Alessandro Borghese: «Papà Luigi un supereroe, mamma Barbara Bouchet una donna eccentrica»

Alessandro Borghese: «Papà Luigi un supereroe, mamma Barbara Bouchet una donna eccentrica»

Alessandro Borghese, chef e amato personaggio televisivo, si racconta a Verissimo. Ospite di Silvia Toffanin, il 42enne figlio di Luigi Borghese e Barbara Bouchet, ha rivissuto tanti ricordi della sua vita, a cominciare dall'infanzia, parlando soprattutto della sua famiglia.

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Il papà di Alessandro, il produttore cinematografico Luigi Borghese, se n'è andato due anni fa ma il ricordo dei momenti più lontani è ancora forte. Alessandro Borghese parla così del papà: «Da buon napoletano, ha fatto davvero tutti i lavori: prima venditore porta a porta, poi banditore d'aste e infine imprenditore. Lui però è anche colui che mi ha fatto scoprire l'amore per la cucina: era un cuoco della domenica, ma sapeva cucinare davvero bene. Era davvero un uomo d'altri tempi, non amava comprare cose nuove, aveva sempre gli stessi mocassini e li faceva risuolare. Ricordo che ordinava maniacalmente gli abiti secondo i colori e amava le cravatte, gliene regalavo sempre una per il compleanno».

Non c'è solo l'amore per la cucina, ereditato dal papà. Alessandro Borghese, infatti, spiega: «Lui era il mio supereroe. Mi piaceva molto viaggiare in macchina con lui, gli facevo da co-pilota. Papà veniva da una famiglia con una grande tradizione motoristica: mio nonno, Vincenzo Alessandro, che purtroppo non ho mai conosciuto, aveva anche una scuderia motociclistica. Papà mi insegnò anche a guidare la macchina quando avevo nove anni: la spostava fuori dal garage e se sbagliavo a mettere la prima e farla partire, se ne riparlava la settimana successiva».



Si parla poi della mamma, la grande attrice Barbara Bouchet: «Senza dubbio una donna eccentrica, ma non era brava in cucina come papà. So che quando si erano conosciuti e lei voleva conquistarlo, decise di prenderlo per la gola e gli fece il pollo con la marmellata. Papà parlò con la domestica e le chiese di impedirle di cucinare. Però era brava con i dolci, nascondeva i biscotti in casa e partiva sempre una sorta di caccia al tesoro per trovarli». Dopo alcune gravi minacce ricevute dalla famiglia, Alessandro Borghese, ancora bambino, per sicurezza decise di trasferirsi con la mamma a San Francisco, dove era anche nato: «Per sei mesi ho studiato negli Stati Uniti, la famiglia di mia madre era davvero particolare, un po' come quella de I Tenenbaum. Erano gli anni della beat generation, erano tempi davvero unici: ricordo, ad esempio, che la mattina prima di andare a scuola salutavo mio zio che beveva il caffè e leggeva il giornale, seduto su una grossa poltrona di paglia, completamente nudo, come se nulla fosse».

Alessandro Borghese ricorda anche quando rischiò di morire nel 1994, nell'incendio della nave da crociera Achille Lauro: «Avevo 17 anni, ero con mio padre e gli facevo da assistente come battitore d'asta a bordo. Facevo parte dello staff, che in questi casi scende per ultimo. Io cercavo di aiutare tutti nel possibile, poi rischiai la vita per tornare in cabina e recuperare le mie cose. Ero incosciente, non me ne rendevo conto allora, volevo solo salvare il mio walkman ultimo modello, costava 300mila lire». Quella vicenda terrorizzò anche mamma Barbara Bouchet: «Ai telegiornali italiani si vedevano le immagini della nave in fiamme e dicevano che non c'erano vittime italiane, ma io mi ero imbarcato col passaporto Usa. Immaginate quanto potesse essere sconvolta, chiamò la Farnesina, la Protezione Civile, passò dei momenti terribili». Ad ogni modo, Alessandro Borghese è poi tornato a bordo di una nave da crociera: «Fu una disavventura spiacevole, ma se cadi da cavallo poi devi sempre tornare in sella».

Si parla poi di Wilma Oliverio, con cui Alessandro Borghese è sposato da 12 anni. Lo chef racconta anche come la sua proposta di matrimonio sia nata da un clamoroso equivoco: «Eravamo in aereo e c'era molta turbolenza, c'era panico a bordo e io le dissi: "Wilma, ci spostiamo?". Lei mi saltò addosso e mi abbracciò, dicendo di sì. Non capivo tutto quell'entusiasmo, poi capii che aveva frainteso. Ma a quel punto, non potevo tirarmi indietro, sembrava brutto...». Il matrimonio arrivò nel 2009: «Io ovviamente pensai al pranzo di nozze, lei pensò a organizzare tutto il resto. Il simbolo del nostro matrimonio doveva essere la roccia, a suggellare la forza dell'unione, e per la torta nuziale pensai ad un meteorite in un prato, infatti la base era verde. Nelle mie intenzioni, il meteorite doveva essere grigio-nero, invece il pasticciere lo fece di un marroncino molto strano. Anche gli invitati si accorsero subito che non sembrava proprio un meteorite in un prato, ma qualcos'altro...».

Oggi Alessandro Borghese e sua moglie Wilma sono genitori di due bimbe, Arizona e Alexandra, mentre lo chef aveva già avuto un figlio, Gabriel, da una precedente relazione. Il diretto interessato, però, puntualizza: «Basta figli, ho attaccato il testosterone al chiodo... La più piccola mangia molto, la più grande invece ha gusti sofisticati... La cucina al momento non rientra negli interessi, adorano altre cose».
Sabato 23 Marzo 2019, 18:27
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