Pierluigi Diaco, crescono gli ascolti di BellaMa': «Divido? Capita...a chi si espone come me»

Più ascolti e meno social, il programma di Rai2 cresce. Il conduttore: «Lavoro di squadra»

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L’audience in tv non è tutto. Ma è tanto. Se c’è, si sa, si è già un passo avanti. E Pierluigi Diaco con il suo BellaMa’ di strada in questo 2022 appena terminato ne ha fatta: nelle 79 puntate andate in onda dalla partenza, il 12 settembre, al 30 dicembre, la media del programma è stata del 4.2% e la mission era almeno il 4. Alcune puntate hanno superato il 5 e spesso il programma ha toccato la punta del 6%. Ora si va avanti fino al 4 maggio quando storicamente su Rai2 bisogna cedere il passo al Giro d’Italia.

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Diaco, lei è un uomo che divide
«Chi si espone pubblicamente, e io alla radio e in tv lo faccio da quando avevo 15 anni, deve accettare critiche, riserve e giudizi: ci vuole molta tenuta psicologica e io credo di averne maturata a sufficienza in questi trent’anni. Divido ma sono anche orgoglioso di avere un mio pubblico che mi segue con affetto e attenzione».


BellaMa’ cresce negli ascolti...
«Ne sono felice. Insieme alla mia squadra di lavoro costruisco e consolido tutti i giorni, mattoncino dopo mattoncino, un patto di fiducia con il pubblico. Gli ingredienti sono semplici: umiltà, allegria e passione. Devo ringraziare i tecinici del Centro Produzione Fabrizio Frizzi di Roma che quotidianamente danno il massimo per garantire la qualità del prodotto. Sono grato all’Ad Carlo Fuortes per la fiducia che mi ha accordato e voglio estendere la gratitudine ad Antonio Di Bella (ex direttore del Day Time Rai, oggi Dir degli Approfondimenti Rai)) con cui ho messo a punto il programma, Simona Sala (direttore Day Time) che mi ha lasciato piena autonomia autoriale e ai direttori Marcello Ciannamea (Distruibuzione e Coordinamento Palinesti) e Paola Sciommeri (Centro di Produzione) per il sostegno prezioso e per i consigli sempre pertinenti».


Non è sui social ma sul web si parla di lei e non sempre positivamente.
(ride) «Non me ne curo. Non amo i circoli autoreferenziali e penso che la vita reale sia altrove, certamente lontano dalla fiera della vanità e dell’odio di cui i social sono espressione e contenitore».


Non è troppo severo?
«Sono un uomo all’antica. All’era digitale preferisco quella analogica. Mi piace guardare le persone negli occhi, ascoltare la loro voce, sentire il tono con cui parlano: non mi fido dei filtri e dei surrogati».


Ha fame di essere un precisino, molto rigoroso nel lavoro e a tratti troppo esigente.
«Sono un conservatore che crede nella fatica e nella disciplina. Nulla si ottiene senza impegno e fatica. Per il resto non è vero che sono precisino: meglio dire perfezionista».


Sui settimanali non c’è traccia della sua vita privata, nessuna foto con suo marito Alessio. Non mi dica che anche il gossip la infastidisce?
«Al contrario, mi diverte molto ma io e Alessio siamo due persone molte riservate. Non amo apparire a tutti i costi ma soprattutto non credo che per un personaggio pubblico sia un obbligo raccontare la propria intimità. Sono già esposto in radio e tv, il privato è mio e solo mio».


Alcuni critici tv non amano la sua tv.
«Rispetto il lavoro dei critici ma rispondo solo al mio pubblico. Il resto è puro cabaret tra addetti ai lavori».


Crede in Dio?
«Sì, ma non amo parlare del mio rapporto con Dio. La fede è una testimonianza non una bandiera. A BellaMa’ abbiamo aperto un appuntamento seriale, insieme a Don Walter Insero, intitolato “Dove si trova Dio?”. Sono orgoglioso di aver scelto, insieme ai miei autori Filippo Mauceri, Maurizio Gianotti, Andrea Amato e Lucia Rossetti, di portare questo tema in tv».


Sogni nel cassetto?
«Abbandonare le scene e dedicarmi a fare l’amplificatore del talento altrui».


Punta a fare il direttore quindi?
(ride) «Ma no...».


Ultimo aggiornamento: Domenica 12 Febbraio 2023, 15:16
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