Fabrizio Corona nel bosco della droga: «Picchiato da sei spacciatori. Perché mi hanno lasciato andare»

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Ieri sera a “Non è l'arena” di Massimo Giletti su La7 è andato in onda il servizio di  Fabrizio Corona al bosco della droga di Rogoredo, alle porte di Milano, dove l’ex re dei paparazzi è stato ferito e soccorso da un’ambulanza.

Fabrizio Corona aggredito a Milano nel bosco della droga a Rogoredo: su Instagram la foto in barella

Prima che partissero le immagini, Fabrizio Corona ha fatto una piccola introduzione: «Quello è il bosco della droga dei disperati. Non esiste cocaina lì, quella è droga per ricchi, ma esiste cocaina tagliata male e mischiata ad altre sostanze chimiche».

Poi l'ex re dei paparazzi ha spiegato perché ha deciso di entrate di notte nel tristemente famoso boschetto, una delle piazze di spaccio più grandi e pericolose d'Europa: «Io vivo di adrenalina. E lì dentro provavo adrenalina. Eravamo in 5, ma siamo entrati solo in 3. Io, un russo, con tanti anni di galera alle spalle, e l’operatore. Avevamo due telecamere nascoste: una con infrarossi e una con il microfono».

Corona, dopo il servizio, ha raccontato i momenti drammatici dell'aggressione:
«Appena mi riconoscono mi strappano i pantaloni e la maglietta. Vedono i microfoni nascosti nei pantaloni e me li strappano via. Il russo finisce a terra, ha preso un sacco di botte, l’operatore riesce a scappare. Comincia una rissa nel buio. Dopo i primi pugni, sono scappato. Ma sono caduto e mi sono trovato con cinque o sei di loro addosso. Mi hanno picchiato e uno ha tirato fuori il coltello. Sono riuscito a divincolarmi. Io sono uno che sa menare, ho fatto a botte quando ero in prigione. Un altro non ce l’avrebbe fatta. Ho i segni delle coltellate sulla schiena, fortunatamente mi hanno preso di striscio. Uno mi ha inseguito chiedendomi se ero Corona, appena gli ho detto di sì mi ha lasciato andare. Mi ha lasciato per un senso di rispetto tra detenuti, il mondo della criminalità mi ama molto perché sono uno che ce l’ha fatta».

Poi Corona ha parlato del mancato, a suo dire, intervento dei carabinieri: «Mi hanno chiesto perché ero nel bosco, e sono rimasti lì. Non sono mai entrati». Mentre a chi parla di farsa perché dopo l’aggressione indossava un Rolex replica: «Non sono uno che dà importanza alle cose materiali. Sono solo oggetti, se me l’avessero rubato non me ne sarebbe importato».

 
Lunedì 17 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:18
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2018-12-17 19:31:24
Ti hanno lasciato andare perchè hanno capito che sei tutto fumo e niente arrosto.
2018-12-17 15:01:30
E' molto contraddittorio se hai fatto a botte in galera e' perche nemmeno i detenuti ti vogliono sanno perfettamente chi sei
2018-12-17 14:56:49
L'hanno lasciato andare perche non vale niente
2018-12-17 14:55:25
e' tanto credibile come pinocchio
2018-12-17 14:04:52
sei?Noooo era in 50 sopra di te.....quante coltellate alla schiena?200....Ma fatti furbo
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