A Miss Italia arriva la fascia della “Signorina Grandi Firme”: le cinque curvy che la conquistano accedono alle Prefinali
di Sabrina Quartieri

A Miss Italia arriva la fascia della “Signorina Grandi Firme”: le cinque curvy che la conquistano accedono alle Prefinali

Miss Italia, per la sua 80esima edizione, rende omaggio alle donne stilizzate, anzi, disegnate, dal geniale illustratore Gino Boccasile, tra il 1937 e il 1938, sulle 76 copertine della rivista “Le Grandi Firme”, diretta dallo scrittore Pitigrilli, pseudonimo di Dino Segre. Protagoniste di questa novità, che arriva a distanza di quasi un secolo, sono le concorrenti dell’orgoglio curvy: «Cinque di loro riceveranno una fascia con il titolo onorifico di “Signorina Grandi Firme 2019” e saranno promosse direttamente alle Prefinali nazionali», spiega la patron Patrizia Mirigliani. E chissà che, stavolta, il sogno di superare Paola Torrente, taglia 44, che nel 2016 per un soffio non divenne Miss Italia, classificandosi seconda dietro Rachele Risaliti, diventerà realtà alla finale televisiva, che si vocifera essere in prima serata su Rai Uno a settembre prossimo.



Ma come nacque questo titolo? Ai tempi di Cesare Zavattini, direttore creativo della rivista (e collaboratore di lì a breve di Dino Villani per la prima versione di “Miss Italia” che fu chiamata “Cinquemila Lire per un sorriso”), la rivista lanciò tra i lettori un concorso per scovare un’italiana che avrebbe vinto il primo titolo di “Signorina Grandi firme”. La ricerca della modella si trasformò in una caccia sfrenata. Alla fine, vincerà la milanese Barbara Nardi, volto che proprio l’abile disegnatore Boccasile riproponeva già in tutte le sue cover (incontrandola in redazione ogni giorno). La sua figura corrispondeva al meglio all’idea che voleva trasmettere delle donne: dinamiche, moderne, volitive e sinuose. Una bellezza innovativa, prosperosa, provocante e stuzzicante. 

Come quella proposta nel numero del 22 aprile 1937, dove comparve una bella ragazza, gonna alle ginocchia, seno in evidenza, con la bicicletta rotta e una pietra con la scritta: Hollywood dista 6.812 chilometri. Un’immagine emblematica, si potrebbe dire, che racchiudeva ideali e speranze delle donne di allora: una giovane italiana e il desiderio di sfondare nel cinema. Miriam Leone, Anna Valle e, andando più indietro, Sophia Loren, Lucia Bosè e Gina Lollobrigida, sono le miss di oggi e del passato, che più rappresentano la realizzazione di questo sogno. Ma tornando alla rivista, il clamore provocato dal concorso fu strepitoso, con il Regime fascista che non sembrò approvare tanto entusiasmo, per il disegno di una ragazza tutta curve e salute. 
 
Presto infatti il periodico chiuse bottega, anche se altre cause contribuirono a tale epilogo (in particolare, secondo leggende metropolitane, come si legge su “L’Inserto” de “L’Eco di Bergamo” del 27 giugno del ’98, per un’amara novella sulla storia di una famiglia povera e affamata, finita in tragedia, fatto che non dava di certo lustro agli anni del Regime e alla sua propaganda). Ma per Barbara Nardi, invece, la vittoria del titolo fu solo l’inizio del suo successo, con un primo contratto da attrice per un film e con la conquista, nel 1939, da seconda classificata, del premio Giviemme del concorso di bellezza “Cinquemila Lire per un sorriso”, che diventerà poi, nel 1946, la nostra “Miss Italia”.
Giovedì 18 Luglio 2019, 16:52
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