Tour de France, Kwiatkowski trionfa senza sfida, Roglic ha la vittoria finale in tasca

Tour de France, Kwiatkowski trionfa senza sfida, Roglic ha la vittoria finale in tasca

La cronometro di sabato, da Lure a La Planche des Belles Filles, su un percorso lungo 36,2 chilometri, al 99% e salvo clamorosi rovesci, incoronerà il vincitore del 107/o Tour de France di ciclismo, che oggi ha fatto tappa (la 18/a) a La Roche-sur-Foron. Primoz Roglic, che delle sfide contro il tempo è apprezzato specialista, è il grande favorito per la passerella in maglia gialla a Parigi, anche grazie ai 57« di vantaggio che mantiene sul connazionale Tadej Pogacar, autentica sorpresa della Grande Boucle ai tempi del Coronavirus. Anche oggi il leader sloveno della corsa a tappe francese ha azzerato velleità e ambizioni del più giovane Pogacar, facendo lavorare la propria squadra, facendosi 'traghettarè sulle vette alpine più dure e aggiungendo un'altra tessera al puzzle che da giorni costruisce. Lotta per la leadership della generale a parte, il Tour ha regalato un altro scampolo di sensibilità agonistica, con due corridori della Ineos, Richard Carapaz e Michal Kwiatkowski, che si sono presentati sorridenti sul traguardo, cercando di tagliarlo assieme dopo essersi scambiati pacche sulle spalle come due vecchi amici, mano nella mano e senza alcun proposito bellicoso.

L'ipotesi di sferrare un attacco, di organizzare uno sprint, non è stata presa nemmeno lontanamente in considerazione. Da compagni, da atleti che fanno parte di uno stesso team e remano dalla stessa parte, il polacco e l'ecuadoriano hanno offerto una vera e propria passerella, un epilogo in parata che forse nemmeno il dirigente più ottimista dello squadrone britannico avrebbe preso in considerazione. È stato il fotofinish ad assegnare il successo di tappa a Kwiatkowski, la cui ruota è stata colta di qualche centimetro - ma per un puro caso - al di là di quella di Carapaz: l'ecuadoriano, vincitore del Giro d'Italia 2019 e oggi per il terzo giorno consecutivo protagonista di una grande fuga, si è consolato con la maglia a pois di miglior scalatore. Un arrivo da libro Cuore, andato in onda quasi a reti unificate in un'epoca in cui la caccia ai premi diventa sempre più frenetica e ossessiva nel mondo dello sport, non solo in quello del ciclismo. Un arrivo d'altri tempi, che avrebbe fatto venire la pelle d'oca anche al barone Pierre De Coubertin. Non importava vincere, sul traguardo di La Roche-sur-Foron, né arrivare secondo. Contava presentarsi al fianco del compagno e il ciclismo di arrivi come quello di oggi al Tour ne ha offerto già qualcuno: da quello che vide protagonisti Paolo Bettini e Stefano Garzelli, entrambi corridori della Mapei, alla 'Liegì del 2002, al successo di Bernard Hinault sul compagno della La Vie Claire, Greg Lemond, in una tappa con arrivo all'Alpe d'Huez nel Tour del 1986. Il francese e lo statunitense arrivarono tenendosi per mano con circa 5' di vantaggio sui concorrenti. Oggi a Kwiatkowski e Carapaz, per concedersi l'arrivo in parata, sono bastati 1'51» sul belga Wout Van Aert e 1'53« sul gruppetto della maglia gialla Roglic. Lo sloveno, a questo punto, il Tour può solo perderlo.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Settembre 2020, 18:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA