Raffaella Carrà, il corteo funebre commuove Roma. Il feretro in Campidoglio, la camera ardente fino a venerdì

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Una bara di legno grezzo, così come aveva voluto, e rose gialle: il feretro di Raffaella Carrà è arrivato in Campidoglio poco prima delle 17,30 fra gli applausi di tanti amici, gente comune che hanno voluto accoglierla assieme alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Ad accompagnare la bara della showgirl, che si è spenta 2 giorni fa a 78 anni, il compagno di una vita Sergio Iapino assieme ai familiari.

La camera ardente allestita nella sala della Protomoteca ci resterà fino alle 12 di venerdì per permettere ad amici e colleghi, ma anche ai tanti cittadini romani che la ammiravano, di portare l'ultimo saluto alla conduttrice e cantante di tanti successi che hanno segnato la cultura popolare. Subito dopo mezzogiorno di venerdì si terrà la funzione funebre presso la chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, sempre in piazza del Campidoglio e dopo il funerale la salma verrà cremata così come aveva richiesto l'artista.

Il corteo funebre nei luoghi della Rai

Il corteo funebre era partito alle 16 dall'abitazione della Carrà, in via Nemea 21 e ha toccato i luoghi legati alla sua carriera Rai. Dopo la partenza dalla sua casa romana, la prima tappa all'Auditorium Rai del Foro Italico di Piazza de Bosis, da cui per anni andò in onda «Carramba!», programma televisivo di grande successo e popolarità tra il 1995 e il 2008, felice combinazione di varietà e tv verità. Qui il feretro è stato accolto da una commossa Milly Carlucci. Seconda tappa in via Teulada 66, di fronte agli storici studi in cui Raffaella Carrà fece il suo debutto al fianco di Lelio Luttazzi nel 1961 con la trasmissione «Tempo di danza». Ad attenderla Bruno Vespa e Giancarlo Magalli.

Negli studi di via Teulada venne realizzato nel 1983 anche un grande successo che riempì per la prima volta il mezzogiorno televisivo degli italiani «Pronto, Raffaella?», tra quiz per i concorrenti da casa, coreografie e momenti di musica. Il corteo ha poi fatto sosta anche in un altro luogo che è stato una seconda casa per la cantante e presentatrice televisiva, il Teatro delle Vittorie, sede di tanti programmi Rai tra cui «Mille Luci», che vide Raffaella Carrà accanto alla cantante Mina e dove la showgirl condusse in coppia con Corrado «Canzonissima» tra il 1970 e il 1971. Proprio al teatro delle Vittorie, dove ad attenderla c'era Flavio Insinna, era stato realizzato l'ultimo show condotto dalla poliedrica regina della televisione «A raccontare comincia tu».

Immancabile un momento di sosta anche davanti alla sede Rai di viale Mazzini, dove ad attendere il feretro dell'artista c'erano l'ad Fabrizio Salini, il presidente Marcello Foa, il direttore di Rai1 Stefano Coletta, oltre ad altri dirigenti Rai e a molti dipendenti dell'azienda. Raffaella Carrà «ci mancherà - ha detto Salini - ma ci piace anche ricordarla con quel sorriso che per lei era vitale. Era un modello e un punto di riferimento, anche per il servizio pubblico. I valori che esprimeva erano quelli che portiamo avanti». «È un grande momento di tristezza ma anche di unione nazionale - ha sottolineato sempre in collegamento con il Tg1 il presidente della Rai Marcello Foa - Raramente si è vista una commozione così diffusa e trasversale senza nessuna ombra ed è molto bello».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 Luglio 2021, 18:04
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