Guess my Age, Enrico Papi a Leggo: «Sono il portafortuna della Bonaccorti. La Pupa e il secchione può funzionare solo se sarà diverso»
di Ida Di Grazia

Guess my Age, Enrico Papi a Leggo: «Sono il portafortuna della Bonaccorti. La Pupa e il secchione può funzionare solo se sarà diverso»

Questa sera torna Guess My Age, il quiz show che ha riportato Enrico Papi in tv. Un appuntamento importante per il palinsesto di TV8 e che anno dopo anno ha migliorato gli ascolti. Abbiamo incontrato Enrico Papi per chiedergli qualcosa in più di questa terza edizione e nella chiacchierata con Leggo ha raccontato tanti retroscena sul suo addio alla tv e il suo rientro in Sky: «Sono il portafortuna della Bonaccorti. La Pupa e il secchione  può funzionare solo se sarà diverso».

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Papi quali saranno le novità di questa terza edizione?

«Non ci aspettavamo questo grande successo, considera che dovevamo fare solo delle puntate sperimentali per poi fermarci e invece siamo arrivati alla terza stagione. Ogni anno abbiamo cercato di inserire degli elementi di novità e quest’anno è il più importante e abbiamo pensato di aggiungere nella manche finale l’elemento “Foto ricordo”. Lo sconosciuto porta una sua fotografia e dovrà dire anche cosa è successo storicamente quando è stata scattata, un modo per regalare uno spunto maggiore di gioco e di interesse. E poi tra gli sconosciuti arriveranno o meteore o personaggi conosciuti. Quest’anno partiamo per due settimane con dei personaggi famosi che vengono ad aiutarci e abbiamo sceltto quei personaggi che ci hanno seguito nel corso degli anni».

Tra i vari personaggi ospiti della trasmissione ci sarà Enrica Bonaccorti, che quest’anno sarà un nuovo volto di TV8. Perché questa scelta?
«Pensa che lei era una grande fan, l’ho chiamata e l’ho inviata a venire. È stata l’occasione per presentargli i dirigenti della rete che l’hanno vista e hanno capito che anche se era lontana da tempo dalla tv era una risorsa da non lasciarsi scappare. Lo dirò anche in trasmissione e lancerò il suo nuovo programma “Ho qualcosa da dirti” con grande gioia. Sono stato il suo portafortuna».

Guess My Age è un format estero, ma ha avuto modo di adattarlo? Se si in cosa?
«Qualsiasi format prendo la condizione principale è quella che posso adattarlo e cucirlo su di me. Da Sarabanda a La Pupa e il Secchione. Questo in particolare era molto rigido, quando l’ho visto ho detto riusciamo a farci poche puntate e poi ci picchiano. Ad esempio il rapporto del presentatore con i concorrenti: gli sconosciuti erano dei numeri e basta, entra uno esce l’altro, e non era proprio nelle mie corde. Questo è un people show, è il mio pane, devo avere rapporto con i concorrenti. Dopo aver registrato la prima puntata ho detto “buttiamo tutto, lo rifaccio come lo sento io” e da allora è diventato il programma che avete visto».
 

Guess my Age e I Soliti ignoti sono molto simili, non crede?
«Il genere è quello. Come dire The Voice è uguale a X Factor. Siamo nel genere Identity Quiz, tutto lì.

A proposito di età, lei sembra essere ringiovanito, cos’ha fatto?
«È vero (ride ndr). Io ho sempre avuto il problema dell’età io ho sempre voluto sembrare più piccolo e così sono rimasto nella mia testa. Io mi sento sempre a trent’anni nella mi testa, di cervello poi sto intorno ai sedici anni. Sarà l’attitudine con cui uno affronta la vita. Scherzi a parte il cambiamento grande l’ho avuto con Ballando con le stelle, ero in sovrappeso, ho perso tantissimi chili e ho cercato di mantenere un regime alimentare corretto».

Dopo diversi rinvii il prossimo anno dovrebbe tornare La Pupa e il Secchione con la conduzione di Paolo Ruffini, cosa ne pensa?
«La Pupa e il Secchione è un format nato con me e Simona Ercolani e come dicevo prima, me lo sono letteralmente cucito addosso: la versione con lo studio, le prove, lo zucca quiz, tutto il racconto, la giuria e tante altre cose nascono con me e hanno contribuito al successo delle due edizioni. Ovviamente Mediaset può decidere, come ha fatto, di riproporlo con un altro conduttore e questa scelta è legittima sapendo però che come molti altri format questo è molto legato a me».

È stato contattato?
«A dire la verità mi hanno chiamato e mi hanno proposto più volte di condurlo ma io avendo un rapporto in esclusiva con Sky, fantastico, ho declinato. Ne sono stato comunque lusingato. Spero solo che se decidono veramente di riproporlo, questa edizione sia un'evoluzione del format e non una semplice riproposizione, tanto per farla, lo dico anche da spettatore. Dovrebbero farne una versione 3.0, perché dopo tanti anni che è stato tenuto fermo merita e meriterebbe il giusto trattamento».

Ma lei chi ci vedrebbe alla conduzione?
«Io lì ci vedrei me, ma non perché sono megalomane, perché è stato fatto su di me. È come se mi chiedessi chi ci vedresti ad Avanti un altro, ti direi solo Paolo Bonolis».

Lei ha lasciato la tv quando era all’apice del successo e si è trasferito a Miami, cosa è accaduto?
«Quando sei all’apice è sempre il momento in cui ti trovi davanti a un bivio. A un certo punto non c’erano più le condizioni per lavorare in un certo modo. Hai due opzioni o insistiti e ti fai triturare o ti allontani e io ho scelto di andare via. Non era un intoccabile, a differenza di altri che stanno sempre lì anche se gli ascolti, magari, non li premiano. Di me potevano farne a meno, ma il pubblico non ha mai smesso di volermi bene e sono tornato».

Con Sky ha un’esclusiva ancora per un altro anno, che progetti ha per il futuro? C’è un programma che “ruberebbe”?
In realtà no. Mi piace molto “Affari tuoi”, perché in America lo vedevo sempre, ma no. Forse condurrei il Grande Fratello Vip, ma più per gioco, visto che ho iniziato andando a caccia di Vip. Vederli tutti lì rinchiusi nella casa sarebbe stato molto divertente. Tendenzialmente cerco di evitare di confrontarmi con prodotti di altri. Ho un format in mente, l’ho proposto, avrà una chiave diversa dal solito, diciamo che per ora è un sogno, ma ovviamente per ora non posso dire niente.
 
 
Lunedì 2 Settembre 2019, 17:11
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