Lina Sastri: «L'esperienza a Ballando? Milly Carlucci grande professionista. Mai giurata a X Factor. E quello schiaffo a Massimo Ranieri…»
di Boris Sollazzo

Lina Sastri: «L'esperienza a Ballando? Milly Carlucci grande professionista. Mai giurata a X Factor. E quello schiaffo a Massimo Ranieri…»

Lina Sastri, da Eduardo De Filippo a John Turturro. A volte di fronte a carriere lunghe ed eclettiche ci perdiamo e non inquadriamo la grandezza di un’artista, del suo talento. Poi, la tv accende i riflettori sulla sfida di chi ama sempre uscire dalla propria comfort zone, e grazie a Ballando con le Stelle la scoprono anche le nuove generazioni. E pazienza per un’eliminazione prematura, il seme è gettato.

 

Allora, questa tv le è piaciuta?

«Mi è piaciuta Milly Carlucci, professionalità enorme e cura ossessiva per ogni dettaglio, dal format ai costumi, non solo direttrice artistica di valore. Io che sono perfezionista avevo paura della tv, dove si consuma tutto e subito. Non mi sono piaciuti, o almeno mi fanno paura i social, l’anonimato che permette a chiunque di attaccarti senza riguardo per chi sei, cosa hai fatto e senza alcuna competenza. Sono tutti pronti a sottolineare ogni tuo errore. Allo stesso tempo mi ha sorpreso la quantità di voti presi, segno che qualcosa ho seminato in questi anni».

 

Non era così anche in passato? Ricordo anni in cui il pubblico nello spettacolo dal vivo era feroce

«Ma avevano pagato un biglietto, ci mettevano la faccia, erano presenti fisicamente e se erano lì ci andavano per passione. Ora il personaggio pubblico è esposto alla gogna collettiva, da parte di sconosciuti spesso arrabbiati e frustrati. Prima ricevevi anche stroncature feroci su giornali e radio, ma lì si esprimevano gli addetti ai lavori, gli altri al massimo si sfogavano al bar o nel proprio salotto. I social sono democratici, ma creano uno scompenso».

 

Qualcuno potrebbe definirla snob, lo sa?

«E sbaglierebbe. Non lo sono affatto, amo mettermi in discussione e non ho mai pregiudizi. Mentre lavoro dimentico i 3 David di Donatello, i 2 Nastri d’Argento o che sono commendatore della Repubblica, sono solo premi e titoli. Conta Lina e l’essere coerente con me stessa, anche in uno show commerciale e popolare come Ballando e a questa età, affrontando una sfida nuova e difficile. Se avessi rifiutato lo avrei rimpianto».

 

È stata dura?

«Faticoso, sì. Non tanto l’allenamento quotidiano che alla fine durava circa un’ora e mezza nella sala prove sempre con le telecamere addosso, quanto il trucco e parrucco, le interviste, le attività social, i collegamenti con altre trasmissioni Rai, una quantità di impegni piccoli e grandi che frammentano ogni giornata, tanto che alla fine quella della diretta è la più “riposante”. E tutto seguendo le norme Covid, tenendo su mascherina e guanti, giuste precauzioni ma non facili da sopportare per ore. Qualcosa di completamente nuovo per me. E mica è facile per una che ha l’ossessione di fare tutto a regola d’arte: tutto andava fatto in fretta, a teatro si prova a lungo. Dovevi mandare a mente ogni settimana due coreografie, perché saresti potuta sempre arrivare allo spareggio, avendo massimo quattro giorni a disposizione e, appunto, sei ore per allenarti. Mi provocava un’ansia enorme».

