Sanremo 2021, promossi e bocciati. Bene La Rappresentante di Lista, Gaia incanta, male Random
di Rita Vecchio e Totò Rizzo

Sanremo 2021, promossi e bocciati. Bene La Rappresentante di Lista, Gaia incanta, male Random

Pagelle seconda serata Sanremo 2021: i voti a tutti i cantanti in gara oggi mercoledì 3 marzo. Dopo l'esibizione dei primi 13 cantanti "campioni" di ieri, anche oggi Leggo.it non si sottrae dall'esprimere i giudizi sulle canzoni in gare al Festival.  Sicuramnente tra le cose più attesi della serata Pagelle di Sanremo 2021, sono molto lette anche dai cosiddetti "campioni" anche per analizzare la propria performance. Saranno tredici i cantanti vedremo cantare in  questa seconda serata di Sanremo 2021. Come già noto c'è un cambiamento di programma: Irama non si esibirà dal vivo, un suo collaboratore è risultato positivo al Covid, e quindi verrà trasmesso un video di una prova generale che si è svolta recentemente all'Ariston. Ecco i cantanti a cui verranno assegnati i voti delle pagelle in questa seconda serata di Sanremo 2021: Orietta Berti, Bugo, Gaia, Lo Stato Sociale, La rappresentante di lista, Malika Ayane,  Extraliscio, Ermal Meta, Random, Fulminacci, Willie Peyote, Gio Evan, Irama.

 

LE PAGELLE DELLA SECONDA SERATA DI SANREMO 2021

 

ORIETTA BERTI  "Quando ti sei innamorato" 6,5 - Inizia come una romanza, si allarga in un sinfonismo un po’ troppo sontuoso e lascia all’interprete il respiro di una canzone d’amore targata “ieri”. Avrebbe figurato benissimo in un festival di alcuni anni fa questo brano passionale dedicato al marito Osvaldo. Però con i suoi 73 anni Orietta è una virtuosa: il fiato non è più quello di un tempo ma non ne sbaglia una, di note. Sempre bello sentirla cantare. 

 

BUGO "E invece si" 7 - Celentano, Ronaldo, Ringo Starr, i giornali gratis, presenti all’appello di “E invece sì”, la canzone del Bugo 2 (la vendetta), per fortuna sua, solista. “Cristian cresci, perdi il treno”, è un monito. Autobiografica e suoni anni ‘80. “Voglio immaginarmi che non ho sbagliato e che il paradiso è il mio supermercato”. Dentro sogni, errori, ottimismo c’è una certa eleganza compositiva. Easy. Gran futuro in radio. 

 

GAIA Cuore Amaro 7- Seducente, sensuale, di bianco vestita. All’Ariston fa viaggiare fino all’altra parte del mondo. Suoni latineggianti, chitarre acustiche a tutto spiano, ritmi sudamericani, un po’ di reggaeton. Il suo “Cuore amaro” è un racconto autobiografico tra conquiste, errori e porte chiuse in faccia. “Quella che ho dentro è una notte lontana, quella di chi non sa tornare a casa”. Ma non è una canzone che parla d’amore.

 

LO STATO SOCIALE Combat Pop 6.5 - Il rock’n’roll risciacquato nelle acque del Reno, quello bolognese, una girandola di citazioni musicali anni ‘50 e ‘60, una canzone che si fa teatro, una presa di Bennato, un pizzico di ironia anche sul direttore artistico del Festival e del suo “profilo di coppia” con consorte sui social.  Benvenuti alla festa coca cola e pizzette dello Stato Sociale.“Mica rock ’n roll, questo è combat pop”. 

 

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA Amare 8 -  C’è un bel collettivo dietro questo duo siciliano-toscano che si è distinto in scena per la mise fucsia fosforescente. Lei ha una vocalità splendidamente teatrale. Melodia incalzante con un crescendo ritmico che esplode nel ritornello (“Amare senza avere tanto/Urlare dopo avere pianto/ Parlare senza dire niente/Come il sole mi consolerà”). Un indie di qualità nel quale è intervenuta la mano di Dardust.  

