X Factor 2018, anticipazioni inediti: Anastasio il più maturo, gli altri si accomodano sul pop
di Ferruccio Gattuso

X Factor 2018, anticipazioni inediti: Anastasio il più maturo, gli altri si accomodano sul pop

Con un poco d'ansia in più. Così saliranno sul palco i finalisti di X Factor rimasti in gioco, questa sera in prima serata su Sky Uno. Sì perché per questa quinta puntata live siamo già agli inediti, l'agenda della 12a edizione del talent show più visto dice questo. “Ed è un modo per valorizzare ancora più che in passato i nostri concorrenti – ha spiegato questa mattina nel loft dei giovani finalisti Eugenio Bonacci di Freemantle, produttore del programma – Ogni anno l'intento musicale di X Factor aumenta, aggiungendosi a quello televisivo”. Futuri artisti da depositare sul serio nel panorama musicale, quindi, e non nomi da masticare per esigenze di show. Intanto, il Direttore delle Produzioni Originali Sky Nils Hartmann precisa che “quest'ultima edizione sta registrando il 30% di pubblico in più, senza contare che siamo l'unico X Factor al mondo a proporre i brani inediti”. Nella puntata di questa sera, gli ospiti sul palco saranno Hooverphonic, con il nuovo singolo “Romantic” tratto dal decimo album “Looking For Stars”, eseguito live per la prima volta in Italia, e i Subsonica con il nuovo singolo “Respirare” insieme ad alcune canzoni del loro repertorio.

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Tornando ai brani inediti, senza dubbio uno dei brani più maturi presentati in puntata è quello di Anastasio: sul fronte dell'interpretazione e della coerenza (non a caso musica e testo sono integralmente suoi) appare il più solido di tutti. La sua “La fine del mondo” è un hip-hop dal testo diretto e a tratti urticante, se non “apocalittico”. Non altrimenti si può definire l'auspicio di vedere “sgretolarsi” il Giudizio Universale della Cappella Sistina. Un brano di ben curata atmosfera è “Don't Stop Me” dei Bowland, un dance ipnotico che vive sui continui rimandi tra voce femminile e sonorità “liquide”. Il terzo brano che sembra avere un suo spessore autoriale è “Cherofobia” di Martina Attili, più imprevedibile nel testo (un vero “spleen”) che nelle armonie, di un pop già più addomesticato rispetto ai brani succitati. E se “Cielo inglese” di Renza Castelli si segnala come un pop di qualità vivaddio colorato da quell'oggetto ormai divenuto misterioso che è la chitarra acustica, il resto delle canzoni inedite proposte non ha – per armonie, arrangiamenti e idee – un granché di nuovo da dire. Al netto delle voci, tutte tecnicamente impeccabili e selezionate con perizia dalla giuria, il pop melodico di Leo Gassmann (“Piume”), di Naomi (“Like The Rain”) e di Sherol Dos Santos (“Non ti avevo mai perso”) appare troppo pettinato sui gusti medi di questa epoca musicalmente media. Ultimo accenno alla piccola e combattiva sarda Luna: la sua “Los Angeles” si divide tra strofe nervose e irriverenti capaci di intrigare, e un ritornello che si accontenta di produrre maniera. Ora non resta che al pubblico e ai giudici, dire sì o no.










 
Giovedì 22 Novembre 2018, 15:45
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