Gabriele Corsi: «Deal with it, un mix tra candid camera e scherzo da Iene»

di Paolo Travisi
Per Gabriele Corsi, una delle anime del Trio Medusa, lo scherzo è una costante professionale. Che sia radiofonico o in tv. Ed ora su Nove, torna con Deal with it, un nuovo format (da oggi alle 20.30) ispirato ad un classico televisivo: la candid camera. «Siamo in un ristorante pieno di telecamere, entra una coppia di clienti, ne chiamiamo uno e gli proponiamo il gioco. Da un auricolare gli diciamo cosa fare per vincere fino a duemila euro. Se viene scoperto perde tutto».
 
 


Cosa le è piaciuto di questo format?
«È un mix di programmi, come Candid Camera di Nanni Loy che adoravo, ma ha anche qualcosa delle Iene, come le reazioni di persone normali prese dalla strada. Ed è un game in cui si vincono dei soldi, anche se ho notato che per i partecipanti il bello è divertirsi facendo degli scherzi.

La candid camera è un genere antico della tv. Piacerà al pubblico di oggi? 
«È un genere che difficilmente morirà. Pensi a quanti youtuber postano video di scherzi o quelli che Le Iene fanno ai vip. Negli scherzi la cosa che diverte tutti è fino a che punto ci si possa spingere, mettendo in imbarazzo gli altri». 

Lei ha iniziato come attore, in un corto di Gabriele Muccino ancora sconosciuto. Perché ha cambiato strada?
«Alle elementari il maestro aveva frequentato l’Accademia Silvio D’Amico, mi fece salire su un palco e capii che era quello il mio percorso. Allora studiai recitazione, finché non scoprii la radio e poi arrivarono Le Iene. Ma la recitazione è un percorso che non lascerò mai, per farlo bene però, bisogna avere tempo per prepararsi. È chiaro che se mi chiama Muccino corro».

Col Trio Medusa ha liberato la sua vena comica?
«Animavamo la spiaggia, facendo degli scherzi. Un giorno m’intervistò una radio romana, mi piacque e ci presero come Trio. Dopo arrivarono Le Iene, un programma dove conta molto improvvisare».

Non vive il Trio come una gabbia?
«Siamo prima amici che colleghi. Fare esperienze diverse è un modo per tenere sempre vivo il nostro rapporto».

Ha condotto programmi in molte tv ed in Rai, cosa non ha funzionato?
«Non guardo su quale tasto del telecomando sto andando, potrei farlo anche sul 100 se mi piace. In Rai abbiamo fatto ascolti record contro i mondiali di calcio su Mediaset, ma quando cambia il direttore di rete è come l’allenatore. Decide chi mettere in campo». 
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Lunedì 14 Ottobre 2019, 08:00
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