Carolina Crescentini è la mamma di Nada: «La mia Viviana vince il dolore spingendo la figlia alla libertà»

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di Michela Greco

Carolina Crescentini è la mamma de La bambina che non voleva cantare, "una donna e una madre complessa, in balia di un’emotività straripante”. Una donna in preda "ai nervi", come li chiamavano negli anni '60, periodo in cui è ambientato il film tv sulla travagliata infanzia della cantante Nada, diretto da Costanza Quatriglio con sensibilità profonda e in onda in prima serata su RaiUno il 10 marzo, dopo Sanremo. Proprio sul palco del festival si gusterà un assaggio di questa storia, in cui la cantante riluttante è interpretata da Tecla Insolia nella fase in cui scopre di avere un dono incredibile nella voce e pensa, con essa, di poter curare mamma Viviana dalla depressione. Ma la magia che Nada esprime quando canta, scoperta da Suor Margherita (Paola Minaccioni) e coltivata dal maestro Leonildo (Paolo Calabresi) è per lei anche un disagio.

 

Carolina, quanto conoscevi Nada e cosa hai scoperto di lei facendo il film?

È un'amica! Francesco (il marito cantante Francesco Motta, NdR), che ha iniziato come turnista proprio con lei, me l'ha presentata all'inizio della nostra frequentazione perché per lui era necessario avere da lei una sorta di benedizione. Io questa storia la conoscevo quindi dal suo punto di vista ma, una volta ottenuto il ruolo, ho scoperto anche il punto di vista di Viviana, una donna che nel dono della figlia ha visto la possibilità di una vita diversa dalla sua, vissuta come una gabbia in cui tutti i giorni sono uguali. Voleva che Nada fosse almeno libera di scegliere.

 

Interpretarla significava farsi carico del dolore di una donna depressa. Come hai affrontato questa prova?

Costanza ci ha fatto provare tanto e fare tanta improvvisazione, anche di tipo sensoriale, e io pian piano ho trovato delle cose. Poi durante le riprese mi sono trasferita in campagna, tra cavalli e cinghiali, e ho ritrovato i ritmi della natura, meravigliosa ma anche aggressiva: decide lei quando è buio. Anche grazie a questo ho costruito questa emotività.

 

Hai avuto paura?

Sì, anche perché conosco persone che stanno così. Una persona di famiglia aveva questi problemi e ricordo, da piccola, le sue esaltazioni e i suoi crolli.

 

La Nada di oggi, la sua amica, com'è?
Forte, intelligentissima, donna e adolescente insieme, carica di vita, curiosa, artista a tutto tondo. Ha scelto di vivere in campagna, è una donna animalesca, che corre coi lupi.

 

Nada ha avuto un rapporto travagliato col suo talento e il suo successo, e tu?

Quando è arrivato il successo ho avuto un gran fortuna: appena finita la promozione di Notte prima degli esami, che fu una bella sveglia in faccia, andai a Torino a girare I demoni di San Pietroburgo. Sveglia alle 4 del mattino, costumi d'epoca, disciplina. Il lavoro mi ha sempre salvato. Più avanti, in un momento in cui ho capito che in me stavano cambiando troppe cose per il lavoro, ho preso una pausa e me ne sono andata due mesi e mezzo a New York, da sola.

 

Eri nel cast di Boris, tornerai anche nella nuova stagione?

Magari mi chiamassero! Per ora non so nulla, lo sto scoprendo dai giornali, ma ovviamente accetterei subito!

 

Nel film la musica salva e distrugge, per te?

Per me è salvifica, è la possibilità di andare altrove pur rimanendo ferma.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 26 Febbraio 2021, 08:44
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