Rai, ecco il nuovo giro di valzer: Carboni lascia il Tg1 a una donna, conferme e novità
di Marco Castoro

Rai, ecco il nuovo giro di valzer: Carboni lascia il Tg1 a una donna, conferme e novità

In Rai è caccia alle donne, in senso buono ovviamente, per promuoverle e riequilibrare la parità di genere anche tra le nomine e gli incarichi. Domani è in programma il cda ma – salvo sorprese dell’ultim’ora che però non sembrano all’ordine del giorno – non si parlerà ancora delle tanto attese nomine d’autunno.

 

Una girandola che porterà sicuramente una donna alla guida del Tg1 (antagonista di Monica Maggioni è Lucia Goracci), con Simona Sala terzo incomodo e a sorpresa Maria Luisa Busi che potrebbe uscire dal cilindro, visto che le sue credenziali sono in forte crescita. Un’altra donna dovrebbe prendersi la poltrona di RaiSport (di getto verrebbe da pensare alla titolata Paola Ferrari ma sembra che in pole ci sia Alessandra Di Stefano).

 

Ma non c’è solo il Tg1 in scadenza (tra l’altro i Cinque Stelle non vogliono certo far cadere nel vuoto il loro candidato Giuseppe Carboni, per il quale chiedono un riposizionamento una volta lasciato il Tg1). Al Tg2 dovrebbe restare Gennaro Sangiuliano, il direttore che più rappresenta Salvini e la Meloni. Anche se c’è un altro candidato vicino a Fratelli d’Italia, Nicola Rao, che ambisce alla poltrona di Rai Parlamento.

 

Antonio Preziosi potrebbe prendere la responsabilità dell’informazione, ma per quella stessa poltrona l’ad Fuortes potrebbe optare per uno tra tre dei big Rai: Antonio Di Bella (anche se dipendesse da lui non lascerebbe mai New York), Monica Maggioni (se dovesse saltare la sua nomina al Tg1) o Mario Orfeo (che preferirebbe restare al Tg3 o puntare a qualche nomina di lustro a RaiCinema).

 

La Lega ha la direzione della Tgr e dovrebbe conservarla anche se con uno tra Alessandro Casarin e Roberto Pacchetti, non con entrambi. Come condirettore Carlo Fontana che non è certo in quota Carroccio.  A RaiNews Andrea Vianello è ben saldo sul trono delle notizie, a meno che riceva un incarico più prestigioso.

 

 

Poi ci sono da confermare, o aspettare la scadenza, dei direttori dell’intrattenimento: Stefano Coletta (Prime Time), Franco Di Mare (daytime). Ai documentari il confermatissimo Duilio Giammaria. Mentre i direttori di rete diventerebbero una specie di vigili urbani perché perderebbero potere decisionale, in quanto i generi hanno la precedenza sui programmi da mandare in onda.

Ci sono da nominare anche i due direttori generali interni, fedeli collaboratori di Fuortes. Per queste due nomine forse si dovrà aspettare ancora un po’. Comunque, i nomi che si fanno sono quello della Maggioni, se non dovesse rientrare nella girandola delle direzioni di Tg1 e Informazione, anche se la diretta interessata preferisce andare in onda con i suoi programmi piuttosto che stare dietro a una scrivania. Tuttavia, lei conosce molto bene l’azienda e in più di un’occasione ha sfoggiato le sue qualità da manager. L’altro posto potrebbe andare a Marcello Ciannamea, attualmente a capo dei palinsesti, in ballottaggio con Roberto Sergio, il responsabile della Radiofonia. Uno dei due direttori generali dovrà essere donna.

 

Ma l’interrogativo più importante resta quello di Carboni: quale casella occuperà il direttore del Tg1 una volta che avrà lasciato la sua poltronissima? Resta un rebus. Chissà, forse al giornale radio qualora dovessero spostare Simona Sala.


Ultimo aggiornamento: Martedì 9 Novembre 2021, 09:00
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