La Regina degli scacchi, tutto quello che c'è da sapere sulla miniserie Netflix: cosa sono le pillole verdi, la storia vera, Heath Ledger e Harry Potter

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di Ilaria Del Prete

La Regina degli scacchi, e della top ten di Netflix. La miniserie creata da Scott Frank e Allan Scott è stabilmente al primo posto tra le preferenze degli utenti sin dal debutto, lo scorso 23 ottobre. La strategia del successo, una mossa vincente dietro l'altra. La storia, quella dell’orfana Beth Harmon bambina prodigio della scacchiera. La magnetica protagonista, Anya Taylor-Joy. E una serie di chicche.

 

 

 

TRA FINZIONE E REALTA' La miniserie Netflix è tratta dal romanzo di Walter Tevis del 1983 ma non si basa su una storia vera, per quanto ricalchi quella del leggendario scacchista Bobby Fischer. Nel mondo degli scacchi è esistita una giovanissima campionessa, l’ungherese Judit Polgár, ma ha conquistato il titolo di Gran maestro solo nel 1991, quando aveva 15 anni. Innegabile l’ispirazione di Tavis a se stesso: anch’egli giocatore di scacchi ma a livelli poco più che amatoriali, in comune con la sua Beth Harden ha anche l’assunzione di farmaci che ha dovuto prendere da bambino per problemi cardiaci.

 

COSTUMI E LOOK Il merito del successo della Regina degli scacchi è da attribuire anche ai costumi ideati da Gabriele Binder e ora esposti al Brooklyn Museum insieme a quelli di un’altra serie Netflix di successo, The Crown. Negli abiti in stile anni ‘50 e ‘60 balza all’occhio un particolare nascosto: nel guardaroba di Beth sono ricorrenti le fantasie a quadri. Un chiaro richiamo alla scacchiera. Altro tratto distintivo della protagonista sono i capelli rossi: per renderli al meglio Anya Taylor-Joy ha indossato per tutto il tempo una parrucca. Grande attenzione anche al make-up, che riproduce fedelmente quello in voga negli anni ‘50 e ‘60.

 

 

 

LE PARTITE Anya Taylor-Joy non aveva mai posato le mani su una scacchiera prima di diventarne un’icona, eppure tutte le partite presenti nella serie sono state giocate davvero. Nessun pezzo è stato mosso a caso, neanche nelle scene in cui le partite fanno da sfondo. Gli sceneggiatori si sono avvalsi della consulenza di Bruce Pandolfini e Gary Kasparov, due dei massimi Maestri di scacchi ancora in vita. Le sequenze sono state insegnate ai protagonisti poco prima del ciak, in modo da tenerle ben presenti. Ma il tocco iper-femminile di Beth è tutto frutto della sua interprete, che da ex ballerina ha donato al gioco leggiadria degna dei passi di danza.

 

IL CAST Ai fan di Harry Potter non sarà sfuggito: il personaggio di Harry Beltik, da sfidante a flirt e poi alleato di Beth, è interpretato da Harry Melling. Nei film tratti dai romanzi di J. K. Rowling è Dudley Dursley, il cugino scorbutico e “babbano” del maghetto. Nei panni di Alma Wheatley, la madre adottiva della protagonista, c’è la regista americana Marielle Heller in una delle sue rare performance da attrice. Thomas Brodie-Sangster, che interpreta il campione spodestato Benny Watts, è un altro volto noto agli appassionati di serie tv: è stato Jojen Reed nel Trono di Spade. Lo ricordiamo, tra gli altri, nei film Love Actually e Nanny McPhee.

 

IL TITOLO ORIGINALE The Queen’s Gambit, il titolo originale della miniserie, si rifà ad una particolare apertura nel gioco degli scacchi, il “gambetto di donna”, che è anche una delle mosse più utilizzate da Beth Harmon nelle sue sfide. Ma richiama anche la strategia della protagonista, la Regina appunto, per imporsi a gamba tesa in un mondo solitamente maschile e maschilista.

 

LE LOCATION Ambientata prevalentemente negli Stati Uniti - precisamente nella cittadina di Lexington, nel Kentucky - e poi a Parigi e in Russia, la miniserie è stata girata a Cambridge, in Ontario, a un centinaio di chilometri a ovest di Toronto. Molti set sono stati allestiti a Berlino, a partire dall’orfanotrofio in cui cresce la protagonista, fino al torneo in Russia, girato nel vecchio municipio della capitale tedesca.

 

I PRECEDENTI Nel 2008, poco prima della morte, l’attore Heath Ledger si era interessato al romanzo di Walter Tavis e avrebbe voluto dirigere un film tratto dall’opera. La protagonista prescelta sarebbe stata Ellen Page. A rivelarlo fu Allan Shiach, scrittore co-creatore della serie insieme a Scott Frank, in un’intervista concessa all’epoca all’Independent. Tra gli altri nomi citati per un riadattamento cinematografico, anche Bernardo Bertolucci. La regina degli scacchi è anche un film italiano del 2001, diretto da Claudia Florio con protagonista Barbara Bobulova e basato su una storia vera a tratti somigliante a quella di Beth Harmon.

 

LE PILLOLE VERDI Il primo incontro di Beth con gli psicofarmaci avviene in orfanotrofio. Una relazione destinata a durare e che la porta sin da bambina a dipendere dalle “pillole verdi”, con relative crisi di astinenza. Negli anni ‘50 era davvero consuetudine somministrare ai piccoli orfani farmaci per controllarne l’umore e renderli così più mansueti. Solo negli anni ‘60 fu vietato per legge, proprio come da sceneggiatura. Le pillole utilizzate nella serie Netflix sono, con tutta probabilità, di Librium, un farmaco per regolare l’ansia a base di clordiazepossido alla cui dipendenza si sommava di frequente quella dall’alcol.

 

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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Novembre 2020, 17:14
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