Zanardi, la perizia dell'incidente: «L'handbike funzionava, sulla strada non c'erano buche»

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Alex Zanardi. L'handbike su cui viaggiava il campione lo scorso 19 giugno in provincia di Siena, era regolarmente funzionante dal punto di vista meccanico. E inoltre il manto stradale non sarebbe stato ammalorato, cioè non presentava difetti. Questi alcuni elementi che emergerebbero dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura di Siena sull'incidente in cui l'atleta, mentre percorreva la strada stradale provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d'Orcia, per la staffetta benefica «Obiettivo Tricolore» rimase gravemente ferito dopo aver sbandato e l'urtato contro il tir che sopraggiungeva in direzione opposta. I particolari sono riferiti dall'Adnkronos.

La perizia è stata depositata dall'ingegnere Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine del Dipartimento di ingegneria industriale dell'Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale. La relazione era stata richiesta dal procuratore Salvatore Vitello e dal pubblico ministero Serena Menicucci.
 
 


Le operazioni di consulenza sono iniziate il 16 luglio, quando Vangi ha effettuato un sopralluogo nell'area dell'incidente, anche per valutare le condizioni del manto stradale. Poi Vangi è passato all'esame di eventuali guasti tecnici o difetti di costruzione dell'handbike di Zanardi. Le analisi avrebbero esclusione un malfunzionamento del velocipide.
 

Le indagini


Per l'incidente all'ex pilota la Procura ha aperto un fascicolo per lesioni colpose gravissime da incidente stradale, iscrivendo nel registro degli indagati («come atto dovuto», hanno precisato i magistrati più volte) l'autista dell'autocarro, Marco Ciacci, 44 anni, trasportatore, residente a Castelnuovo Berardenga (Si). Alla consulenza di Vangi depositata in Procura sono state allegate le relazioni contenenti le osservazioni dei consulenti di parte: quella dell'ingegnere Mattia Strangi, professore di ricostruzione degli incidenti stradali all'Università di Bologna, nominato dall'avvocato Massimiliano Arcioni, difensore dell'indagato, e quella della parte offesa, cioè della famiglia di Zanardi, che ha nominato l'ingegnere Giorgio Cavallin di Padova. La consulenza tecnica di Vangi e le relative ricostruzioni tecniche della difesa dell'indagato e della parte lesa saranno ora esaminate dal procuratore Vitello e dal pm Menicucci: al termine dello studio, i magistrati valuteranno se saranno necessarie nuove indagini per approfondire eventuali questioni ancora incerte oppure se definire il procedimento penale con la richiesta di archiviazione oppure con la richiesta di rinvio a giudizio per l'unico indagato.
 

L'incidente


«Obiettivo Tricolore», con altri atleti paralimpici, Zanardi venne trasportato in elicottero al policlinico universitario dello Scotte a Siena dove fu operato e al termine dell'intervento neochirurgico sedato e posto in coma farmacologico. Le sue condizioni furono definite «gravissime» dai medici. Il 29 giugno è stato operato per la seconda volta al cervello. Sempre nell'ospedale senese è stato sottoposto ad un terzo intervento, questa volta di ricostruzione maxillo-facciale per il volto sfigurato dall'impatto con il camion. Il 16 luglio i medici senesi avviarono, in accordo con la famiglia, la progressiva riduzione della sedazione farmacologica di Alex Zanardi, che pochi giorni dopo ha portato alla sua uscita dal coma indotto.per iniziare un percorso di neuroriabilitazione. Il 21 luglio, dimesso dal policlinico di Siena, l'ex pilota di Formula 1, venne trasferito a Villa Beretta, nel Lecchese, un centro specialistico di recupero e riabilitazione funzionale. Pochi giorni dopo, il 24 luglio, Zanardi, è stato trasferito all'ospedale San Raffaele di Milano a causa di «condizioni instabili» e ricoverato nella terapia intensiva neurochirurgica. Il 27 luglio è stato sottoposto al quarto intervento chirurgico, «una delicata procedura neurochirurgica eseguita dal professor Pietro Mortini, direttore dell'Unità operativa di neurochirurgia, per il trattamento di alcune complicanze tardive dovute al trauma cranico primitivo».
 

Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Settembre 2020, 21:22
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