Concita De Gregorio: «La mia Medea al contrario»
di Stefania Cigarini

Concita De Gregorio: «La mia Medea al contrario»

Non ci sono le parole, letteralmente. In italiano non esiste un termine per definire il genitore che perde un figlio (viceversa c'è la parola orfano). Una lacuna sulla quale ha lavorato la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, dal cui libro, Mi sa che fuori è primavera, successo editoriale del 2015, è tratto lo spettacolo omonimo, in scena da oggi a domenica al teatro India. Firmato da Giorgio Barberio Corsetti, interpretato da Gloria Saitta, lo spettacolo indaga, in forma di romanzo epistolare come il libro, la tragica vicenda di Irina Lucidi la madre che il 31 gennaio 2011 si vide sottrarre le gemelline di sei anni dal marito. Lui si uccise pochi giorni dopo e le figlie non furono più ritrovate.

«Della vicenda di cronaca, incredibilmente, non sapevo nulla, all'epoca ero all'estero» spiega la De Gregorio. «Irina è arrivata a casa mia tramite una conoscenza comune, quando ho capito davvero cosa mi stava raccontando, l'incontro, da un'ora, è diventato il soggiorno di una settimana». Per Irina, Concita è una terapia, tra le tante sperimentate per capire o superare quel dolore indicibile, e diventa una cura: «Mi ha chiesto di indagare sull'angolo cieco delle cose, ovvero sulla domanda ossessiva come ho fatto a non accorgermi che mio marito avrebbe potuto fare quel che ha fatto».

Un tentativo riuscito: «La parola guarisce, ci definisce come esseri umani; ha permesso a lei di dare una forma al suo lutto in assenza di corpi». Lo spettacolo: «È una grande storia di amore e di speranza che si dipana sulla vita di Irina dopo i lutti. Lei che si riappropria di sé, cambia paese, lavoro, si innamora di nuovo. E la sua vita ricomincia. Senza dimenticare».
Per descriverla, De Gregorio prende in prestito le parole del regista: «Irina è una Medea al contrario, perché in questa tragedia è Giasone che fa scomparire le figlie, nega alla madre la catarsi del lutto costringendola ad una attesa senza fine».

Un inferno mancato: «Irina ha assistito, non vista dal pubblico, alle prove dello spettacolo. Non dimentica, ma sempre più spesso lascia emergere la sua indole naturale, di donna allegra».
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Martedì 8 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:11
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