Freni, la Scala le dedicherà “Fedora” «Ha costruito l'identità del Teatro»
di Stefania Cigarini

Freni, la Scala le dedicherà “Fedora” «Ha costruito l'identità del Teatro»

Il Teatro alla Scala di Milano le dedicherà la prima di Fedora di Umberto Giordano il 3 giugno, l'ultima opera che Mirella Freni interpretò qui, nel 1996, a conclusione di una lunghissima carriera scaligera iniziata nel 1962 con Serse di Händel. È solo l'ultimo omaggio, in ordine di tempo, che il tempio della lirica ha dedicato al soprano modenese, scomparsa domenica all'età di 84 anni (ne avrebbe compiuti 85 il 27 febbraio).

Già domenica, a poche ore dalla notizia, il pubblico e la direzione le avevano tributato un minuto di silenzio prima dell'inizio del Trovatore. «Mirella Freni - cita una nota del teatro - faceva parte della famiglia della Scala e tra le grandi voci del 900 forse nessuna ha ricevuto dal pubblico e dai colleghi un affetto così incondizionato. È stata protagonista di alcuni degli spettacoli che hanno costruito l'identità del Teatro, incluse sette inaugurazioni di stagione». «La sua voce, le straordinarie interpretazioni e il grande carisma resteranno ricordi indelebili per intere generazioni di artisti e appassionati d'opera» ha scritto Cecilia Gasdia, sovrintendente della fondazione Arena di Verona.

L'omaggio ad una delle voci più importanti del Belcanto - al Belcanto predestinata: studiò con Luciano Pavarotti, condividendone, in tenera età persino la balia, e in seguito i palcoscenici internazionali e il grande successo - è proseguito per tutta la giornata di ieri a Modena. La camera ardente stata visitata da decine di amici, come Adua Veroni, ex moglie di Pavarotti, allievi, colleghi e centinaia di cittadini. L'omaggio proseguirà oggi. Domani un ultimo ricordo al teatro comunale e la liturgia funebre nel duomo cittadino alle 14,30.
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Ultimo aggiornamento: Martedì 11 Febbraio 2020, 07:36
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