Marta Flavi sempre a nozze: «Agenzia Matrimoniale era un programma tv romantico, ora c'è Tinder, tutta un'altra cosa»
di Marco Castoro

Marta Flavi: «Agenzia Matrimoniale era un programma tv romantico, ora c'è Tinder, tutta un'altra cosa»

Marta Flavi, mi scusi: sono single, vorrei rivolgermi all’Agenzia Matrimoniale?

«Single? E non è contento. La mia Agenzia Matrimoniale era basata sulle lettere e aveva una visione romantica. Oggi con Tinder è tutta un’altra cosa».

 

Sarà cambiata pure la voglia di sposarsi…

«Io ho una teoria: le donne ancora oggi sognano l’uomo di tutta la vita, lo preferiscono ai tanti amori brevi. Se vanno a letto per tre volte con lo stesso uomo si innamorano. Già immaginano il futuro, una casa, dei figli».

 

 

 

Lei è single?

«In verità non sono mai stata single in vita mia. Però con il lockdown una storia è finita, ma chissà che non possa ricominciare».

 

Vabbè però un marito ce l’ha avuto. Un pregio e un difetto di Maurizio Costanzo?

«Solo pregi, anche se non me li ricordo. Francamente penso che non sia elegante parlare del marito di Maria».

 

Lei ha dichiarato di aver compiuto 70 anni, sembra incredibile: ma qual è il segreto della sua giovinezza?

«Mia madre. Una bellezza stratosferica. Io e mia sorella siamo la brutta copia. Era amica di Visconti e lui per tutta la vita le ha chiesto di fare l’attrice. Lei ha sempre rifiutato. Studiava astronomia, donna molto colta che parlava 4 lingue, e non era proprio interessata a fare l’attrice».

 

Nelle sue foto su Instagram si aiuta con i filtri?

«Macché. Sono proprio così come mi vedete. Non so usare Photoshop né sono tecnologica. Le foto me le scatto da sola, è roba casareccia. Ho cominciato durante il lockdown. Su Instagram ho oltre 23 mila follower, non ho mai pagato per averne di più, ogni settimana aumentano di 100 unità, e tutti mi scrivono cose belle. Quando ho compiuto 70 anni però ho scatenato qualche reazione da parte degli invidiosi. Non sui social. “Sei tutta rifatta” mi hanno detto. È una colpa portarsi bene gli anni? Ne ho 70 e ne vado fiera».

 

Non mi dica che non ha mai avuto a che fare con il chirurgo estetico?

«Mi sono rifatta il naso quasi 40 anni fa. E ora è storto e non funziona manco più tanto bene, visto che sembra che ho sempre il raffreddore, ma non ci penso proprio a ritoccarlo perché è stata un’esperienza drammatica. Sono entrata in clinica come una che va dal parrucchiere perché quando parli con questi medici ti semplificano tutto, un tamponcino e via. Lo fai per vanità e invece ho talmente sofferto che mi auguravo solo di uscire viva e non mi interessava più del naso».

 

Anna Magnani diceva delle sue rughe: non le tolgo perché ho fatto tanto per averle. Lei però qualche ruga se l’è tolta…

«Sono molto felice di non averle. Per fortuna campo del dna di mia madre. Non prendo il sole e quindi non mi vengono. Io non mi abbronzo, rimango di un colore giallino, il sole “me rimbalza” come dicono a Roma».

 

La sua carriera è cominciata per avere accompagnato un’amica a un provino.

«Sì, cercavano una mora con gli occhi scuri e invece scelsero me. All’editore ricordavo il suo primo amore, una ragazza veneta. Il mio successo è stato un imprevisto perché è arrivato senza che io abbia fatto nulla per averlo».

 

Le piace più il giorno o la notte?

«Sono un animale notturno. Facevo un programma a Radio 2 che cominciava a mezzanotte e finiva alle due. Mi sono divertita un mondo. Centralini in tilt. Le persone della notte hanno un fascino. Una ascoltatrice mi confessò: “Ho cercato di ammazzare tre volte mio marito”. Ma signora non lo dica. Una volta mi chiamò Franca Rame e si sfogò in anonimo contro il marito, e quando il regista mi disse chi fosse alla cornetta io stavo per dirlo in trasmissione ma lei fulminò: non dire chi sono!».

 

Agenzia Matrimoniale l’ha condotta per dieci anni.

«Già. Tempo fa stavo camminando per Piazza di Spagna a Roma e sento un signore che mi chiama “Marta Marta” e poi chiama la moglie “Maria Maria”, “ti ricordi di noi?” Io sono rimasta un attimo perplessa e lui mi ha detto: “ci hai fatto incontrare tu ad Agenzia Matrimoniale”. E poi ha chiamato la figlia: “lei è Marta, l’abbiamo chiamata come te”. È stato talmente bello che mi sono commossa. Io ho fatto sposare in dieci anni 1800 coppie, quindi 3600 persone. Alcune dopo che si sono lasciate sono tornate per cercare una nuova compagnia, avere un’altra chance. Sono diventata famosa, sono finita in copertine di libri, hanno fatto delle vignette, un cameo cinematografico e c’è perfino una canzone che porta il mio nome».

 

Come si vive ai tempi della pandemia?

«Se i soliti deficienti la finiscono di andare in giro senza mascherina questa volta possiamo farcela. Il pericolo è che richiudano tutto un’altra volta».

 

Ha fatto il vaccino?

«La prima iniezione di AstraZeneca. A Londra tutti l’hanno fatto e nessuno è morto. Penso che a questo vaccino gli abbiano fatto la guerra perché costa un dollaro e 50, mentre gli altri costano 12 dollari. Alla Nuvola sono bravissimi. Ho conosciuto una dottoressa che lavora 14 ore al giorno, mi ha detto che lei fin dall’età di 12 anni pensava di fare un lavoro che aiutasse le persone. Seduta vicino a me c’era una persona anziana che aveva molta paura e la dottoressa è stata carinissima, le ha preso la mano dicendole “signora stia tranquilla ci sono io vicino a lei” e poi le ha chiesto “che cosa ha cucinato oggi per pranzo?”. Quando si trovano persone motivate che fanno del bene io mi commuovo. Le cose brutte le affronto lottando mentre mi commuovo per le cose belle. Come l’ultimo film con Sofia Loren: è stato talmente bello che alla fine ho pianto».

 

Roma e Londra le sue due città. Pregi e difetti?

«Roma città incantevole, affascinante, bellezza assoluta, solo Venezia è più bella. Londra non è bella, però ha dei parchi meravigliosi. Tuttavia, può vantare un grande pregio: se hai voglia di lavorare puoi farlo bene senza l’aiuto della telefonata del ministro. I londinesi sono stravaganti e divertenti, il grosso difetto di Londra è che è cara in maniera vergognosa. Comunque, lì mi sento a casa. Gli inglesi sono sempre diversi dagli altri. Appena finisce questa tragedia vorrei prendermi un anno sabbatico a Londra. Anche se adesso con la Brexit per gli stranieri è tutto più difficile. Mio nipote che vive lì ha dovuto prendere la nazionalità inglese. Ogni giorno può essere bellissimo, basta volerlo. La vita è adesso».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Maggio 2021, 13:08
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