Sanremo 2023, primo ascolto delle canzoni: al Festival amore e malinconia

C’è anche una modifica al Regolamento comunicata da Amadeus nella sede Rai di Milano durante i primi ascolti dei brani in gara

Sanremo 2023, primo ascolto delle canzoni: al Festival amore e malinconia

di Rita Vecchio

Ventotto canzoni pienamente in linea con i tempi. Malinconia, amore e omegeneità nelle tematiche. È quanto emerge dal primo ascolto dei brani e dalla lettura dei testi, a poche settimane dalla 73esima edizione del Festival di Sanremo. Vince l’amore. Sofferto o desiderato, poco importa. Manca la denuncia sociale, la politica è lontana anni luce, c’è poca rabbia. Piuttosto, tanta rassegnazione mista a voglia di libertà. Provocazione col contagocce (Colla Zio, Rosa Chemical), c’è il ricordo (Gianluca Grignani) e l’intimismo (Ultimo), la depressione (Modà, Mr. Rain, Levante). Da contraltare fanno gli arrangiamenti, spinti, elettronici, ben costruiti e la dance in cassa dritta. Insieme alle firme di autori noti da Dardust a Petrella, La Rappresentante di Lista (Cugini di Campagna), Damiano dei Maneskin (Mara Sattei), Calcutta (Ariete), Francesco Bianconi (Oxa), Salmo (Shari).

C’è anche una modifica al regolamento comunicata da Amadeus nella sede Rai di Milano durante i primi ascolti dei brani in gara: in finale, e ovvero "al termine delle esibizioni dei 28 artisti in gara" saranno votate le prime 5 canzoni, e non solo le prime tre, come nelle passate edizioni. 

ANNA OXA  -  Sali (Canto dell’anima) 

Un “sali e vivrai” sussurrato e responsoriale per una ballad siglata da Francesco Bianconi (Baustelle) e Kaballà per le musiche di Fio Zanotti. Sprazzi di acuti alla Oxa, tra pop e accenni rock. Un canto di libertà che invoca Dio.

ARIETE - Mare di guai 

Tessitura di Calcutta e Dardust, Ariete a tratti supplicante e sospirante, cerca di tenersi stretto quello che non vuole perdere. Brano interessante, ritornello accattivante (“Uniamo i respiri sento caldo la mattina/ tu buttati con me, mare di guai/ non so nuotare in una vasca piena di squali»).

ARTICOLO 31 - Un bel viaggio  

Rap e sound classico che ricorda 883/Pezzali per raccontare il viaggio degli Articolo31, dai “quartieri velenosi” al non “guardarsi in faccia”, fino alla presa di coscienza («Siamo stati due coglioni infatti funzioniamo in coppia»)?

COLAPESCE DIMARTINO - Splash 

Inizio alla Battisti e chiusura alla Modugno, «per non sentire il peso delle aspettativa», il duo scrive una ballad rock per ricercare sfrenatamente leggerezza. Sempre tra serio e faceto, «sorridono alle Seichelles, e si annoiano a Panama».

COLLA ZIO - Non mi va

Un uptempo altamente cantabile per la giovane band milanese che pare divertirsi nell'interpretarla. Trascinano, ostentando provocazione («Mi piace la tua bocca e “La spada nella roccia”») e ripetendo “Non voglio stare male, male, male”.  

COMA_COSE  - L’addio 

Canzone dalla struttura semplice. L’amore vince l’orgoglio e l’addio non è definitivo (“E sparirò ma tu promettimi che potrò sempre ritornare da te”). Il duo canta di separazioni e di promesse. Non è “fiamme negli occhi”, ma riascoltandolo potrebbe entrare in loop. 

ELODIE - Due

Il pezzo è ben costruito musicalmente ed Elodie padroneggia perfettamente la voce. Anche nelle sincopate dove aggiunge pathos all’interpretazione che trasuda sofferenza («Sapessi dirti basta/ma il cuore danza/per me le cose sono due/ lacrime mie o lacrime tue».

GIANLUCA GRIGNANI - Quando ti manca il fiato 

Di grignaniana memoria, il suo è un pop rock di dedica al padre, «uno dei tanti, ma era il mio eroe quando mi sorrideva». Un pugno allo stomaco che sfonda le emozioni attraverso un dialogo immaginario straziante, intimo e commovente.

gIANMARIA - Mostro 

Un brano contemporaneo in cui il giovane fa ammenda, canta a squarciagola e si pone la domanda fatidica («Ma che ti sembro un mostro?»), mentre la base ritmica pulsata corre sullo spartito: «Che mi sono perso ero solo distratto». 

GIORGIA - Parole dette male 

Protagonista è la voce, as usual per Giorgia. Il guizzo strumentale c’è, ma il brano merita più ascolti. Mentre il testo svia malinconicamente, su un presente che vive di ricordi (“E alla fine eri una bela canzone che non si piò ascoltare a ripetizione, maledizione”).

CUGINI DI CAMPAGNA - Lettera 22 

Un brano in forma epistolare che chiede: “Non lasciarmi solo”. Parte vintage, anni ’70, in contrapposizione con gli arrangiamenti elettronici e moderni. Buono il lavoro di Lucchesi e Mangiaracina della RDL insieme a Fabio Gargiulo. La lettera 22 è una lettera mancante dell'alfabeto italiano. E' una macchina da scrivere vintage. Ed è, appunto, una lettera con un mittente e con un padre come destinatario. 


