Raffaella Carrà, applausi al feretro: fuori dall'Aracoeli risuonano le sue canzoni più belle. Milly Carlucci: «Avrei voluto ballasse per me»

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Si sono conclusi i funerali di Raffaella Carrà, la leggenda della tv italiana scomparsa lunedì scorso, nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma. Alla fine della cerimonia lunghi applausi e un canto collettivo da parte della folla che scandisce le parole di alcune delle canzoni più popolari di Raffaella Carrà, da «Ma che musica maestro» a «Ballo ballo» hanno accolto l'uscita del feretro dell'artista e conduttrice. Il feretro è rimasto oltre venti minuti sul sagrato per permettere alla lunga fila di parenti e amici di dare l'ultimo bacio, l'ultima carezza alla semplice bara con le spoglie di Raffaella. Poi la partenza, con il carro funebre scortato dagli agenti ri Roma Capitale e ancora tanti tantissimi applausi.

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«Il dolore è tanto, la retorica sarebbe una facile scappatoia, ma Raffaella ci salverà dalla retorica, lei è stata tante cose ma retorica mai», ha detto Frate Simone Castaldi introducendo la cerimonia funebre per Raffaella. E ha aggiunto: «Chissà se ci si rende conto di quanto sono importanti gli artisti, quanto fanno bene alla gente. In cielo sarà una festa ritrovarsi tutti insieme e proprio perché sarà una festa, sono sicuro che troveremo Raffaella lì, in prima fila». «Raffaella è venuta molto spesso a San Giovanni Rotondo ed è stato suo desiderio tornarci. Per questo, non appena sarà possibile con Sergio Japino ci organizzeremo perché la sua urna farà tappa nella chiesa di Padre Pio e poi all'Argentario», ha annunciato padre Francesco Di Leo al termine della omelia. 

 

Milly: «Avrei voluto ballasse per me»

«Raffaella ballava e cantava, ed era fantastica ma poi ha fatto anche il direttore artistico, facendo un lavoro che era per gli uomini. Avrei voluto avesse ballato per me almeno una notte». Così Milly Carlucci, all'uscita della cerimonia funebre per Raffaella Carrà. «Dobbiamo ricordarla col sorriso», ha concluso Milly. «Sono stato scoperto da Raffaella, ho fatto un format, 'Furore', che mi hanno affidato lei e Japino, andando controcorrente, hanno voluto per forza me. Raffaella era innamorata della meritocrazia. L'ho sempre chiamata 'mammina', e per lei ero il suo figlioccio», ha detto il conduttore Alessandro Greco.

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Tra i primi ad arrivare in chiesa Sergio Japino in completo grigio chiaro, che passa dalla chiesa alla Sala della Protomoteca dove si trova ancora il feretro, l'ad della Rai Fabrizio Salini, Milly Carlucci, Massimo Lopez, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, Michele Cucuzza, Beppe Convertini, Alessandro Greco. «Quando ho sentito la notizia non riuscivo a smettere di piangere - dice Carmen Russo -. Raffaella ha insegnato l'arte a tutti noi, deve continuare a essere un esempio. Manca già a tutto il mondo». Turchi, commosso ricorda di «aver iniziato con Raffaella e oggi manca come.se avessi perso una sorella».

La toccante omelia

Raffaella Carrà era «una donna straordinaria che ha saputo conquistare il cuore di milioni di persone. Certamente molto altro rispetto ai lustrini, paillettes», Raffaella «è stata molto di più di quello che si è visto e sentito di lei», le parole con cui uno dei cappuccini di San Giovanni Rotondo, a cui la Carrà e anche il suo ex compagno Japino, devoti a Padre Pio, erano legati da un rapporto di amicizia, ha cominciato l'omelia. «Sergio (Japino, ndr) ha sottolineato la sua umanità. L'umanità è quanto fa la differenza in questo mondo -ha aggiunto il frate- Ciò che tocca il cuore dell'uomo è la capacità di arrivare a chi ci sta di fronte, di toccare il cuore dell'altro».

L'umanità «è ciò che rende le nostre esistenze su questa terra più belle e più ricche», ha aggiunto. «È la barca su cui sceglie di salire il figlio di Dio nella sua incarnazione». «Raffaella, vai in pace e goditi il meritato riposo nella fiesta del cielo», le toccanti parole. «Raffaella credo ci lasci questo insegnamento, questo esempio», ha aggiunto il cappuccino, «la consapevolezza che con il suo talento artistico poteva dare molto ad ogni persona, e che ogni persona è preziosa e meritevole di attenzione e di rispetto umano». Qualcuno in questi giorni «ha sottolineato il suo atteggiamento inclusivo -ha sottolineato- Tutti coloro che entravano in contatto con lei si sentivano compresi e accettati, mai un giudizio sprezzante ma solo un sorriso accogliente che raggiungeva l'altro, solo una carezza sincera».

Il frate ha poi ricordato la devozione dell'artista a Padre Pio. «Quasi 20 anni fa, quando la Provvidenza ti portò a San Giovanni Rotondo, dicesti 'io mi sto innamorando di Padre Piò -ha detto sull'altare- Oggi mi piace immaginare che sia lui a riservarti una sorpresa favorendo il ricongiungimento con i tuoi cari, in particolare con la tua mamma, e con tuo fratello che le tue preghiere non riuscirono a strappare da una prematura morte». E ancora: «La dignità e il silenzio con cui hai voluto congedarti da noi ci conferma il sentimento di grande affetto, di stima e di gratitudine che oggi vogliamo manifestarti».

 

La sindaca Raggi: «Sei nel cuore di tutti noi»

«Grazie Raffaella». La sindaca di Roma Virginia Raggi comincia così il suo saluto a Raffaella Carrà. «Parole semplici che ci uniscono, siamo tutti qui a salutarti, inchiesa, in piazza, nelle case». Raffaella, dice la sindaca di Roma «riusciva a parlare a tutti anche i più semplici, un'icona che ha varcato i confini nazionali, uno straordinario successo, il suo, dovuto ad un talento innato che accompagnava con una puntualità e una precisione del lavoro e dello studio e un ingrediente segreto, un grande carisma, la capacità di trascinare e travolgere tutti quelli che lavoravano con lei o che semplicemente la guardavano in tv. Credo che tutti possano concordare su un aggettivo per lei, indimenticabile, Roma era diventata la sua città e noi romani non la dimenticheremo. Ciao Raffaella, grazie per quello che hai fatto e che ci hai lasciato».


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Luglio 2021, 13:09
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