Venti20, quinta puntata: Alessio Viola parla di sostenibilità con Green is the new black. Ospite Bruno Barbieri
di Ida Di Grazia

Venti20, quinta puntata: Alessio Viola parla di sostenibilità con Green is the new black. Ospite Bruno Barbieri

Venti20, quinta puntata: Alessio Viola parla di sostenibilità con Green is the new black. Ospite Bruno Barbieri. Dopo aver passato in rassegna nelle scorse settimane gli eventi epocali di inizio millennio, l’era dell’immagine digitale, le relazioni sentimentali alimentate dalle app e il fascino del male, Alessio Viola prosegue il suo cammino nei meandri degli Anni 2000, soffermandosi sul concetto di sostenibilità.

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Green is the new black è il titolo della penultima puntata di Venti20, i vent’anni del 2000, una nuova produzione originale di TV8, in onda domani, venerdì 10 luglio, in seconda serata, dopo il The Best of Italia’s Got Talent. Un anno prima che il Covid-19 dimostrasse l’allarmante fragilità del nostro ecosistema, c’era già chi lo aveva predetto con lucidità, armando una guerra ai potenti del pianeta. La giovane Greta Thunberg si era issata ben oltre i suoi 16 anni per raccogliere la rabbia di una generazione, mostrandoci un nuovo modo di pensare al mondo e di avere cura di sé. Una cura che nasce prima di tutto da una maggiore attenzione per ciò che mangiamo, per la filiera di produzione e la cucina. La prima volta in cui abbiamo cominciato a capire l’importanza del cibo in relazione alla salute è stato con la mucca pazza nei primi Anni 2000. Ed era anche la prima avvisaglia di quel Big One, la futura pandemia, che gli scienziati avevano cominciato a predire all’inizio del terzo millennio. 
Da quel momento si è diffusa una nuova sensibilità: se gli Anni 80 e 90 avevano tracciato la linea del fast food, gli Anni 2000 riscoprono il gusto, la conoscenza delle cucine del mondo e di diete alternative, come quella vegana o crudista, più in linea con la sostenibilità. Una tendenza cavalcata e alimentata dalla televisione, con la nascita dei cooking show, come Masterchef. A parlarne direttamente ad Alessio Viola è proprio uno dei re dei cooking show televisivi: Bruno Barbieri.
Ma di cibo si può anche morire. Gli Anni 2000 sono infatti anche il momento nel quale viene coniata un'altra espressione entrata ormai a far parte del nostro vocabolario: Terra dei Fuochi. Nella zona del casertano anni e anni di sversamenti chimici e tossici hanno inquinato la terra, le falde acquifere, la gente muore di tumore e il cibo è veleno. Una triste realtà con la quale migliaia di persone convivono quotidianamente. Come se non bastasse ci sono poi i disastri climatici: l’acqua alta a Venezia e gli incendi in Australia sono solo due degli ultimi esempi del “climate change”. Il primo caso, anche se allora non si parlava ancora di cambiamenti climatici, fu la devastazione causata dall’uragano Katrina. Un testimone oculare presente a New Orleans ci porta all’interno della città devastata.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Luglio 2020, 12:39
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