Diavoli, tutto quello che c'è da sapere sulla serie sull'Alta Finanza con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey
di Boris Sollazzo

Diavoli, la serie sull'Alta Finanza con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey

La aspettiamo tutti, Diavoli. Dal 17 aprile in prima serata su Sky Atlantic, 10 puntate - due ogni settimana - arriva l'adattamento televisivo del best seller omonimo di Guido Maria Brera, dirigente d'azienda (fondatore e amministratore del gruppo Kairos, con Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco ha fatto nascere anche la casa editrice La Nave di Teseo, per cui è edito il suo ultimo lavoro, La fine del tempo) e scrittore che ha tirato fuori questo thriller pescando nella sua autobiografia (Massimo Ruggero, il personaggio interpretato da Alessandro Borghi, trae molto nella sua vita) e nelle sue conoscenze del mondo economico. Sì, se ve lo state chiedendo, è pure il Guido Maria Brera che ha sposato Caterina Balivo.

Produzione internazionale targata Sky Italia e Lux Vide, gira intorno a Londra e in particolare alla City, spostando l'asse del potere economico e politico in Europa - cinema e tv finora hanno sempre raccontato questo mondo partendo, anche geograficamente, dagli Stati Uniti, tanto che la banca in cui lavorano i protagonisti si chiama, non a caso, New York London -, si aggrappa alla realtà, in particolare del biennio 2011-2012, per raccontare l'ultima grande crisi recessiva prima del Coronavirus, quella del 2007-2008.
 



Ecco perché tra le varie curiosità che possiamo pescare nella storia di Diavoli, c'è quella dei titoli di testa e di coda di ogni puntata: non saltateli, perché lì troverete footage di filmati reali che contestualizzeranno ogni episodio nella storia recente, dall'arresto di Strauss-Kahn al rialzo dei tassi della BCE con Trichet, dalla crisi libica e la morte di Gheddafi fino al famoso discorso di Mario Draghi del Whatever It Takes (un'espressione idiomatica che in modo elegante ma deciso possiamo tradurre con "ad ogni costo"). Il tutto si aggrappa alla trama, e viceversa, di Diavoli, dove con le armi della finzione e della scrittura si guarda quel periodo sotto un'ottica inquietante ed estremamente interessante, interpretando oltre i limiti del complotto dei poteri forti ciò che è avvenuto al mondo nell'ultima dozzina d'anni.

Alla regia c'è Nick Hurran, un inizio carriera nel cinema non indimenticabile, poi quasi infallibile in tv: Doctor Who, The Prisoner, Altered Carbon e Sherlock nel curriculum; lo affianca Jan Michelini, già dietro la macchina da presa per Don Matteo, I Medici, Doc-Nelle tue mani (medical drama propria ora in programmazione in Rai con Luca Argentero protagonista) e in passato collaboratore strettissimo di Mel Gibson e assistente alla regia di Ron Howard sul set di Angeli e Demoni. E se ve lo chiedete, sì, è il marito della splendida Giusy Buscemi.

Il team di sceneggiatori ha nel team chi scrisse le due stagioni della serie tv Romanzo Criminale (ma anche precedentemente Distretto di Polizia e in seguito Suburra), Daniele Cesarano e Barbara Petronio, capaci, insieme ai colleghi, anglosassoni e italiani, di tracciare un affresco umano (anche qui c'è una "banda" ossessionata dalla fedeltà e senza scrupoli se non la reciproca lealtà) e contemporaneamente politico, sociale, economico.

Spicca nel cast l'uomo d'oro del cinema italiano, Alessandro Borghi, il cui training in lingua inglese gli ha consentito un'interpretazione sontuosa, da pieno titolare della zona grigia che il potere concede di percorrere ai broker e trader come Massimo Ruggero, diviso tra il cuore che ha sepolto sotto una coltre d'ambizione e una sete infinita di riscatto e vendetta. All'inizio per una mancata promozione, poi contro il disegno di potere che gli si oppone. Accanto a lui, nella parte del mentore del giovane "squalo", il grande burattinaio Dominic Morgan, un sorprendente Patrick Dempsey, libero dai sorrisi plastificati del dottor Derek di Grey's Anatomy e pronto a un ruolo oscuro e carismatico. Nella parte della moglie di quest'ultimo Kasia Smutniak, Nina, una donna scavata dal dolore e da una doppia, dolorosa, lealtà. Accanto a loro tanti ottimi interpreti internazionali.

L'ultima "spigolatura" è destinata alle location. Oltre a Londra e Roma, nell'ultima delle 24 settimane di set si è andati a Cetara. Per chi conosce l'incantevole paesino della costiera amalfitana, in provincia di Salerno, non è un mistero il motivo per cui si è deciso di dare al personaggio di Borghi, Massimo Ruggero, origini campane invece che sicule, così com'era nel romanzo. I location manager, così come regista e scrittori sono stati folgorati dalla bellezza di quel luogo e di quanto fosse adatto al racconto.

Nell'episodio 8 vedremo Cetara in tutto il suo splendore, con Borghi e Dempsey che si dividono tra la zona del porto, la piazzetta Viesky, il campetto sportivo, la torre vicereale e il cimitero cittadino. E proprio lì, in quell'angolo di Paradiso, hanno girato l'ultimo ciak.


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Aprile 2020, 17:18
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