Miriam Galanti ci porta nel mondo dell'arte col documentario “Dante – La visione nell’arte”. «Ho avuto la sindrome di Stendhal»
di Danilo Barbagallo

Miriam Galanti ci porta nel mondo dell'arte col documentario “Dante – La visione nell’arte”. «Ho avuto la sindrome di Stendhal»

Miriam Galanti su Sky Arte ci porta a conoscere Dante. Dopo aver girato l’Italia con Dario Vergassola in “Sei in un paese meraviglioso”, Miriam Galanti ci conduce nel mondo del Sommo Poeta, a settecento anni dalla sua morte, con il documentario “Dante – La visione nell’arte”, in onda su Sky Arte.

 

 

 

 

Miriam Galanti

 

Leggo. it ha incontrato Miriam Galanti, che ci ha parlato del documentario “Dante – La visione nell’arte”, in onda su Sky Arte, che celebra il poeta fiorentino a settecento anni dalla sua scomparsa

 

Miriam, dai viaggi in giro per l’Italia sei passata all'arte, raccontaci cosa succede nel mondo del Sommo Poeta col documentario “Dante – La visione nell’arte”

Il documentario ripercorre la mostra che gli è stata dedica a Forlì. Una grande esposizione, a settecento anni dalla sua scomparsa, composta da oltre trecento capolavori, frutto della collaborazione tra i Musei San Domenico di Forlì e le Gallerie degli Uffizi di Firenze. E’ una rassegna molto particolare, che vede l’opera degli artisti che dal Duecento al Novecento hanno cercato di trasformare i suoi componimenti in immagini e sculture. Un viaggio nel mondo di Dante, che spazia dalla Divina commedia all’importanza della figura di una donna come Beatrice.

 

 

 

 

Avrai avuto la possibilità ammirare la mostra con un punto di vista privilegiato…

Si, ma è accaduto un fatto particolare, ho avuto la sindrome di Stendhal. Durante la lavorazione del documentario abbiamo avuto la fortuna di porter girare da soli per la rassegna. Ero in una stanza dove c’è il quadro “Lucifero - di Franz von Stuck”, la troupe era in un’altra stanza e io improvvisamente davanti a quest’opera d’arte sono scoppiata in lacrime. E’ arrivato il regista per far partire le riprese, poi ha visto i miei occhi e mi ha detto: “Sindrome di Stendhal, vero?! Ti do un minuto, goditela, poi però dobbiamo iniziare…”.

 

Sei passata dalla conduzione in coppia con Dario Vergassola a voce unica del programma, com’è stata l’esperienza?

Cambia soprattutto perché manca l’interazione col tuo collega e hai più responsabilità. Mi manca molto Dario, lavorare con lui mi ha dato consapevolezza. Durante le riprese comunque mi sono sentita in famiglia perché la produzione era la stessa di “Sei in un paese meraviglioso”.

 

 

 

 

Da attrice sei diventa un’affermata conduttrice, cosa preferisci?

Non ho particolari preferenze. Fare l’attrice è stato sempre il mio sogno, è un mondo che conosco di più e in cui mi so muovere meglio, però anche la conduzione mi piace molto. Spero di viverli entrambi e sento che posso avere una crescita sia professionale che umana da queste esperienze.


Ultimo aggiornamento: Domenica 30 Maggio 2021, 22:59
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