“A casa tutti bene” diventa una serie. Muccino: «Nelle mie famiglie amori e conflitti»
di Michela Greco

“A casa tutti bene” diventa una serie. Muccino: «Nelle mie famiglie amori e conflitti»

«L’uomo mucciniano non vive come un uomo normale, ma come dentro una centrifuga di emozioni sempre attiva. È un modo di stare al mondo dove non ci sono gioia e dolore, ma tutto si mescola insieme». Lo dice bene Silvia D’Amico, appena entrata nel mondo narrativo di Gabriele Muccino grazie alla serie A casa tutti bene, evoluzione in 8 episodi (su Sky e in streaming su Now a dicembre) del film omonimo.

 

 

Qui lei è Sara, unica figlia femmina del patriarca Pietro Ristuccia (Francesco Acquaroli), ricco proprietario del ristorante San Pietro, che dà da mangiare a tutta la famiglia, anche quella allargata. 
Ieri alla Festa del Cinema di Roma, dove la serie è stata proposta in anteprima fuori concorso, a presentarla c’erano i due fratelli di Sara (Francesco Scianna/Carlo e Paolo/Simone Liberati) e il regista, che in questa espansione narrativa delle vicende raccontate nel film ha messo anche una striscia di sangue e di mistero. «Mentre giravo il film, gli attori mi dicevano: bisogna andare avanti, questi personaggi sono troppo belli, forti, dissanguati per lasciarli sull’isola (di Ischia, che fu set del film del 2018, ndr), ma era impossibile continuare col cast originale, quindi ho selezionato altri attori e ho ricreato un mondo».

 

Quello di urla e piani sequenza che incalzano, di legami familiari che soffocano e salvano, incarnati da interpreti, appunto, tutti diversi. Tra questi Laura Morante, Valerio Aprea, Euridice Axen, Antonio Folletto, Milena Mancini ed Emma Marrone. «È vero, ho spesso raccontato la famiglia nei suoi dolori – aggiunge Muccino, che ha appena pubblicato anche la sua autobiografia “La vita addosso” – ma è anche vero che la famiglia non si è aggiornata nella storia dell’umanità. La violenza dell’essere umano fa parte della convivenza.

 

 

Le dinamiche che tengono insieme le famiglie e la necessità dell’uomo di riscattarsi, di avere consenso e potere, hanno definito la storia dell’umanità. La famiglia oggi ha le stesse disfunzioni di quando la raccontava Cechov». Disfunzioni e, in questo caso, anche segreti. «Il genere crime mi ha sempre intrigato, ho sempre voluto sperimentarlo – confessa il regista – Era una scelta pericolosa sulla carta, ma ha funzionato». 
Pur avendo cambiato tutto il suo cast, in questa sua prima prova nella serialità Muccino ha però conservato una collaborazione già sperimentata: Jovanotti ha infatti firmato la canzone che suona sulla sigla di A casa tutti bene.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Ottobre 2021, 07:46
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