Pierluigi Bersani, a "Oggi è un altro giorno" il futuro della sinistra: «Un "campo progressista" con i Cinque stelle. Renzi ? Fa altro»

Pierluigi Bersani, a "Oggi è un altro giorno" il futuro della sinistra: «Un "campo progressista" con i Cinque stelle. Renzi? Fa altro...»

Pier Luigi Bersani ospite di “Oggi un altro Giorno”. Il politico Pier Luigi Bersani ha parlato della situazione politica italiana dopo i risultati delle recente elezioni amministrative, che hanno visto trionfare la sinistra.

 

 

 

 

 

 

Pier Luigi Bersani ospite di “Oggi un altro Giorno”

 

 

Pier Luigi Bersani ospite di “Oggi un altro Giorno” di Serena Bortone su RaiUno. L'ex segretario del Pd ha parlato della situazione politica italiana dopo i risultati delle recente elezioni amministrative: «Per la sinistra – ha spiegato - vale il detto Emiliano “O si va a messa o si va a casa”. E’ ora di trasformare il consenso e la volontà unitaria in un’offerta politica nuova. Quando arrivano le politiche non ci sono ballottaggi, secondi turni, c’è più gente che va a votare. Quel che è successo è importante perché dimostra che c’è una sinistra che può avanzare e una destra che, come in fondo nel resto del mondo, sta arretrando. La destra non riesce a prendere le misure con le nuove sfide odierne e ha pagato il presso: disoccupazione, virus, ecologia…».

 

Pier Luigi Bersani è poi passato a parlare dell’opposizione di Giorgia Meloni: «La Meloni vuole un’altra rivoluzione?  Non si può ritenere il 25 aprile una data divisa. Ti piaccia o no, questa repubblica è fondata sull’antifascismo. Ne vuoi un’altra? Organizza una rivoluzione. L'antifascismo è il cuore vivente della nostra repubblica, se lei da ministro ha giurato sulla costituzione lo dovrebbe sapere. Finché la destra ha questa ambiguità non può governare».

 

Pier Luigi Bersani ha poi spiegato la sua visione del futuro della sinistra, un “campo progressista”: «Io l’ho sempre detto, credo a un campo progressista fatto da una sinistra che si ricompone e da un’alleanza con i Cinque stelle. Se c’è spazio per Renzi e Calenda non lo so. Il primo è impegnato in altre cose, Calenda invece dice che non esistono fazioni politiche, ma solo un confronto fra ragionevoli contro populisti. Io ho dubbi, il termini populista è ancora incerto, io uso la parola demagogia, una malattia della politica che può investire tutti i partiti».

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Ottobre 2021, 17:06
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