Petrucci, presidente Fip: "Non siamo il calcio, senza pubblico rischiamo la fine"
di Fabrizio Fabbri

Petrucci, presidente Fip: Non siamo il calcio, senza pubblico rischiamo la fine"

Gianni Petrucci è un uomo di sport, con tanti anni di esperienza sulle spalle. Chi non lo ama dice che è un po’ come la regina Elisabetta, sempre lì al suo posto senza che nessuno lo allontani dal suo mondo. Lui non si offende, anzi se ne bea. “Un motivo ci sarà. Oggi quando intervengo al Consiglio Nazionale del Coni per far sentire la nostra voce c’è ancora chi mi applaude” dice con malcelata benevolenza verso sè stesso. Petrucci è tornato a dirigere il basket, la Federazione per precisione, è oggi combatte per la sopravvivenza del suo sport, ma anche di tutto il movimento. “Il Covid c’è non ci nascondiamo, ma bisogna riconoscere anche il valore sociale dello sport. Un nuovo stop sarebbe un dramma. Con il presidente della Legabasket Gandini stiamo provando a farci sentire. In Italia non può esistere solo il calcio e lo dico io che quel mondo lo conosco bene avendolo vissuto da dirigente federale e di club”. Petrucci chiede che al basket venga riconosciuto il diritto di fare accedere il pubblico nella massima sicurezza per il 25 per cento della capienza per impianti fino a 10.000 posti come proposto dal comitato 4.0. Invece il rischio è che si torni ai soli 200, se non alla chiusura totale degli impianti. Petrucci è durissimo. “Siamo offesi della assoluta assenza di chi a livello governativo ci dovrebbe difendere e invece tace. Troppo facile non prendere posizione”. In questa situazione tanti club di A ma anche di serie inferiori che hanno deciso di avventurarsi verso la nuova stagione rischiano di saltare in corsa o alla fine del campionato. Chi non nasconde le proprie difficoltà è la Virtus Roma. Claudio Toti cerca di vendere il club o trovare un aiuto, ma intanto anche domenica prossima contro Sassari Il PalaEur sarà chiuso al pubblico come accaduto con la Fortitudo Bologna. “Un impianto così grande – aveva detto malinconicamente il giorno dell’esordio – metterebbe in assoluta sicurezza almeno 3.000 tifosi. Invece resta chiuso. Così, e senza aiuto dalla città, è difficile andare avanti”. 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 Ottobre 2020, 07:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA