Sandra Milo scoppia a piangere a Domenica In: «Mi butto sotto alla macchina del Papa»

Sandra Milo in lacrime davanti a Mara Venier: ospite di Domenica In su Raiuno nella puntata di domenica 5 gennaio, l'artista ora 86enne è scoppiata a piangere dopo aver parlato del suo passato, dei suoi processi, e dopo aver visto alcune vecchie foto mostratele in un rvm.

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Sandra ha raccontato del suo passato difficile, con la lunghissima lotta per avere i suoi figli, finita per fortuna bene. Ha anche raccontato di Federico Fellini e di un film che avrebbe dovuto interpretare proprio con il grandissimo regista: «Ho mollato il cinema per stare con i miei figli, ho rinunciato a fare un film con Fellini - ha detto - Ho affrontato 44 processi, quasi più di Berlusconi».

Il momento più toccante è quando Sandra racconta di sua figlia maggiore, Debora, per cui ha messo in piedi una vera e propria battaglia legale per riaverla: «44 processi, ho battuto Berlusoni - racconta - Sono l’unico caso in cui la Chiesa, dopo aver concesso la nullità delle nozze, ha rifatto il processo. Io ero già incinta del mio terzo figlio, temevo di perdere la maternità su tutti. Andai dal Cardinale Staffa, capo supremo della Cancelleria, gli dissi ‘sono disperata, appena il Papa esce mi butto sotto la sua macchina’. Allora lui, una persona meravigliosa, tolse il processo alla Sacra Rota e lo portò alla Cancelleria, che confermò la prima sentenza».



Sul set, Sandra racconta di aver conosciuto alcuni grandissimi del cinema italiano, da Marcello Mastroianni a Vittorio Gassman: quest’ultimo però è quello «che ho amato meno di tutti - ha detto - mi mollò uno schiaffone terribile. Lo fece per esigenze sceniche, ma poteva andarci più leggero. Non me lo sono mai dimenticato». All'inizio dell'intervista, la conduttrice Mara Venier aveva detto di avere qualcosa in comune con lei: «Abbiamo entrambe un grande amore per le nostre mamme e un grandissimo amore per i nostri figli - le sue parole - e non è stato affatto facile, come sappiamo. La nostra storia è molto simile». 
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Gennaio 2020, 08:00
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