Verso la prima de La Scala, Francesco Meli e la Tosca di Puccini: «Il mio Cavaradossi vero e coraggioso»
di Rita Vecchio

Verso la prima de La Scala, Francesco Meli e la Tosca di Puccini: «Il mio Cavaradossi vero e coraggioso»

Interpretando il pittore Mario Cavaradossi, esordisce con Puccini alla Scala. Francesco Meli, 39 anni, verdiano per antonomasia, amante della sua città Genova, è al terzo 7 dicembre (di cui due con Riccardo Chailly). Alla Scala tornerà come Manrico ne Il trovatore e Enzo ne La Gioconda sempre con Livermore. Con la moglie Serena Gamberoni, soprano, è il nuovo Ambassador di Make a wish Italia, la Onlus che esaudisce i desideri dei bimbi malati.

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Come sarà il suo Cavaradossi?
«Seguirà le indicazioni chiare di Puccini. Metronomi, ritmi, colori. Diretti magistralmente dal maestro Chailly. Così facendo viene fuori un carattere musicale e drammaturgico straordinario. Puccini è verista nella sua scrittura visiva. Cavaradossi è legato al Belcanto, all'800, al romanticismo. É un sognatore, un innamorato, un artista. È uno che abbraccia la causa degli anti monarchici. Che entra nel turbine rivoluzionario senza averne l'ambizione».
 
 

Quanto è attuale?
«Oggi sarebbe una mosca bianca. Autentico, coraggioso, giusto. Che non si vende al più forte. Che accetta le torture e difende le persone».

Come è lavorare con Livermore?
«Sempre molto bello. Il risultato dello spettacolo è monumentale. Lo conosco dal 2002, e sempre con lui ho fatto la mia prima Tosca nel 2016, al Carlo Felice di Genova. Certo qui, alla Scala, è tutto all'ennesima potenza. Un primo atto 3D, la magnificenza del Sant'Andrea della Valle, i movimenti scenici dinamici. E poi la regia. Perché quando si ha a che fare con Livermore, ci si deve mettere il cuore in pace: i personaggi devono prendere vita».

E con Tosca e con Scarpia?
«Ci conosciamo da anni. Con Anna (Netrebko, ndr) ho sempre lavorato molto bene, un sodalizio proficuo lo definirei. Con Luca (Salsi, ndr) che dire? È il padrino del mio ultimo figlio. È bello essere in palcoscenico con loro». 
Martedì 3 Dicembre 2019, 05:01
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