 LAZZA - Cenere 

Brano multi sfaccettato da sonorità disparate, con un rap dal contorno flebile. Dardust e Petrella farciscono le poliritmie che sfociano nel ritornello: «Aiutami a sparire come cenere/ mi sento un nodo alla gola/ nel buio balli da sola».

LDA - Se poi domani 

Una preghiera che implora amore, bramosa di sospiri, tra “notti insonni" e “immagini che uccidono”. Gli archi ci mettono il loro a chiudere il cerchio di una ballad melodica (forse troppo) e tempi dettati dalla batteria. 

LEO GASSMANN - Terzo cuore 

Nonostante qui si diverti a cantare di aver talento a "trasformare le sfide in sfighe", il brano funziona. C’è il refrain orecchiabile, c’è il testo, c’è la tessitura strumentale costruita bene. La penna di Zanotti dei PTN e Paganelli dei Rovere, si sente.

LEVANTE - Vivo

Dance pop orecchiabile per un grido che si traduce in atto liberatorio. Levante si chiede una decina di volte “Perché”, per poi cantare con grande sollievo: “Vivo un sogno erotico, la gioia del mio corpo è un atto magico”. E’ la depressione post parto? 

MADAME  - Il bene nel male 

Ritmo pulsato fin dall’inizio, come una scarica elettrica. E’ un bel brano costruito su una partitura dinamica e sull’interpretazione. C’è l’errore che si rifà, la "puttana" (inizialmente era il titolo) che dà piacere, c’è il bene nel male. Potrebbe funzionare. 

MARA SATTEI - Duemilaminuti

C’era grande aspettativa anche perché il testo è di Damiano dei Maneskin, che firma insieme a Brun e al fratello della Sattei, Thasup. E’ una ballad orchestrata per farsi cantare. Però va riascoltata, perché rischia di perdersi nel calderone. 

MARCO MENGONI - Due vite

Power ballad non scontata, ritmica e dinamica al punto da prediligere decisi cambi di voce e di strumentazione. C’è lo strascico del cantilenato, ma c’è anche il crescendo che porta al virtuosismo vocale, intenso e passionale. 

MODA' - Lasciami 

Rock ballad stile Modà con la batteria a scandire il testo semplice. Apertura lenta e chiusura lenta, sotto i riflettori la depressione (“Ho bevuto il veleno e ho capito la parte peggiore di me/Ma che giorno è? E' il primo giorno senza te”). 

MR. RAIN - Supereroi

Una ballata onirica con il coro dei bambini a dare rinforzo contro la paura. «Supereroi come io e te, due gocce di pioggia che salvano il mondo». Andamento lento, ritmica simil rap con un leggero sincopato nel ritornello.

OLLY - Polvere 

Dance che evolve in un tempo sempre più veloce. Cassa dritta, falsetto e autotune, con l’amore protagonista (“Facciamo un giro se piove, piove, fino a che/Non ci si bagnerà il cuore, cuore io e te / ma Su di me solo polvere").

PAOLA & CHIARA - Furore

L’intento sarà quello di condurre a “ballare come se fosse l’ultima canzone”, magari ricordando gli anni’70. Ed ecco che ancora “Battito, battito, battito". Un ritorno vintage quello delle due sorelle di "Amici come prima". 

ROSA CHEMICAL - Made in Italy 

Pronti per il “babababadibubum”? Latin sound e ritmo, per un Made in Italy all’insegna di sesso, libertà e perversione. Da Celentano a “Tu vuo' fa l’americano”, da Vasco a Leonardo Da Vinci. Non manca nessuno. 

SETHU - Cause perse 

Cita la guerra, ma per indicare quella dei rapporti umani. Un up tempo senza tante scintille da apparire scontato. Unico divertissement che pare concedersi è quando canta “Mollami almeno un momento e spiegami come si fa”.

SHARI - Egoista 

Una richiesta d'amore, lamentosa fino agli eccessi di un pop rappato. Il brano è co-firmato da Salmo: “Ci fossi tu qua con me/Mi sentirei un po' meno egoista/Mentre stappo sta birra che sa di the”. Al primo ascolto? Appare troppo monocorde.

TANANAI - Tango 

Ballad classica lontana da Sesso Occasionale. Archi e substrato orchestrale sono il moderato andante, mentre il testo gioca tra “Police” e “la police”, “tra le palazzine a fuoco” e dichiarazioni sotto i “neon di un sexy shop”. Ah, l’amore!

ULTIMO - Alba

Pianoforte e voce. Un brano classico, intimo ed introspettivo che parla di limiti, di vita, di speranza. Parte in salita, si apre a poco a poco verso la tipica forma canzone. Sarà perfetta per l’esecuzione con l’orchestra. 

WILL - Stupido 

Per essere orecchiabile, lo è. Ma rischia di essere un po’ banale. Lui è bravo e sul palco potrà solo migliorare. “Ma a volte io mi sento stupido/volevo tutto il pianeta/stringerlo in una mano/volevo fare il poeta/ora l’essere umano».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Gennaio 2023, 22:44
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