Nino D'Angelo a Domenica In: «Da bambino mi vergognavo di essere povero, ma quella era la vera felicità»

Nino D'Angelo, rivelazione a Domenica In: «Da bambino mi vergognavo di essere povero, ma quella era la vera felicità»

Dall'infanzia difficile al successo, il cantautore si racconta tra lacrime e sorrisi

Nino D'Angelo, ospite di Mara Venier a Domenica In, si racconta e ripercorrendo la propria vita non riesce a trattenere l'emozione. Il cantautore napoletano ha iniziato a rivelare tanti aspetti della sua vita, ripercorrendo le immagini che vengono proposte dalla regia.

 

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Si inizia con le foto dell'infanzia, che raccontano le sue umili origini: la famiglia di Nino D'Angelo, di estrazione popolare e molto numerosa, era unitissima nonostante le difficoltà. «Da bambino mi vergognavo di essere povero, tante famiglie vivevano tutte insieme nello stesso palazzo ma c'era sempre tanta solidarietà, era come se fossimo un'unica, grande famiglia. Se mia madre andava a fare la spesa, io diventavo un altro figlio della famiglia dei vicini» - racconta il cantautore - «Ora che ci penso, quella è stata la vera felicità. Eravamo poveri, ma questo ci ha insegnato il valore delle cose e ripenso a quando mi regalarono una bicicletta: una felicità del genere, così pesante, non l'ho più provata in vita mia».

 

Nino D'Angelo si commuove, poi, quando in un servizio viene intervistata Carmela, la sua zia più amata, e quando ricorda i suoi genitori. «Per lei sono come un figlio, ricordo che mi faceva mangiare perché io ero magro mentre suo figlio, mio cugino, era grasso» - le parole del cantautore, visibilmente commosso, a Domenica In - «I miei genitori se ne sono andati nel giro di 11 mesi, dopo la loro morte sono caduto in depressione, è un male terribile che va curato con l'aiuto degli specialisti ma senza l'amore della mia famiglia non ne sarei mai uscito. Ho superato quel periodo per l'amore dei miei figli, che poi mi hanno reso nonno di quattro nipoti, uno più bello dell'altro. Oggi sono un uomo felice e so che i miei genitori sono sempre con me».

 

Nino D'Angelo ha anche presentato, nello studio di Mara Venier, il suo libro Il poeta che non sa parlare. E ripercorrendo le varie tappe della carriera, ha svelato molti divertenti aneddoti: «Nu jeans e na maglietta l'ho scritta a casa, mentre mia moglie lavava il pavimento. Cercavo a qualcosa da scrivere per avere successo, lei indossava proprio jeans e maglietta e il testo è venuto fuori facilmente. Ricordo quando un produttore mi aveva dato appuntamento per un provino, ma mi chiese 500mila lire in anticipo. All'epoca era una bella cifra e tutti i miei parenti, nonostante la povertà, fecero una colletta: io dissi che era l'anticipo per la colletta dei miei funerali. Avevo appuntamento con quel produttore la mattina successiva, nel frattempo però lui era morto. In quel momento non pensavo a quel pover'uomo, ma alle 500mila lire».

 

Tornando a parlare della moglie Annamaria, con cui è sposato da quando aveva appena 22 anni, Nino D'Angelo racconta: «Suo padre, il professor Vincenzo Gallo, mi ha strappato dalla strada e portato a casa sua. Io però gli feci uno sgarbo perché di nascosto mi innamorai della figlia e scappammo insieme. Quando ci siamo sposati, lei era già incinta. Ma ho trovato la donna della mia vita e siamo sempre rimasti insieme, senza alcun problema, ci amiamo ancora come il primo giorno».

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Ottobre 2021, 18:11
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