Gigi Proietti, la sua poesia ai funerali di Alberto Sordi: parole perfette anche per lui

Gigi Proietti, la sua poesia ai funerali di Alberto Sordi: parole perfette anche per lui

Il 27 febbraio 2003, quasi diciotto anni fa, l'Italia piangeva Alberto Sordi, uno dei più grandi artisti dello scorso secolo. E Gigi Proietti, scomparso oggi a 80 anni, lo omaggiò ai suoi funerali: non con un discorso, ma con un sonetto. Parole commoventi, che ora tornerebbero utili anche per lui stesso. «Lo vorrei salutare sinteticamente con quattro versi - diceva Gigi, visibilmente emozionato - Perché Alberto mi perdonerà, forse non saranno nobilissimi, ma fanno parte di un sonetto, che nella nostra città è stato sempre un modo di comunicare. È una sintesi fatta di pochi versi, perché tanti discorsi io non li so proprio fare».

 

IL SONETTO

«Io so' sicuro che nun sei arrivato ancora da San Pietro in ginocchione,
a mezza strada te sarai fermato a guarda' sta fiumana de persone.
Te rendi conto sì ch'hai combinato,
questo è amore sincero, è commozione,
rimprovero perché te ne sei annato,
rispetto vero tutto pe' Albertone.
Starai dicenno: ma che state a fa',
ve vedo tutti tristi nel dolore
e c'hai ragione,
tutta la città sbrilluccica de lacrime e ricordi
'che tu non sei sortanto un granne attore,
tu sei tanto di più, sei Alberto Sordi»

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 2 Novembre 2020, 13:00
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