Max Paiella, uno show in teatro e un libro: «La mia comicità vuole unire le persone»

Max Paiella, uno show in teatro e un libro: «La mia comicità vuole unire le persone»

«In uno ci sono le risposte alle domande dell’altro. E viceversa». Max Paiella raddoppia. Da stasera sul palco del Teatro Golden di Roma (fino al 18 dicembre) con “Storie di un cantastorie”, lo showman romano pubblica anche un libro, “Umorismo felice”, in cui si racconta in un serrato dialogo con la giornalista Anna Maria De Luca.


Come vive questo ruolo di cantastorie?
«Parto dall’idea del menestrello, del trovatore, che poi diventa cabarettista. Cantastorie è colui che informa e quindi forma, che cerca di raccontare un messaggio. C’è sempre un senso in tutto, anche nelle battute e nelle reazioni del pubblico: dimmi perché ridi e ti dirò chi sei».


C’è anche una interazione con il pubblico?
«Certo, il racconto si sviluppa proprio dai teatri, che - come diceva Peter Brook - sono lo specchio di noi. Questo strano luogo d’incontro mi consente di raccontare in particolare la provincia con i suoi protagonisti. La mia è una comicità che cerca di unire le persone o quantomeno di farle dialogare».

 


E la musica?
«È il filo che unisce tutto. Nell’accezione greca del termine, musikè, cioè arte delle Muse, con cui si indicava l’unione tra suoni, poesia e danza».


Ci saranno anche i suoi tipici personaggi?
«Non potranno mancare, ad esempio, Demetrio Paraculis, grande filosofo greco, e Vinicius Du Marones, il poeta degli oggetti tristi. Alcune storie le narrerò anche attraverso i miei disegni e attraverso l’arte del “centone”, saltando di fonte in fonte, mescolando testi e versi tra di loro».


Le piacerebbe fare un disco?
«Sì, ma servono tanto tempo e impegno... Finora non ci sono riuscito, ma magari un giorno pubblicherò “Le canzoni del Coniglio”. Un disco a forma di maglietta».


Dalla provincia alla sua città, Roma. Come la vede?
«Nervosa, confusa, sporca. Una città che esplode di monnezza e con i cinghiali in agguato, ma che mi fa sentire sempre un privilegiato a potervi vivere, per le sue bellezze e la sua storia».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 Dicembre 2022, 08:53
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