È il tempo di Stella Egitto: «Con la mia Sicilia nel cuore, guardo al passato per vivere meglio il presente»
di Michela Greco

È il tempo di Stella Egitto: «Con la mia Sicilia nel cuore, guardo al passato per vivere meglio il presente»

Ha 34 anni, è nata a Messina, ma la recitazione l’ha presto portata a Roma. «Quando ho iniziato l’Accademia Silvio d’Amico ero poco più che adolescente, sono stati anni intensi, e difficili», racconta. Ma la Sicilia resta sempre nel cuore di Stella Egitto, che continua a frequentarla anche come set. È stata tra i protagonisti del film di Pif In guerra per amore e ora sta girando I racconti della domenica. Intanto la serie Mediaset Buongiorno, mamma, in cui interpreta la misteriosa Maurizia, continua a macinare ascolti.

 


Cosa la lega e cosa la allontana da Maurizia?
«Amo che sia un personaggio satellite. Nasce in un contesto difficile, è una ragazza che si perde, il suo motore sono le mancanze. Io invece sono cresciuta in un ambiente protetto, pieno d’amore, e so quanto sia importante avere questa fortuna. Incarnarla è stato bello: è molto più interessante raccontare l’incidente di percorso che non la linearità, che ha poco a che vedere con la verità».

 


In Buongiorno, mamma il tempo ha un ruolo importante, visto che i personaggi vengono visti in varie fasi della vita. Lei come lo vive, come una cura, una minaccia o un maestro?
«Qualcuno diceva “la vita è ciò che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti” e io ci credo molto. Dovremmo vivere il tempo come uno strumento teso all’osservazione, non dovremmo temerlo, ma usarlo come davanzale su cui soffermarci per vedere cosa è stato, per agire meglio domani».

 


Anche i suoi piani sono stati scombussolati?
«In questo mestiere di piani se ne possono fare pochissimi, perché magari arriva la proposta che spariglia le carte. È un continuo prendere decisioni».

 


La pandemia come ha influito?
«Mi ritengo fortunata perché ho continuato a lavorare, anche se purtroppo non in teatro, che mi è mancato moltissimo. Credo che questo periodo abbia acceso i riflettori su questioni che andavano affrontate da tempo: è necessaria una riforma dello spettacolo che tuteli di più i suoi lavoratori».

 


Lei vive a Roma, in questi mesi sospesi come è andata?
«Abito in centro e durante il primo lockdown era quasi irriconoscibile: penso che non dimenticherò mai quell’atmosfera surreale. Senza quella parte di turismo, che comunque ritengo necessario, potevamo godercela in tutta la sua bellezza. La sento mia giusto un pezzetto dopo la mia Sicilia, perché è la città in cui ho iniziato una nuova fase della mia vita».

 


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Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Maggio 2021, 08:25
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