Sanremo, dai Jalisse alla Trovato: quando il Festival diventa una condanna
di Totò Rizzo

Sanremo, dai Jalisse alla Trovato: quando il Festival diventa una condanna

C'è chi ha ballato una sola estate e chi ha cantato un solo Sanremo. Prendete i Jalisse che sono diventati, con inclemenza, il paradigma di quale croce, oltre che delizia, possa essere per un artista il festival. Dopo la controversa vittoria con Fiumi di parole (che pure dal quel lontano 1997 è entrata nella memoria della maggioranza canterina) all'Ariston non hanno più gareggiato. Anzi, subito dopo erano addirittura scomparsi, innescando tormentoni a catena. Invece i Jalisse sono vivi e lottano insieme a noi, fanno concerti, lui, Fabio Ricci, insegna musica, lei, Alessandra Drusian, voce portentosa, di tanto in tanto calca le scene per un musical. Vero, si sono anche sottoposti, come tanti, all'ormai tradizionale carosello nelle porte girevoli televisive, quegli hangar, quei parcheggi multirete, quelle Betty Ford Clinic messi a disposizione dei cantanti in cerca di nuova notorietà. Ma tant'è: se vuoi visibilità da lì devi passare.
Su quelle porte sta scritto Music Farm (format ormai caduto in disuso), Tale e Quale Show, Ora o mai più ma anche Domenica in, reality psicosociologici e naturisti, ospitate seriali da Barbara D'Urso. Chi si ricorda di Alessandro Safina, di Jenny B, di Jessica Morlacchi, di Linda, di Mario Rosini, di Antonio Maggio, di Karima? Eppure sono saliti su quel palcoscenico e alcuni di loro ne sono scesi addirittura con un trofeo in mano. Molti premiati anche dalla critica oltre che dal consenso popolare. Se i riflettori andavano in cortocircuito venivano spediti, come per una terapia, a Music Farm oppure in assortiti gruppi corali nei pomeriggi della Venier. Alcuni apparivano negli affollati San Silvestro in piazza come Paolo Vallesi che s'affannava fino a pochi giorni fa a Potenza nel farsi seguire da un pubblico di ventenni incappottati che quasi sconosceva le parole de La forza della vita. Gerardina Trovato, pupilla della Caselli all'alba degli anni 90, ha ritrovato un minimo di luce nelle accorate interviste di questi giorni sul suo ritrovato stato di salute mentale e su quello di necessità economica per la sopravvivenza.
Sanremo può essere il miele dei talentosi, dal Volo a Mengoni, da Emma a Noemi. Ma può anche trasformarsi nel fiele della dimenticanza: che fine hanno fatto Alessandro Casillo, trionfatore nel 2012, o Lele, giovane vincitore solo due anni fa?


Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Gennaio 2020, 16:41
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