Laura Freddi torna in tv e sogna: «Il Gf? L'ho fatto per soldi. Ora vorrei un programma tutto mio»

Laura Freddi torna in tv e sogna: «Il Gf? L'ho fatto per soldi. Ora vorrei un programma tutto mio»

«Sempre grata a Non è la Rai, ma a volte anche basta (scherza, ndr). Cerco di non parlarne, ma è impossibile. Non è la Rai è incancellabile. Sognavo di fare l’interprete quando mi presentai al provino per potermi pagare gli studi. Andai con mia madre. Dietro la telecamera, Gianni Boncompagni e Irene Ghergo (ideatori del programma, ndr). Avevo 19 anni, il destino stava segnando la mia strada. Anche se, fin da piccola, stavo ore allo specchio a ballare e a registrare spot finti con il mangianastri». Sono passati trent’anni, Laura Freddi adesso ne ha 50. È una mamma felice, dopo alti e bassi. Ed è ospite fissa a “Oggi è un altro giorno” da Serena Bortone su Rai1. 

Chi è Laura Freddi?

«Mi vuole male se inizia con questa domanda (ride, ndr). Non amo descrivermi, ma ci provo. Sono vera e leale. Un’ottimista, anche se Ginevra (quattro anni e mezzo, figlia avuta dal compagno Leonardo D’Amico, ndr) mi ha cambiata. Ho più paure». 

E i difetti?

«Sono diplomatica. Anche se esserlo, nel mio mondo, non è poi tanto un difetto».  

Il suo mondo è la tv. Lei inizia con un programma diventato cult. 

«Facevo già tv. Mi ricordo con un ciuffo cotonato in testa. Era una trasmissione sportiva, registravamo di sera a Napoli. Io andavo ancora a scuola, e prendevo l'aereo all’alba per essere puntuale a lezione a Roma l’indomani». 

Tra perbenismo e politically correct, cosa sarebbe oggi Non è la Rai? 

«Già all’epoca eravamo l'immagine della Lolita. Eravamo criticate, eravamo considerate il male, il demonio, ci accusavano di andare in onda nude. In realtà non era così, non eravamo nemmeno truccate. Chi voleva vederci la malizia, la vedeva. Oggi non so se sarebbe peggio Non è la Rai o certi reality».

Però lei a un reality ha partecipato.

«L’ho dovuto fare per soldi. Non mi vergogno. Non lo avrei fatto e all'inzio non reggevo l'idea di stare chiusa. L’ho poi rivalutato, "Il Grande Fratello" (nel 2016 come concorrente, nel 2021 come opinionista, ndr) mi ha avvicinato a un pubblico più giovane. Ho passato momenti belli e brutti. Dopo Buona Domenica mi hanno messo nel dimenticatoio. Ma poi, sempre in calcio d’angolo, arrivava il ricordo di Non è la Rai, con cui sono rimasta nel cuore della gente. E devo dire, anche molto legata ad alcune ragazze, come Cristina Quaranta (tra le nuove concorrenti del GF Vip, ndr)». 

Il momento più basso?

«Quello in cui ho perso tutto. Una causa di lavoro lunga 12 anni che si poteva evitare, se non fosse stato per l’avidità e la cattiveria delle persone. Ce l’ho fatta grazie a me, alla mia famiglia e alla devozione a Padre Pio». 

Come Bruganelli. A proposito, il suo nome è ancora legato a quello di Paolo Bonolis. 

«Nonostante siano passati anni. Sua moglie Sonia non vuole che la si identifichi come “la moglie di”. La capisco bene perché anche io sono ancora definita "la ex di”. Non sono mancate nemmeno lì le illazioni. Ma la gente è invidiosa. E noi siamo più abituati alle cattiverie». 

Le diede dei consigli? 

«In realtà non so chi fosse la primadonna tra me e lui a quei tempi. Iniziai a fare “Segnali di fumo” per Videomusic, con Caparezza che allora era Mikimix, girato in un garage a Milano. E Paolo non era tanto d’accordo. Agli inizi mi dicevano che non andavo bene, che non sapevo presentare. E io mi ripetevo che  non ero una stupida e che dovevo farcela, che dovevo imparare». 

C’è una donna dello spettacolo che guarda con ammirazione? 

«Ci sono tante donne. Da Raffaella Carrà, di cui ricordo l’umiltà che solo i grandi hanno, a Heather Parisi, a Lorella Cuccarini, una terminator di energia, tra figli e lavoro».  

Ma lei cosa sogna?

«Vorrei condurre (finalmente) un programma mio. E mi piacerebbe tornare in teatro». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Ottobre 2022, 00:08
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