Dorothea Wierer, la stella azzurra del biathlon da domani caccia all'oro mondiale
di Marco Lobasso

Dorothea Wierer, la stella azzurra del biathlon da domani caccia all'oro mondiale

Domani via ad Anterselva i Mondiali italiani di biathlon (stasera cerimonia di apertura) e la Nazionale azzurra punta tutto sulla sua punta di diamante, la bellissima Dorothea Wierer.
Siamo nella fase più importante della stagione, Doro è al massimo, l'obiettivo è vincere più medaglie possibili e l'oro in particolare.
«E' stato un inizio di stagione molto buono. Sono sempre rimasta al vertice, per un periodo ho avuto anche il pettorale di leader di Coppa del mondo, ora sono seconda nella generale. La mia condizione fisica è buona. Non è facile restare concentrata al 100 per cento, ogni tanto ci può stare un piccolo calo a livello mentale. La mia fortuna è che non sento eccessiva pressione. Ora arriva il momento topico della stagione, il Mondiale ad Anterselva e le ultime tre tappe di Coppa del mondo. Sono abituata a pensare step by step. Sono pronta».
I Mondiali nella Valle che ama e sulle sue strade rappresentano un'occasione unica. Va bene vincere la Coppa del Mondo, va bene tutto, ma questa volta i Mondiali sono perfetti per lei. Anche quest'anno tra Coppa del Mondo e Mondiale Dorotea sceglierebbe la Coppa?
«I Mondiali a casa mia sono sicuramente un evento irripetibile. Lo scorso anno quando ho vinto ad Anterselva in Coppa del mondo è stata una emozione intensa. Forse stavolta sceglierei una medaglia mondiale, di certo anche in Coppa lotterò fino alla fine, fa parte del mio carattere».
Il biathlon sta diventando uno sport molto conosciuto tra gli appassionati grazie alle sue vittorie e alla sua bella persona. E' solo questa la strada per lanciarlo tra le grandi discipline della neve o c'è bisogno di altro?
«Nel nostro Paese le vittorie aiutano a far conoscere uno sport o una disciplina. Mi ricordo che quando vinceva Luna Rossa, tutti sapevano tutto di vela. Mi auguro che riusciamo a colmare il gap che c'è tra la popolarità che il biathlon ha in Germania, Russia, Francia, Norvegia, Svezia e l'Italia. Noi ce la stiamo mettendo tutta. I successi aiutano».
E quella sua meravigliosa idea di una gara di Coppa nell'Arena di Verona resta ancora un suo bellissimo sogno o c'è speranza in futuro si possa trasformare in realtà?
«Le gare in centro città aiutano a diffondere la popolarità di uno sport, soprattutto se si tratta di città non di montagna. Anni fa hanno fatto una gara di Fondo a Milano, ha riscosso un grande successo. Una gara all'Arena di Verona sarebbe un sogno ed uno spot eccezionale per il nostro sport».
Per lo sport del tiro ha un consigliere strepitoso come il campione olimpico Campriani. In che cosa davvero Niccolò l'ha migliorata?
«Ci ha dato tanti buoni suggerimenti sulla tecnica».
L'anno scorso la rivalità con l'altra azzurra Vittozzi ha regalato soddisfazioni al biathlon azzurro. Tra lei e Lisa che rapporto c'è?
«Siamo compagne di squadra, ci rispettiamo, poi in gara siamo ovviamente rivali. La concorrenza in casa aiuta la crescita tecnica».
La sua femminilità e la sua bellezza sono indubbie. Più vince e più è protagonista anche lontano dalle gare. Quanto le piace e quanto le scoccia?
«Mi fa piacere essere apprezzata. Non mi dà fastidio. Fuori dalle gare ho la mia vita privata e sono riservata. Negli eventi pubblici sono sempre disponibile con i miei tifosi e simpatizzanti».
Davvero nel futuro dopo il biathlon lei esclude la possibilità di fare spettacolo, tv, cinema? Tante campionesse del suo livello lo hanno fatto o lo fanno e dimostrano di essere capaci. Lei con il suo carattere, la sua simpatia, naturalmente la sua presenza, potrebbe avere grandi possibilità. Ci pensa mai?
«Non penso che tv o cinema possano essere il mio futuro. Mi vedo più come mamma, vengo da una famiglia numerosa, mi sono sempre piaciute le famiglie con più figli. Il mio obiettivo per il dopo carriera è di essere felice, di fare una vita serena».

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Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Febbraio 2020, 13:48
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