 

Beh, lei balla spesso nei suoi spettacoli teatrali

«Vero, amo la danza, metto sempre dei numeri di danza nei miei spettacoli. Ma in modo libero, mio, quasi istintivo, non seguendo coreografie preordinate - è pazzesco per me non seguire la musica ma contare i passi -, in questo senso ero una dilettante allo sbaraglio ed è una bella sensazione per me, nuova, vitale. Quando Milly mi ha cercato ero dubbiosa solo per il fatto che il medium televisivo facilmente restituisce un’immagine di te e per me era fondamentale non tradire me stessa. Parlando con lei ho capito che sarebbe stato possibile, poi lo stop per il Covid mi ha permesso di prendere una pausa dal teatro e dedicarmi anima e corpo a quest’avventura».

 

Il palco rimane il suo luogo dell’anima?

«Sì, è qualcosa di cui non posso fare a meno e ho la fortuna di poter portare a teatro progetti meravigliosi. Come la Maria Maddalena di Marguerite Yourcenar, un monologo per il Napoli Teatro Festival, e poi Eduardo mio, uno splendido viaggio dentro il mio maestro, affiancata da un’orchestra sinfonica all’evento “Un’estate da Re”. Ho cantato 18 brani e raccontato la sua vita, le donne, gli amori, quello che si conosceva meno senza trascurare il suo talento poliedrico e straordinario. E nel 2021 ci sarà il mio Maria Stuarda».

 

Ha ancora paura prima di entrare in scena?

«Sempre, anzi forse ora anche di più. Più il tempo passa più diventi insicura, forse perché l’esperienza ti rende più consapevole e meno incosciente».

 

Torniamo a Eduardo, il suo maestro. Lo sa che lei è la sua unica vera erede, vero?

«Non scherziamo. Ho avuto la fortuna di lavorarci e ora di raccontarlo a teatro: ero piccolissima e lui già molto vecchio, mi ha colpito profondamente e subito la sua curiosità. Ha sperimentato tutto, penso al Natale a casa Cupiello insieme, a Cinecittà, per la tv. Era avanti, non portava il teatro in tv, ragionava come un regista e voleva con sé un coregista esperto del mezzo, creò un genere nuovo e mai più visto in quei termini. Io sono solo stata fortunata ad essere sua allieva, da comparsa ad attrice, e poi ad avere il privilegio della sua amicizia e del suo affetto. Lui mi conosceva bene, anche nei miei difetti, me li faceva notare e così miglioravo. E vedeva anche le mie fragilità, a partire dal sentimentalismo».

 

È un difetto?

«Sì, o meglio se segui sentimenti e passioni, ne paghi le conseguenze. Io ho bisogno di libertà, di essere come sono in tutta la mia innocenza, istinto, sensualità. L’ho capito studiando e lavorando, imparando le regole e a rispettarle in modo ferreo per poi magari violarle. Ma ci riesco solo sul palco, nella vita sono sempre sospesa e traballante. Invece in questo mondo devi saper gestire le emozioni, io ci sono riuscita col tempo e solo fino a un certo punto. La verità è che fondamentalmente io ho bisogno di essere amata».

 

Turturro mi disse di lei “Lina è un’esplosione d’amore e talento”

«Che storia strana con John. Dovevo fare solo due canzoni per il suo film “Passione”, poi uscì la scena con Massimo Ranieri su Malafemmena (che poi diventerà iconica - ndr). Alla fine saltò il resto e rimase solo quel momento - probabilmente era finito il budget -, ma tutti si ricordano di quei pochi minuti. E sì, lo schiaffo a Massimo non era in copione, fu un’idea mia, Massimo ancora me lo ricorda quando ci vediamo. Glielo diedi bello forte! Turturro fece una cosa meravigliosa per Napoli e mi piacerebbe davvero essere diretta di nuovo da lui, un uomo e regista straordinario».

 

C’è un’erede di Lina Sastri?

«No e spero di non vederla mai. Spero di andarmene prima! Stimo tante attrici, ma non sono così narcisista!»

 

Tornerebbe in tv, che so, per fare la giurata di X Factor?

«Non lo conosco così bene, vedo poca tv, ma no, credo di no, non parteciperei a un talent. Io mi ritengo un’operaia dello spettacolo, non sono una che giudica, sono una che fa, non fa per me».


Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Dicembre 2020, 15:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA