Torna "Boss in incognito", con tante storie toccanti e Max Giusti lavoratore sotto torchio
di Marco Castoro

Torna "Boss in incognito", con tante storie toccanti e Max Giusti lavoratore sotto torchio

Torna su Rai2, dal 31 maggio in prima serata, “Boss in incognito”, il docu-reality che racconta le storie degli imprenditori che hanno deciso di affrontare la sfida di lavorare per una settimana insieme ai loro dipendenti sotto mentite spoglie: camuffati, con una nuova identità e un aspetto fisico inedito, grazie a trucco e parrucco. E torna su Rai2 anche Max Giusti nelle vesti di conduttore, lavoratore, boss e anche lavoratore in prova. Quattro le puntate di questa nuova stagione.

 

 

Caro Max Giusti, il Boss è tornato?

«Eggià. Si riparte con la mia seconda edizione. La precedente andò benissimo con l’11% di share nella prima puntata e il 9% di media finale».

Novità?

«È un format internazionale ma noi l’abbiano completamente trasformato. Siamo stati coraggiosi nel cambiare la routine. Per me è stata stavolta ancora più tosta perché ho incontrato delle storie emozionanti, belle. Raccontate da gente che ha preso schiaffi dalla vita una volta e poi ne ha presi altri fino a che la vita gli ha proprio menato. Eppure, con forza e tenacia, senza mollare mai hanno reagito. Storie che fanno riflettere. Ho rivalutato le mie priorità e lamentele».

Quindi anche Max Giusti è stato segnato dall’esperienza…

«Ho provato lavori molto duri. Durissima la catena di montaggio. Personalmente non riuscirei a immaginare di fare un lavoro così duro, ripetitivo e perforante. Mi ha insegnato a non lamentarmi e mi ha convinto di quanto sono iper-fortunato a svolgere il mio lavoro che mi piace fare. Alla luce soprattutto di persone che ho incontrato, le quali invece erano contente di averlo un lavoro, pur se non fosse quello che avevano sognato».

Quattro le puntate…

«Originali e girate in tutta Italia. Ho cambiato accento, una parlata della bassa maremma mentre in una puntata, quella della pizza a Gorizia con una famiglia di origine napoletana, ho fatto un accento di Fuorigrotta».

Ci sono stati momenti difficili?

«La difficoltà vera è quando ti raccontano delle storie toccanti, sentite, e malgrado il trasferimento devi essere vero anche tu, sincero in ogni attimo che parli con loro. Cose personali e intime che ti fanno venire voglia di toglierti la parrucca e dire al tuo interlocutore: “sono Max, ti ammiro perché tu sei un grande che hai fatto tutto ciò”, ma non posso farlo».

Loro ci rimangono male quando scoprono che si sono aperti con una persona che stava in un trasferimento?

«Assolutamente no. Perché vengono chiamati e convocati dal capo, spesso pure rimproverati e tra la chiamata e la convocazione da parte dell’imprenditore vengono presi dall’ansia che però passa presto quando gli si dice: abbiamo scoperto quanto vali e ti meriti una promozione. Vengono gratificati e premiati con scatti in carriera».

Il Max Giusti lavoratore in prova come è andato?

«Mi hanno cazziato pesantemente, a livello dell’imbarazzo, perché in catena di montaggio non riuscivo ad andare a tempo, se uno rallenta rallentano tutti. Un’altra volta mentre stavo verniciando il mastro ebanista mi ha dato dell’incapace e ci sono rimasto malissimo».

Quindi alla fine ha imparato qualcosa…

«Imparo tante cose, mi organizzo un piano b. Non si sa mai… Comunque, quest’annata 2022 è più che positiva, in tv si conclude con “Boss in incognito” e poi fino a dicembre c’è il teatro con il Marchese del Grillo». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Maggio 2022, 19:36
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