Alessio Viola presenta “Venti20, Vol. 2": «Sono il Quentin Tarantino di TV8»
di Ida Di Grazia

Alessio Viola presenta “Venti20, Vol. 2": «Sono il Quentin Tarantino di TV8»

A distanza di un anno “Venti20, I vent’anni del 2000”, la produzione originale di TV8 condotta da Alessio Viola, torna con il secondo volume, in prima visione assoluta, dal 25 giugno, ogni venerdì, in seconda serata. L’obiettivo è sempre volto a ripercorrere e rivisitare gli eventi che da inizio millennio hanno segnato un’epoca, definendo il nostro presente.

 

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Alessio Viola conduce Venti20

Si inizia con #NelNomeDelCorpo, puntata in cui si analizza come è cambiata la percezione del nostro corpo. In #TuttiDiconoIHateYou, invece, l’attenzione è calamitata dalla stagione di odio che ha caratterizzato i primi 20 anni del Duemila. In #SoldiSoldiSoldi al centro della trama c’è il radicale mutamento sociale. L’ultima puntata, dal titolo #GenerazioneZ, infine, pone una domanda: “A chi lasceremo in eredità i prossimi 20 anni?".

Quattro puntate nuove, ma questa volta il racconto è per "aree tematiche" e non per eventi storici. Quando avete deciso che era il momento di fare un "Volume 2"?

«In realtà pensavo di aver raccontato tutto nelle sei puntate della scorsa edizione, ragionando però, abbiamo avuto la sensazione che tutto sommato c’era molto altro da raccontare. Abbiamo mantenuto un ritmo leggero, ma con tanta "ciccia" dentro, la struttura del format e declinata in tanti ambiti e contesti diversi. E' vero quello che dici ma se consideri i temi scelti sono molto centrati su questi ultimi 20 anni. Ad esempio nella prima puntata parliamo di Corpo, questi ultimi 20 anni sono stati i più carnali, fisici, lo abbiamo messo al centro di ogni cosa dalla politica, alla pubblicità, agli anni cafonal con l’esasperazione della chirurgia estetica ecc.».

 

Format consolidato dunque, ma quali novità?

«Abbiamo uno sguardo più recente, qualcosa che ci tocca più da vicino, e poi è un po' più divertente ( ride ndr.). A differenza della prima edizione le puntate si concluderanno sempre con un momento divertente, con un personaggio che verrà a trovarci e ci siamo inventati degli spot per il futuro, di cose che potrebbero accadere».

 

Com'è nato Venti20?

«L’idea nasceva poco prima che scattasse il 2020, inteso come come anno, c’era l'esigenza di raccontare i 20 anni del 2000, mi piaceva molto questa cosa e abbiamo trovato con Standbyme una formula carina. Me lo sono sentito subito mio, perché sono i 20 anni che ho vissuto facendo il giornalista, ho cominciato con la carta stampata, poi tg e tv …cose che maneggiavo con familiarità».

 

Alessio Viola giornalista, conduttore e ora battutista social e scrittore con "Sarò bre..."

«E' un bel periodo questo, bello intenso, ... il Volume 2 mi piaceva molto, perchè sapeva di "Kill Bill". Sono un po' il Tarantino di Tv8 (ride divertito ndr)...tornando seri, c'è il programma, poi il libro in uscita. L'editore mi seguiva da tempo dicendomi che i miei tweet dovevano uscire dai social, ma ero scettico "Mica sono Flaiano che fa un libro sugli aforismi!". Un giorno mi ha inviato una mail con i miei tweet degli ultimi 10 anni e in fondo mi sono divertito. E ho notato che in 10 anni ci siamo incarogniti in maniera tremenda. 10 anni fa sembrava la contea Baggings del Signore degli anelli, adesso siamo Mordor. Prima c'era il follow Friday ora insulti, dissing, minacce».

 

Lei è mai stato insultato via social, in quelle che vengono definite ormai "Shitstorm"? 

«Devo dire la verità non tanto. A volte mi chiedo come mai non sono odiato? Di carattere sono così, non mi piace farmi odiare, anche se a volte penso che forse dovrei perché fa curriculum. Io ricevo qualche insultino in quanto giornalista quando dicono giornalaio, venduto... che poi non si sa bene a chi o quanto. Ora che ci penso mi hanno attaccato una volta perchè al termine di Venti20 io lanciavo in aria sempre un palloncino in cielo... ho dovuto spiegare che c'era un filo trasparente. Quest'anno non ci sarà».

 

Con Tv8, dopo l'addio a "Ogni Mattina" con Adriana Volpe, ci sono altri progetti oltre Venti20?

«Per il momento no, ho fatto la prima stagione di Venti20, nel mezzo questa parentesi con Ogni Mattina, ora c'è la stagione 2... poi ho in programma di fare solo un po' di vacanze e poi tornare a SkyTg24, da dove ormai non sono mai andato via. Al di là del canale io mi sento molto un uomo Sky, da settembre quando ritornerò magari fare delle cose lì».

 

Torna al suo primo amore, ma visti i suoi precedenti fare "solo" il tg non le starà troppo stretto?

«SkyTg24 ha TG nel nome ma è un canale, ormai non siamo più mezzi busti, il canale contiene e comprende tanti racconti e tante modalità di farlo». 

 

Rifarebbe invece XFactor? Ci sono possibilità di rivederla nell'extra Factor magari?

«XFactor lo rifarei, mi piace oscillare ma sono rimasto quello che ero, nel senso che sì facevo l'extra factor ma sempre in veste giornalistica. Lo rifarei assolutamente, poi con Ludovico Tersigni ci conosciamo  anche, mi pacerebbe un "XFactor de' Roma"». 

Qual è stato il racconto più difficile che fatto?

«Il racconto più difficile non l’ho raccontato io direttamente, ma è stato quello della pandemia. L'ho vissuto guardando i colleghi, ragionavo sentendomi lì. Pensavo a quando abbiamo dovuto chiudere la redazione, il lockdown che incombeva. Sentivo la difficoltà di andare in onda e ho pensato a loro. Ero vicino a loro».

Il più esaltante?

«Le tante maratone che abbiamo fatto, le dirette fiume, le elezioni, mi piace molto quando il racconto ha un flusso continuo».

 

Che telespettatore è?

«Sono pigro, molto legato al palinsesto mi piace che qualcuno mi proponga qualcosa da vedere, ovviamente consumo serie tv e stand up comedian, italiana e non, però a volte mi piace scorrere e fermarmi a vedere cosa c’è».

 

Da grande cosa vuole fare Alessio Viola?

«Sogno? In realtà è l’incubo di diventare grande, quindi vorrei non diventare troppo grande. Mi piace il lavoro che faccio, poter fare ogni tanto cose slegate, ci tengo al mio ruolo di giornalista, mi fa sentire legato con quello che accade intorno a noi. Dopo tanti anni di diretta, fare Venti20 mi ha fatto piacere, uscire fuori dal rullo delle notizie di ogni giorno e fare qualcosa che sta lì. E' un programma che resta mentre il tg brucia tutto, è tipo essere un criceto. Invece mi piace ogni tanto andare a rivedere quello abbiamo fatto».

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Giugno 2021, 21:02
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