Sanremo 2020, verso la conduzione Amadeus-Clerici
di Marco Castoro

Sanremo 2020, verso la conduzione Amadeus-Clerici

ROMA - I riflettori si sono spenti appena un mese fa dall’Ariston. Ma le polemiche sono continuate per giorni e giorni. Per il prossimo Sanremo ci vuole la sfera di cristallo. Tuttavia, qualche pista da seguire c’è. Primo paletto: quello del 2020 sarà il 70° Festival della canzone italiana e la Rai vuole celebrarlo come si deve.

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Un Festival targato Rai, che non può non avere un direttore artistico e dei conduttori Rai. Cominciamo dai conduttori. In prima fila ci sono sicuramente Amadeus e Antonella Clerici (nella foto, i due insieme a Portobello). Entrambi sono amati dal pubblico televisivo, sono icone di Rai1, e vengono da successi indiscussi di ascolti e di merito con le loro trasmissioni inerenti alla musica. Amadeus, oltre all’appuntamento di Capodanno, negli ultimi due anni ha portato al successo Ora o mai più, un format vincente che è servito a rispolverare cantanti finiti in cantina e a rinvigorire le velleità di vecchie glorie diventate degli ottimi giurati, tanto da essere molto più credibili nei loro giudizi della giuria d’onore presente a Sanremo 2019. Sul palcoscenico dell’Ariston la Clerici continua a sentirsi a casa sua, come sta dimostrando a Sanremo Young. Quindi la sua candidatura è più che mai legittima.

Se sui conduttori la prima fila è ben delineata, resta il nodo più difficile da sciogliere: il direttore artistico. Negli ultimi anni si sono distinti nel ruolo Pippo Baudo, Gianmarco Mazzi, Carlo Conti e poi Claudio Baglioni. Premesso che per quest’ultimo, salvo sorprese, sembra già prenotato un posto tra i grandi ospiti, così come per Gianni Morandi e altri big vincitori nelle varie edizioni. Baudo ha “una certa” come direbbero i ragazzi di oggi, seppure la sua lucidità non è intaccata dall’età. Conti fa parte di un’altra parrocchia rispetto ad Amadeus, al contrario di Mazzi. Ma la soluzione più plausibile sarebbe una supercommissione con tutti e tre dentro per la scelta delle canzoni, magari con la carica di direttore affidata a una figura carismatica (tipo Red Canzian, tanto per fare un esempio).

Poi c’è la questione delle giurie. Premesso che le ultime polemiche potrebbero far decidere di togliere il voto alla sala stampa, alla quale resterebbe il premio della critica, e soprattutto alla giuria d’onore, sostituita da una giuria di qualità che dovrebbe dividersi (50% a 50%) con il televoto la possibilità di votare la canzone vincitrice. Per i membri della giuria di qualità c’è solo l’imbarazzo della scelta. In lizza ci sono gli inossidabili Fausto Leali, Ornella Vanoni, Enrico Ruggeri, Pooh, Ricchi e Poveri, Al Bano, Marcella, Orietta Berti e chi più ne ha più ne metta
Lunedì 4 Marzo 2019, 07:26
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