Sanremo 2022, le pagelle e i commenti dei "primi ascolti": Ranieri ed Elisa convincono, deludono Achille Lauro, Sangiovanni e Michele Bravi
di Rita Vecchio

Sanremo 2022, le pagelle e i commenti dei "primi ascolti": Ranieri ed Elisa convincono, deludono Achille Lauro, Sangiovanni e Michele Bravi

Più che il Festival della ripartenza, quello del 2022 sarà Festival della riconferma di Amadeus. Sicuramente per le sue scelte musicali. I 25 brani che abbiamo ascoltato e che saranno in gara alla 72esima edizione di Sanremo (su Rai1, dal 1 al 5 febbraio 2022), sono brani pensati e ragionati. Con lui non c’è più la concezione della “canzone sanremese” che, vuoi o non vuoi, seguiva una linea melodica prevedibile. Nel suo Festival ci può essere di tutto. Perchè la musica è musica, e non può essere ingabbiata in uno standard di canzone "Festival sì" e "Festival no".

 

La scelta delle canzoni «non deve occupare per forza caselle» di un genere musicale, ha detto dopo gli ascolti conclusi in Rai con la stampa. E come «non ci deve essere a tutti i costi la canzone “rock”», ci può non essere altro. Amadeus sceglie, e sa scegliere, come pochi direttori artistici nella storia del Festival - diciamocelo pure - hanno saputo fare.

 

Sa come funziona con la musica, la porta in tv e la pensa per le radio. La maggioranza dei 25 in gara, sono brani radiofonici , come ci ha abituati in questi tre anni di direzione artistica. Nei testi non si parla di Covid (se non qualche fugace accenno con giusto qualche parola, tipo "mascherine" o "la fine del mondo"), tema non pervenuto nemmeno «tra le canzoni scartate», dice Amadeus. C'è amore, voglia di stare bene, libertà, sesso, leggerezza, termine che abbraccia tutto e tutti. Dance e ballad regnano sovrane, poco (pochissimo) rock, un po' di latin sound. Per la serie: la voglia di tornare a respirare la sana normalità c'è tutta. Pure sul palco dell'Ariston. E se sugli ospiti - oltre a quelli già annunciati -  Amadeus non si sbilancia («li comunicherò solo a trattative chiuse al TG1»), parrebbe certa la presenza dei Måneskin, vincitori della precedente edizione. «Sarà un Festival nella via di mezzo, tra quello di due anni fa (senza restrizioni) e quello dell'anno scorso», con il teatro vuoto. Questo si augura il direttore artistico. Questo si augurano tutti. Passando in rassegna le canzoni in gara, 25 in tutto compresi i tre giovani delle Nuove Proposte (Matteo Romano, Yuman e Tananai), ecco voti e commenti. Considerando sempre che si tratta di un primo ascolto, di una prima carrellata veloce di testi e musica, senza l'orchestra e senza l'esibizione live. E live, tutto è rivedibile. Compresi i giudizi. 

 

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ACHILLE LAURO - “Domenica” - 5

L'"amore è un'overdose" e "Fanculo ai Rolling Stones", "mi ingoia come un boa/Lei dice "come osi"". Testo esilarante, tra "romanzo rosa" e "porno". Musica viva. Certo, è un pop che fischietta Rolls Royce. Ma è pure vero che dobbiamo immaginarlo accompagnato dall’Harlem Gospel Choir, che Achille Lauro si porterà sul palco. 

 

GIUSY FERRERI - “Miele” - 6

Atmosfere retro. Suoni caldi. Ritmo trascinante. Un pop che tradotto in "Miele" diventa grido nostalgico e disperato d'amore ("Perchè questa notte non corri da me/Ti ho lasciatto nel vento una musica/Spero ti parli di me"). La scrittura è di Davide Petrella. La musica a sei mani con Federica Abbate, Takagi e Ketra. 

 

MICHELE BRAVI  - “Inverno dei fiori” - 5 

Sul trono della canzone c'è l'umanità. Insieme a violini e a una voce rotta e sussurrata. Parte con suoni gravi per schiudersi nel ritornello. Sa di poesia: "A volte il silenzio brucia come una ferita, Il cuore perde un colpo non respira sotto il peso della vita". Tra gli altri, compaiono le firme di Alfredo Rapetti Mogol e Federica Abbate. 

 

RKOMI - “Insuperabile” - 6

Una scossa elettrica accende Rkomi al suo primo Festival.  Inizia con "L'amore per me è elettricità" e continua “Il messaggio sulle tue labbra/era come un semaforo, Taxi driver”, citando il film di Scorsese, ma anche il suo ultimo album.  Un amore travolgente, accompagnato da accordi di chitarra tra pop e rock e che finisce con "cento ottantamila giri su una coupè" e " "due molotov in fiamme”.

 

IRAMA - “Ovunque sarai” - 5.5

Una ballad tra cantico delle creature e preghiera. "Se sarai vento canterai/Se sarai acqua brillerai/Se sarai ciò che sarò/E  se sarai tempo ti aspetterò per sempre". Brano nostalgico ed emotivo. Orchestra e voce in simbiosi. 

 

NOEMI - “Ti amo non lo so dire” - 6.5

Un andante che diventa sempre più andante, mano a mano che si arriva al ritornello. Dinamicità e metrica scherzano sfacciatamente con la voce di Noemi che di certo si presta senza tanti sforzi. Tra le firme compaiono Mahmood, Dario Faini e il giovane Alessandro La Cava. ”Non ho paura/ di sentirmi vuota dentro un mare/ di parole perse sul fondale". E le parole sono al centro "unico proiettile tra me e te". 

 

MASSIMO RANIERI - “ Lettera di là dal mare” - 8

Brano d'altri tempi. La tematica sempre attuale: l'emigrazione. Una ballad intensa e tagliente, con la sua magistrale interpretazione. "Amore vedi così buio è questo mare troppo grande per non tremare". È tutta da ascoltare. Così Massimo Ranieri torna all'Ariston dopo 25 anni. 

 

AKA 7VEN - “Perfetta così” - 6

Un andantissimo trascinante oltre "difetti" e “imperfezioni" della “Baby” del testo. Un pop contemporaneo, da ballare e da accompagnare con le mani. “E sorridi/Perchè quando lo fai tu mi uccidi”. Un brano che è un passo avanti per Aka 7ven al suo primo Sanremo. 

 

EMMA - “Ogni volta è così” - 6

Un testo che parla di un passato. Di un amore che non c’è e vive di ricordi. "Ogni volta è così”, "Siamo sante o puttane”, in un ritornello che gira attorno a “E ti credevo quando mi giuravi che eri pazzo di me”. Una ballad energica e trascinante, scritta a sei mani con Dario Faini e Davide Petrella. A dirigere Emma sul palco dell'Ariston, sarà Francesca Michielin. 

 

HIGHSNOB & HU - “Abbi cura di te” - 6.5

Un bel dialogo tra i due fatto di testo, musica e voce. Bella la linea melodica. Arriva al centro. Si canta l’amore, l’addio, la speranza. E tra un ”Abbi cura di te”, un “Io perdo la testa come Oloferne” si arriva alla fine, al “goodbye ovunque sarai”. 

 

IVA ZANICCHI - “Voglio amarti” - 7

La signora della musica torna tuffandoci negli Anni '80. Le sonorità sono quelle. Canta l’amore, la passione, il desiderio. ”Voglio amarti per quello che hai nel cuore e sentirmi ancora viva in te”. E poi l’assolo di chitarra rock. 

 

D’ARGEN D’AMICO - “Dove si balla” - 6.5

Si balla e si ballerà, come recita il titolo. Il rapper e dj arriva a Sanremo a ritmo dance: ”Fottitene e balla/Tra i rottami/Balla per restare a galla negli incubi mediterranei”. Il riferimento è alla voglia di socialità. Quella voglia che fa “pà para-rà Pararà pa-pà”. 

 

SANGIOVANNI - “Farfalle” - 5

L’identità è sempre la stessa. Ricorda “Malibù”, trascinante e ondeggiante. Ritmo pop dance che al centro del brano lascia spazio agli strumenti. “E non l’ho detto a nessuno/che ho perso la testa/e sono pazzo di te”. 

 

YUMAN - "Ora e qui” - 6.5

Da Sanremo Giovani, soul e black music danno una sferzata al brano  di Yuman. Sonorità interessante. La voce, pure. “Ora e qui, finalmente io/ riesco a dire che sto bene se trema un po’ la voce/ mi fermo e mi godo la luce, anche se fosse un’istante, sì”.

 

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA - “Ciao Ciao” - 7.5

Non aspettatevi una copia di “Amare”. Il brano in gara con cui Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina tornano a Sanremo dopo il successo dell’anno scorso, è  totalmente diverso. Una partitura funky dance. Dal testo contemporaneo. Lei gioca e scherza con la voce in un saliscendi di acuti. E un ritornello brioso: “Con le mani, con i piedi, con la testa, Ciao Ciao”.

 

MAHMOOD & BLANCO - “Brividi” - 6.5

Un duo ben sortito. Mahmood e Blanco hanno un pezzo urban, contemporaneo, moderno, arguto, che si appoggia su uno spartito che viaggia su un metronomo accellera e rallenta. E poi, il pianoforte, gli archi, i bassi. “Nudo con i brividi, a volte non so esprimermi e ti vorrei amare, ma sbaglio sempre”. 

 

GIANNI MORANDI - “Apri tutte le porte”-  6.5

Una partitura revival di anni lontani, trascinante, alla Morandi e con la verve di Lorenzo Jovanotti. Un lallalero lallalà che non fa stare fermi, fin dall'attacco (ops, un pezzetto lo avete già ascoltato anche voi!). "Stai andando forte/Apri tutte le porte/Gioca tutte le carte/Fai entrare il sole“. Torna così al Festival il mitico Gianni. 

 

MATTEO ROMANO - “Virale” - 5

Nel ritornello ricorda in modo più morbido Soldi di Mahmood. Da TikTok a Sanremo Giovani, porta un brano contemporaneo, tra sonorità nuove e un pop più classico. “Frasi scritte per metà, se vere non lo so/Anche tra i grattacieli volerò”. Tra gli autori compare Federico Rossi, ex del duo Benji & Fede.

 

LE VIBRAZIONI - “Tantissimo” - 5.5

Le chitarre e il sound rockeggiante della band ritorna all’Ariston con un brano energico e brillante. “Chiamiamo amore, per quante volte/facciamo finta di non ricordarci il nome/che sotto voce si sente eccome”. Desiderio, tormento, passione e “occasioni sprecate”. Perché "c'era un tempo per dare e avere"/" ho imparato a stare bene nel mezzo sempre".

 

FABRIZIO MORO - "Sei tu" - 6.5

L’intro al pianoforte anticipa il brano. Una melodia romantica, struggente, dannatamente classica. Una dedica "Sei tu che mi inietti nel sangue il destino/ e accompagni i miei passi come fossi un bambino/ sei la cosa più bella che ho sempre difeso/e hai sconfitto i miei dubbi quando mi ero arreso”. Una delle ballate più intense del Festival. Sarà la colonna sonora del sul film di prossima uscita. 

 

ELISA - “O forse sei tu” - 7

Elisa intona come poche. E questa ballad è di spiazzante bellezza. Un classicone di disneyiana memoria che sempre piace. “Forse sei tu, tra le luci di mille città, tra la solita pubblicità quella scusa per farmi un po’ ridere”. La sua vittoria al Festival, 21 anni fa con Luce. 

 

DITONELLAPIAGA con RETTORE - 7

Insieme sono un metronomo impazzito. Sarà questione di “chi-chi-chi-chi - chi - chi - chimica”, ma le due spudorate accendono il fuoco su un brano che è un giradischi impazzito. Erotico. Ansimato. Un orgasmo travolgente che sa cantare anche: “E se rimango vengo ripetutamente/e non mi importa del pudore/delle suore me ne sbatto totalmente”. 

 

GIOVANNI TRUPPI - “Tuo padre, mia madre, Lucia” - 6

Elegante. Raffinata. A tratti complessa. La canzone di Giovanni Truppi, il cantautore napoletano per la prima volta a Sanremo, è da ascoltare con attenzione. “Brillano le teste e scintillano le stelle/coprimi la faccia e non farmi fare niente/stringimi più forte e fammi dire un’altra volta sì”. Tra le firme compaiono Gino De Crescenzo “Pacifico” e Niccolò Contessa (della band I Cani).

 

TANANAI - “Sesso occasionale” - 5.5

Un vivace assai. Da Sanremo Giovani, Tananai esordisce con un brano simpatico che a tratti pare uscito da un cartoon. “Baby ritorna da me e metti via quella pistola”. Cita De Niro."Tranquilli noi, tranquilli mai, tranquilla lei non mi è mai piaciuta". Tra gli autori c'è Paolo Antonacci, figlio di Biagio (e nipote di Morandi).

 

ANA MENA -"Duecentomila ore” - 5

Latineggiante. Intriso di elettronica. Facilmente ballabile. “Quando la notte arriva/M’ama non m’ama un fiore/America Latina”… e così la cantante spagnola intona un motivetto che entra subito in testa. Firma il testo Rocco Hunt, mentre la musica è scritta con Federica Abbate e Zef. 


Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Gennaio 2022, 06:51
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