa bisogna portarla fino in fondo. Una di quelle che dopo l’incidente che le ha cambiato la vita ha deciso di non piangersi addosso ma di affrontare la vita. Di tuffarsi. E così ha fatto. Oggi è una campionessa mondiale paralimpica dei 100 rana. Una di quelle che vince le medaglie e fa onore alla nostra Italia. Una che ha scelto il nuoto per sentirsi libera non perché c’era Federica Pellegrini o chissà chi altro. «Lei è stata un esempio per tutti, ora tocca a noi emozionare la gente»

A Fuchal la Signorina (è alla ricerca di un fidanzato…) della Rana ha vinto quattro medaglie su cinque competizioni disputate: dopo l’oro all’esordio nei 100 rana, il bronzo nella staffetta 4×50 mista, l’argento nella staffetta 4×50 misti mista (dove aveva nuotato solo in qualificazione). Un ritmo instancabile, come quello tenuto in vasca nei 200 metri misti, dove, dopo aver guidato per tre frazioni su quattro la gara, soltanto nell’ultima frazione a stile libero è stata recuperata dalla connazionale Monica Boggioni, che l’ha superata strappando l’oro.

E adesso per Giulia è già tempo di pensare ai campionati italiani del prossimo 9-10 luglio: «Farò tre gare, le farò pensando di puntare sempre al massimo…».

L’obiettivo è migliorarsi sempre, migliorare la propria collezione di medaglie arrivata a 22 dal 2013 in poi, tra Mondiali, Europei e Paralimpiadi. Ma dietro a queste vittorie c’è tanto lavoro, molto sacrificio.

«Ho capito subito che mi era successo qualcosa di grave. Ero consapevole che quella caduta dal trampolino durante un esercizio di ginnastica artistica mi avrebbe lasciato un segno. Ma ho scelto di non arrendermi. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Nei sei mesi trascorsi in ospedale mi hanno insegnato a prendere in mano la mia quotidianità in un altro modo. A me mancava l’allenamento di tutti i giorni. La fatica. La volevo, ne sentivo il bisogno. Mi manca la gara, la sfida. Non essere mai da sola. E allora ho scelto di provarci…»

E perché ha scelto proprio il nuoto?

«La piscina era l’unico posto dove non avevo bisogno della carrozzina, dove potevo sentirmi libera, ancora io»

Mai pensato di non farcela?

«Piangermi addosso non fa parte di me. Potevo scegliere se continuare la mia vita o chiudermi in una stanza. Io ho scelto di fare qualcosa. Non è stato semplice ma avevo un obiettivo e ho trovato la strada»

Ti senti un esempio?

«Faccio fatica ancora adesso a capire di essere un esempio per qualcuno. Mi fa piacere sapere che se vinco una medaglia posso essere d’aiuto a un altra persona che si trova nella mia situazione…»

Però grazie anche a te gli sport paralimpici sono più seguiti e rispettati…

«A Londra 2012 c’è stata la svolta, a Rio la conferma. A Tokyo ancor di più. Il livello della competizione si è alzato. Oggi viene visto l’agonismo e non la persona disabile. Non c’è più quel senso di compassione. Un sentimento che ho combattuto, che non mi piace. Non siamo super eroi, siamo persone come altre…»

Il sogno nel cassetto è l’oro alle Paralimpiadi?

«L’oro per me è impossibile. Impossibile per la suddivisione delle classi. Non posso competere con alcune atlete. Io posso migliorare, ma non posso vincere finché ci sono certi criteri di valutazione. Non c’è nessuna polemica perché so che prima di tutto bisogna esserci. E io in finale ci voglio essere…»


Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Giugno 2022, 17:42
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