 

MALIKA AYANE Ti piaci così 7.5 - Sale e scende con la voce con la nonchalance e l’eleganza di sempre Malika, un fluire di suoni lungo il quale lei si muove sinuosa come nuotasse. Dentro, il testo scritto a quattro mani con Pacifico. “Ti piaci così” è up tempo energico e romantico. “Forse c’è una possibilità che desideri/E puoi scegliere”: un elettro pop di facile ascolto senza eccessive sofisticazioni per accettarsi così come è. 

 

ERMAL META Un milione di cose da dirti 7 - Una canzone dalla struttura classica. Con qualche tocco di amara raffinatezza, “Un milione di cose da dirti” sviluppa il tema evergreen dell’incomunicabilità amorosa. E per non deludere i  fans Meta si inerpica in qualche arditezza letteraria (“avrai il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale”). Meno ardita forse la parte musicale ma è uno di quei brani che potrebbero piacere più di quel che si pensi.  

 

EXTRALISCIO con Davide Toffolo Bianca Luce Nera 6,5 - Ci vuole il talento crossover di Mirco Mariani (uno che dal jazz club passa alla balera) per un brano orgogliosamente fuori quota per il palco festivaliero. Mettete due leggende del liscio, Moreno il Biondo e Mauro Ferrara, e il cantante mascherato dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Davide Toffolo, ed è bell’e servito “Bianca luce nera”, un mix gustoso come uno gnocco fritto e frizzante come il lambrusco. Da ballare. 

 

RANDOM Torno a te  4  - Performance lenta, la sua “Torno da te” è un canzone d’amore ridotta all’essenziale nata la scorsa estate con il rapper nei panni di un “pianista provetto” sui tasti della pianola rotta del nonno (così racconta). Una struttura troppo semplice per un brano che non decolla. “E ci perdiamo sempre sul più bello sfiori il mio viso poi fuggi ridendo”. Nemmeno l’orchestra riesce a dare la giusta verve. 

 

FULMINACCI Santa Marinella 7 - Canzone classica, cantautorale, garbata. Una ballad dalle strofe che si fanno ascoltare. “Santa Marinella” è scritta da lui ma è la storia d’amore di un suo amico (la definisce “un furto di identità”). “Na na na” è il “dududu” di una storia, di un racconto che può essere di chiunque. “Voglio solamente diventare deficiente e farmi male, citofonare e poi scappare”.  Per ora, almeno da Sanremo, non può scappare. 

 

WILLIE PEYOTE Mai dire mai (La Locura) 7.5 - Mette alla berlina tutti, compreso se stesso e il Festival di Sanremo. In questo “Paese delle musichette mentre fuori c’è la guerra” esordisce con “Mai dire mai (la locura), con tanto di citazione di “Boris”. Irriverente. Saccente. Pulsante. Critica alla musica, la citazione Morgan - Bugo (“che succede?”) o al twerk, ai teatri chiusi. E a “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni”. Di lotta e di governo (visto che sta qui). 

 

GIO EVAN Arnica 6.5  - Chissà se l’arnica è efficace per le cicatrizzare le ferite del cuore. Il poeta-musicista-cantante-globetrotter pugliese (condivide con Caparezza l’origine molfettese e la montagna di capelli ricci) ha una ballad romantica che corre senza interruzioni dalla prima all’ultima nota. Un diario intimista di sentimenti che si fa ascoltare. Un pop d’autore trasversale perché piaccia a tutti. Antidolorifico e antinfiammatorio. 

 

IRAMA La genesi del tuo colore 6.5 - A “salire” sul palco è la registrazione della prova generale dei giorni scorsi. Irama, in quarantena obbligata per la positività di due del suo entourage, si scorda la performance live (purtroppo). “La genesi del tuo colore” (firmata Dardust) è una tavolozza di suoni (strumentali, elettronici, il violino, l’uso del vocoder). Ed è in questo caleidoscopio che si incastra il significato spirituale delle parole. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 4 Marzo 2021, 09:22
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