Giorgio Tirabassi a “Oggi è un altro giorno”, quell'incontro con Gigi Proietti: «Insieme per 9 anni, arrivato con una chitarra in mano»

Giorgio Tirabassi a “Oggi è un altro giorno”, quell'incontro con Gigi Proietti: «Insieme per 9 anni, arrivato con una chitarra in mano»

Giorgio Tirabassi a “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone parla del nuovo film di Gabriele Mainetti e racconta divertenti aneddotti sulle serate passate con Gigi Proietti

Giorgio Tirabassi ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno” su RaiUno. L'attore, sul grande schermo con Freaks Out, film di Gabriele Mainetti, ha parlato del nuovo impegno cinematografico e del rapporto con il suo maestro, Gigi Proietti.

 

 

 

 

 

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Giorgio Tirabassi a “Oggi è un altro giorno”

 

Giorgio Tirabassi ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno” su RaiUno ha raccontato del suo incontro con Gigi Proietti: «Sono arrivato da lui - ha spiegato - con una chitarra in mano a ventuno anni. Stava facendo dei provini, sono andato, ho suonato una cosa che gli è piaciuto particolarmente e poi sono rimasto in compagnia per 9 anni. Tutte le serate finivano ai pianobar con lui che, nelle tarde ore, improvvisava delle cose che diceva che non avrebbe mai trasportato in teatro e che poi invece regolarmente ci finivano. Il “Ne me quitte pas” trasformato in “Nun me rompe er ca” nasce dopo diverse grappe alle due e mezzo di notte e un altro pezzo, “Toto e la sauna”, arriva dalla parodia di Bruto e Cassio, un pezzo che facevamo a teatro».

 

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Diventato attore per amore del teatro («La prima volta che ho voluto fare l’attore è stato dopo aver visto i primi spettacoli teatrali, poi sono stato folgorato da solisti come appunto Proietti, Dario Fò, Edoardo») e ora nei cinema con Freaks Out, il nuovo film di Gabriele Mainetti: «Un Freak mi ci sono sentito, da bambino ho balbettato tanto, ora me la cavo grazie a una tecnica. Sul lavoro a volte ancora mi viene in qualche battuta e devo girarci intorno. In un periodo è stato molto presente, in classe facevo interrogazioni scritte. Quando ho cominciato a fare teatro pensavo che con il mio problema lo spettacolo sarebbe durato venti minuti di più, ma invece è andata bene. Con la maturità e la fine della scuola le cose sono cambiate… mi ha aiutato molto tanto anche il canto».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Ottobre 2021, 19:06
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