Piero Angela show: «Ecco il mio segreto per spiegare la scienza in tv»
di Marco Castoro

Piero Angela show: «Ecco il mio segreto per spiegare la scienza in tv»

Il mare non ha più segreti per Piero Angela, che con Alberto Luca Recchi il 21 ottobre li racconterà in uno show speciale sulle meraviglie degli oceani all’Auditorium della Musica di Roma. Alla prima tappa nella capitale se n’è già aggiunta un’altra, al Teatro La Fenice di Venezia il 17 dicembre.

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Piero Angela, come ci stupirà ancora?
«Si tratta di un’operazione molto originale che unisce un esploratore subacqueo e le sue immagini alla voce di una cantante bravissima Noa, a un divulgatore scientifico, il tutto cucinato da Pino Strabioli». 

Come fa un divulgatore scientifico in tv a restare sulla cresta dell’onda tra tanti programmi trash, reality, talk e talent? 
«Dicendo sempre cose interessanti. La scienza dà tante notizie nuove da raccontare e approfondire. Non bisogna mai dimenticare che è la curiosità che attira, perché le persone sono curiose. E io cerco di farlo da tanti anni in modo corretto. Il merito mio e di Alberto e di essere riusciti ad arrivare a un grande pubblico».

Da padre e maestro ci dica un pregio e un difetto di Alberto Angela?
«Per carità! Non mi faccia parlare di Alberto. Ha tanti pregi ma anche i suoi difetti fanno parte di lui».

Non le sembra che anche la politica avrebbe bisogno di più divulgatori e meno show?
«Nella scienza si cerca sempre di collaborare per arrivare a una soluzione comune, tra ricercatori si mettono da parte le piccole invidie. Nella politica invece non si lavora per cercare soluzioni, è una lotta continua con la macchina del fango che agisce. Tutto ciò danneggia la collettività».

L’informazione in tv è migliorata rispetto a quando era lei a condurre il tiggì…
«Ci sono tantissimi bravi conduttori. Si soffre la necessità di fare ascolti, tuttavia non si è noiosi come le vecchie tribune politiche di decenni fa». 

Lei che è stato sempre vicino ai temi sull’ambiente che cosa pensa del fenomeno Greta?
«Anche in passato ci sono stati movimenti ambientalisti, ma purtroppo non si è arrivati ai miglioramenti auspicati. I giovani fanno bene a chiedere un futuro, ma i politici sono troppo concentrati sul presente. I tanti paesi devono marciare all’unisono perché non basta disinquinare un laghetto o un fiume. In Italia si seguono molto di più le problematiche degli anziani rispetto a quelle dei giovani e delle famiglie. Le questioni si conoscono bene ma non si fa nulla».
Venerdì 18 Ottobre 2019, 07:40
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