Simona Ventura e Paola Perego, intervista doppia: «Noi due, amiche inseparabili a Citofonare Rai2»

Simona Ventura e Paola Perego, intervista doppia: «Noi due, amiche inseparabili a Citofonare Rai2»

di Marco Castoro

SIMONA VENTURA

Drin… Drin. Ho videocitofonato a Rai2, sono uno degli ospiti di Simona Ventura. Se entro in casa cosa mi accade?
«Che sei accolto da due persone simpatiche, che ti fanno giocare, che scherzano con te, ti fanno divertire e sentire a tuo agio».
Le novità di quest’anno di “Citofonare Rai2” (domenica dalle 11,15)?
«Il programma è ancora di più a trazione femminile. Con Valeria Graci, la vicina di casa che ci viene a trovare e Antonella Elia che fa l’inviata e ci racconta storie d’amore. È un intrattenimento vero e proprio».
Un difetto e un pregio di Paola Perego?
«Paola ha solo pregi e non difetti. Ci capiamo al volo e poi le sono riconoscente perché ha creduto in me».
Ci mancherebbe! Stiamo parlando di Simona Ventura! Quelli che il calcio, L’Isola dei Famosi, X Factor, Mai dire gol, Scherzi a parte: tutte trasmissioni che lei in pratica ha benedetto… Non a caso l’hanno soprannominata SuperSimo. Quale è stata la sua arma vincente?
«Tanta passione. Mi metto sempre nei panni del telespettatore. Il mio pregio è quello di sapermi cucire addosso i programmi come fossero dei vestiti. E anche per questo rimangono difficili a chi arriva dopo di me».
E poi il Festival di Sanremo del 2004, terza donna a condurlo dopo Loretta Goggi e Raffaella Carrà.
«Sono stata molto felice di aver condotto Sanremo, anche perché è un treno che passa raramente, non solo per una donna ma per tutti. È l’evento tv per eccellenza».
E ora c’è Chiara Ferragni, come cambiano i tempi? Che tipo è la Ferragni?
«Mi piace moltissimo. Mi ha chiesto dei consigli per Sanremo. La ritengo una grande donna perché ha saputo inventarsi un lavoro nuovo prima di tutti e ha ottenuto risultati stratosferici a livello mondiale, cambiando spesso pelle e andando a vivere a Los Angeles. Davvero brava e molto coraggiosa».
Il partner televisivo che più ricorda con affetto?
«Paola. Per me rappresenta il presente e il futuro».
Se potesse spingere un tasto e riavvolgere il nastro a quale periodo tornerebbe della sua vita e della sua carriera?
«Andrei direttamente al prossimo. Del passato non cambierei nulla perché tutto è servito a crescere».



PAOLA PEREGO

Paola Perego, cominciamo dal videocitofono. Una conquista per Citofonare Rai2, che riparte domenica alle 11:15.

«Sì, anche perché l’anno scorso era sempre rotto e ci dovevamo affacciare alla finestra di corsa rischiando di cadere di sotto. Ora siamo ricchi».

Non è l’unica novità del programma di quest’anno?

«Avremo Valeria Graci in studio. Sono riuscita a convincerla e ci tenevo tanto perché ritengo che sia una delle più brave comiche che abbiamo in Italia e lavorando con lei ci si diverte. Non si sa cosa farà perché è libera di fare ciò che vuole».

Mi dica un difetto e un pregio di Simona Ventura?

«Cominciamo dal pregio: l’energia che ha. Più è stanca e più è carica. Io invece più sono stanca e più ho bisogno di caffè e mi spalmo sulla scrivania. Il difetto è che tutti i giorni, qualunque cosa succeda, lei all’ora di Beautiful prende il telefonino, si mette le cuffiette, si isola e si guarda la puntata, pure se siamo in una riunione. Sono più di vent’anni che lo segue. Quindi mai mettere riunioni all’ora di Beautiful».

Andate d’accordo?

«Sì. Siamo in sintonia. Quando è stanca lei tiro io e viceversa. Fondamentalmente siamo due cazzare. Amiamo il lavoro tutte e due. Io quest’anno faccio 40 anni di tv e lei 35, quindi 75 anni in due e abbiamo ancora tanta voglia tutte e due di divertirci».

Ha avuto sempre tanti ospiti, si fidano di lei o le vogliono bene?

«Alcuni sono amici, altri si fidano. Perché la correttezza è fondamentale. Li tratto come vorrei essere trattata io quando vado ospite da qualcuno. Se c’è un argomento di cui non si vuole parlare non ne parlo. Ho grande rispetto della vita privata. Ma non tutti sono così. A me è capitata una conduttrice a cui avevo chiesto cortesemente di non farmi una domanda particolare perché c’era un problema familiare e lei invece ha esordito proprio con quella domanda. Io non farò mai una cosa del genere a un ospite. Per cosa? Per un punto di share in più? Il rispetto vale più di qualsiasi altra cosa».

Le piacerebbe tornare a girare una fiction?

«Anni fa ne ho fatta una con Christopher Lambert. E ne farei un’altra subito. È un’esperienza bellissima. In che ruolo? Non saprei, non ci ho mai pensato. Mi piacerebbe entrare in un ruolo che è diverso da me. Io ho trovato quell’esperienza più educativa di una seduta di psicanalisi perché vestire i panni di un altro e attingere a quello che hai dentro per manifestare delle emozioni trovo che sia un’esperienza incredibile».

È sempre stata vicina alle donne. Siamo alla parità o ancora no?
«Ancora non c’è parità negli stipendi. Nella carriera invece sì. Basta guardare la televisione, lì c’è parità. Manca invece la tutela nei femminicidi, cosa gravissima, le leggi vanno migliorate, servono più controlli. Dopo il primo intervento violento la persona denunciata non si deve lasciare andar via perché ci riproverà».

Ospite della prima puntata di Citofonare Rai2?

«Katia Ricciarelli. Poi ci sarà Antonella Elia inviata per le storie d’amore. Domenica racconteremo quella di Onassis e Callas. C’è il divulgatore Massimo Cannoletta che andrà in posti particolari, tipo in quegli alberghi dove puoi dormire sulla casa che sta su un albero».

Ma tra le storie d’amore racconterete anche quella tra Totti e Ilary?

«Raccontiamo storie del passato e del presente. Quindi chi può dirlo?».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Settembre 2022, 09:36
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