Mihajlovic, serie tv in arrivo come Totti. Favino possibile attore

Video

Dopo avergli telefonato per sondare la sua disponibilità per fare l'allenatore della Roma, chissà che non gli abbia fatto uno squillo anche per un "consiglio" da serie-tv. Dopo Francesco Totti, anche Sinisa Mihajlovic sarà protagonista di alcuni progetti televisivi. L'ex calciatore, ora allenatore del Bologna, ha raccontato la sua battaglia contro la leucemia nel libro autobiografico "La partita della vita". Una storia che Fremantle - ha rivelato Di Più Tv - trasformerà in due versioni: un documentario e una fiction, proprio come successo allo storico capitano della Roma. «Fu un giorno terribile - ha raccontato del momento in cui ha scoperto della malattia - ma sapevo che sarei riuscito a vincere anche quella battaglia». E così ha fatto. 

Favino possibile attore per interpretare Mihajlovic

Le trattative sono avviate ma non concluse e per questo non c'è ancora certezza della data di inizio riprese e della messa in onda. «Sinisa è entusiasta dell’idea - racconta chi lavora al progetto - Tutta la sua storia somiglia a una grande sceneggiatura, è uno che ha vissuto mille vite». E già si inizia a pensare a quale attore potrebbe interpretarlo sul set: c’è chi vorrebbe un volto emergente, come è stato fatto con Totti, interpretato da Pietro Castellitto, e chi invece vorrebbe una grande stella. Il nome più gettonato sembra essere quello di Pierfrancesco Favino, che ha la stessa età (lui 51 anni, Mihajlovic 52) e stessi lineamenti marcati. 

Ibrahimovic, l'incidente in autostrada e il passaggio in moto. «Mihajlovic? Mi diede una testata»

Dalla guerra alla leucemia, la carriera diventa film 

Dall'infanzia negli anni '70 a Vukovar, dove è cresciuto in una famiglia di operai, fino all'arrivo in Italia: «Adoravo le banane, ma avevamo pochi soldi e mamma poteva comprarne solo una, che dovevo dividere con mio fratello - il racconto di Mihajlovic -. Oggi quando vado al ristorante scelgo il meglio, bevo vini pregiati. Ma niente supererà mai il gusto di quei pezzi di banana».

Ha iniziato a giocare delle giovanili del Borovo, poi il trasferimento alla Stella Rossa e nel 1992 quello in Italia, alla Roma. Nel frattempo, la Jugoslavia viveva la guerra civile tra cittadini di etnia serba e croata: «Anche la mia famiglia fu dilaniata - ha rivelato Sinisa -. Mia madre era croata e suo fratello voleva uccidere mio padre, che è serbo. Feci trasferire i miei a Roma, ma dopo poco vollero a tutti i costi tornare in patria. Ero preoccupato, ma fiero di loro». In Italia si è affermato come uno dei giocatori più forti della Serie A: dopo i giallorossi ha giocato alla Samp, alla Lazio e all'Inter. Ha sposato Arianna e ha avuto cinque figli, poi la scoperta della leucemia. Che ha sconfitto e dopo la quale è tornato ad allenare. 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Aprile 2021, 13:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA