Grace Kelly avrebbe compiuto 90 anni: è lei la "musa" delle famiglie reali.
di Valeria Arnaldi

Grace Kelly avrebbe compiuto 90 anni: è lei la "musa" delle famiglie reali.

C’era una volta una principessa. Non solo. C’era una volta anche una diva. Di più. C’è - ancora - un’icona.  Sono trascorsi novant’anni dalla nascita di Grace Kelly - è nata il 12 novembre - e 37 dalla sua morte a seguito di un incidente stradale, il 14 settembre 1982, il suo mito però è ancora ben vivo. Principessa per nozze, regina di Hollywood per consenso popolare - l'American Film Institute l’ha inserita al tredicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema - “divina” per vocazione, Grace Kelly si conferma modello di un fascino senza-tempo ma, in modo inusitato, profondamente moderno, all’avanguardia per la sua epoca e, in parte, ancora oggi. In meno di dieci anni di film, tra tv e cinema, è entrata nell’immaginario collettivo. Per look e portamento, ma anche per educazione familiare, è stata celebrata come esempio di stile. Fidanzata con lo stilista Oleg Cassini, Grace aveva un’eleganza innata. Nel 1955, la rivista Time la soprannominò «la ragazza coi guanti bianchi». Poi, ha cambiato “set”. «Siete stata la regina dello schermo, ora siete divenuta la più bella tra le principesse», le dirà John Fitzgerald Kennedy.
Nel nuovo ruolo di moglie del principe Ranieri di Monaco, Grace non rimarrà a farsi “contemplare”. Consapevole del peso della propria immagine, la userà anche a fini politici - Ranieri definirà la moglie il suo «ministro di gioventù, tempo libero, sanità e solidarietà» - regalando nuovo lustro al principato. Il suo primo talento? Proprio la comunicazione.

«Grace Kelly rappresenta la perfetta combinazione di fattori diventati fondamentali per la femminilità contemporanea - spiega Alberto Castelvecchi, docente di Comunicazione all’università Luiss Guido Carli - grazia, bellezza ed eleganza sono concetti eterni, ma lei ha avuto la capacità di determinare il destino di un’intera casata. È una donna moderna e libera, che ha vari flirt prima del matrimonio, dallo scià di Persia a Burt Lancaster. Prende molto sul serio la propria indipendenza, come prenderà seriamente l’impegno nuziale. Lady D. era la principessa del popolo, lei sarà la principessa della middle class europea. La sua non è stata la fiaba del principe che salva la fanciulla e la sposa, ma la storia inversa, in cui è la fanciulla a salvare principe e principato».
Nata a Filadelfia, in una ricca famiglia di imprenditori di origini irlandesi, Grace decide giovanissima che il suo futuro sarà nel cinema, nonostante l’opposizione del padre. Forte di carattere e con l’esempio della madre - prima donna ad allenare squadre sportive femminili all'Università di Pennsylvania - a diciassette anni e mezzo entra all’Accademia di Arti Drammatiche a New York. Si mantiene lavorando come modella. Dopo una serie di provini sfortunati - viene bocciata perché troppo alta per i partner maschili - nel 1949 fa il suo esordio a teatro, ne “Il padre” di August Strindberg. A 22 anni debutta al cinema con “Quattordicesima ora” di Henry Hathaway. Poi arrivano “Mezzogiorno di fuoco” di Fred Zinnemann e “Mogambo”  di John Ford con Clark Gable e Ava Gardner, per cui ottiene la nomination all'Oscar come miglior attrice non protagonista.

Alfred Hitchcock la dirige ne “Il delitto perfetto”, “La finestra sul cortile” e “Caccia al ladro”. È il regista a chiamarla “Ghiaccio bollente”, per l’aspetto algido e il carattere passionale. «Non creava mai distanze tra se stessa e gli altri - commentò Cary Grant - tuttavia, quando arrivava in palcoscenico, scendeva il silenzio». Il 1955 è l’anno della svolta: vince l’Oscar come miglior attrice per “La ragazza di campagna” e conosce Ranieri III di Monaco, che le chiederà di sposarlo una settimana dopo l’incontro. Il 18 aprile 1956 si celebrano le nozze davanti a settecento invitati, seicento fotografi e quattrocento giornalisti.
«Non sono mai stata felice a Hollywood, laggiù tutto viene falsato dall’importanza accordata al denaro», afferma Grace e gira il suo ultimo film.
«Non si tratta di una rinuncia ma di una scelta di autoaffermazione - prosegue Castelvecchi - Grace Kelly ha costruito carriera e immagine adottando una disciplina rigorosa e ha applicato lo stesso impegno professionale per diventare principessa. Non ha rinunciato alla carriera per il matrimonio ma ha scelto matrimonio e casata come carriera. È stata una antesignana dell’idea moderna di regalità. Oggi William e Harry d’Inghilterra hanno agenzie che seguono la loro comunicazione e lavorano per guidare la corona britannica nella contemporaneità».
Quando abbandona i set, i riflettori su di lei non si spengono, anzi, si accendono su Monaco.
Diventando madre, assicura eredi al principato, salvandolo così dall’annessione francese. Usando la sua fama, fa del regno un riferimento di eleganza e buon vivere.
Chi porta avanti la sua lezione, oggi? «Rania di Giordania le si avvicina nella sobrietà - conclude Castelvecchi - Gli eredi dell’imperatore nipponico Akihito probabilmente saranno capaci di incarnare i destini del popolo. Grace Kelly rimane comunque una figura irripetibile».   
Domenica 10 Novembre 2019, 15:43
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