Sanremo, Baglioni contro Salvini ma il suo Festival è sovranista

di Marco Castoro
ROMA - Bisogna dare atto a Claudio Baglioni di aver riportato la canzone italiana al centro del Festival di Sanremo. Perché - come dice il direttore artistico - Sanremo è una locomotiva della musica italiana, non certo un vagone che va trainato. Che sia un treno che corre a da alta velocità lo testimoniano la scelta dei cantanti e gli ascolti, che anche quest'anno saranno alti, dopo il record dell'anno scorso. «Le canzoni sono un'arte povera che riescono a creare una memoria spiega il dirottatore artistico, come si è autodefinito quest'anno - sono delle stelle fisse, e noi cerchiamo di salvaguardarle al meglio. La stella polare è la canzone. Sanremo non è una trasmissione televisiva ma un evento trasmesso dalla televisione». E nel pieno rispetto delle regole di ingaggio non ci saranno ospiti stranieri. Il motivo? Perché costano troppo e conviene risparmiare (anche se quest'anno si prevede un record anche dalle entrate pubblicitarie).



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L'ingaggio non è il solo argomento, seppure valido. In verità gli artisti stranieri potrebbero sbarcare a Sanremo soltanto se avessero voglia di cantare in italiano. Cosa che molti di loro non sopportano proprio. «L'ospite sottolinea Baglioni - deve portare qualcosa non prendere». E allora niente. Meglio Giorgia, Elisa, Bocelli. I tre nomi sicuri. Ai quali potrebbero aggiungersi Ramazzotti, Ligabue, Mengoni, Mannoia, Pausini e Antonacci. Con loro la trattativa è avviata, se ne sta parlando. E al Divino Claudio non è facile dire di no.



Nella prima serata si esibiranno tutti i 24 big in gara, 12 alla volta nelle due serate seguenti. Poi al venerdì i duetti con un ospite per ciascun big scelto dal cantante in gara. Al sabato ovviamente il gran finale. Con il televoto che inciderà più della giuria tecnica e di quella demoscopica. E qui gli idoli dei giovani potrebbero anche fare la differenza. Rocco Papaleo condurrà il DopoFestival al teatro del Casinò con un paesaggio lunare, tra sogno e poesia. Radio2 trasmetterà le serate in diretta. Sul caso della canzone sulla pedofilia non ammessa, Caramelle di Pierdavide Carone e Dear Jack, Baglioni ha precisato che non c'è stata nessuna censura. Semmai - secondo il direttore artistico - è censurabile - il modo in cui ci si sta occupando della questione immigrati.
Giovedì 10 Gennaio 2019, 05:01
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